`These Are The Days´ // `Harrisonford´

Autore disco:

Claudio Rocchetti

Etichetta:

Small Voices (I) // Deadtracks Records (D)

Link:

equalradio.blogspot.com
www.smallvoices.it
www.myspace.com/deadtracks

Formato:

Lp // Cassetta

Anno di Pubblicazione:

2007 // 2008

Titoli:

1) distanthandlife 2) apfelthasche 3) no sunbeamever lies 4) and if i sing you`re my voice 5) just as day dissolves 6) eyes eys 7) when 8) the lake9) to be thy lips is a sweet thing 10) grren dancing devil 11) against a field sinister 12) paper paper paper // 1) lato A 2) lato B

Durata:

26:00 circa // 25:00 circa

Con:

Claudio Rocchetti

i mille volti di Claudio Rocchetti

x Alfredo Rastelli

E` un periodo di grandi attività per Claudio Rocchetti che negli ultimi tempi abbiamo visto protagonista sia con i 3/4HadBeenEliminated che in solo con il recentissimo e bellissimo disco per Die Schachtel, prima ancora con i Zurich Against Zurich e nei progetti Olyvetty e Hypnoflash; il tutto in meno di un anno. Per completare la carrellata di uscite mancano ancora il suo long-playing per la Small Voices ed una nuova audio-cassetta per la neonata label Deadtracks. “These Are The Days”, uscito sul finire del 2007, rimanda direttamente al disco d`esordio, quel “the Work Called Kitano”, marcato Bar La Muerte nel lontano 2003, ma certamente meno schizzato; un tipo di composizione da ricondurre alla manipolazione di materiale sonoro, al dj-ism di scuola Cristian Marclay ma anche del nostro Giustino Di Gregorio, e che prende le mosse da un certo tipo di ricerca soprattutto interiore (diversa dal tipo di composizione vera e propria che caratterizza ad esempio il disco su Die Schachtel), in cui tecnica e cuore sono egualmente distribuiti. L`elleppì si inserisce quindi in quelle produzioni del Rocchetti in cui, utilizzando la tecnica del cut-up, assembla frammenti di musiche altre, tagliate e ricucite in composizioni originali. Le registrazioni risalgono al periodo 2002-2004, tratte da differenti fonti sonore con differenti equalizzazioni. Gran parte del fascino di questo lavoro deriva proprio da questo scarto tra il differente contenuto di forma e di sostanza dei materiali, tra la dicotomia rumore-melodia, pop ed avanguardia, hi-fi e lo-fi. Ancora una volta Claudio Rocchetti ci lascia in dote un eccellente disco, con tracce brillantemente costruite, in cui si convogliano i frammenti di una vita, sua e nostra.
“Harrisonford”, prima uscita dell`etichetta berlinese Deadtracks, è il secondo tassello della trilogia dei miti, dedicata appunto ai padri putativi, credo giovanili, di Claudio Rocchetti; precedentemente era uscito “DavidLeeRoth” per la Longlongchaney, sempre in formato cassetta (quella sì, un vero mito!). “Harrisonford” contiene due lunghi landscapes, uno per lato, molto oscuri, tra Organum e Loop Orchestra; il suono si impasta soprattutto nel lato A della cassetta dove, come in un messaggio via radio proveniente da un altro mondo (un po` Orson Welles che annuncia l`arrivo dei marziani), compaiono i spoken words dello scrittore cyberpunk Kenji Siratori. Affascinante.


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Data Recensione: 11/8/2008

`Boxer Rebellion´  

`Ash´ // `The Great Green´ // `Futuro Ancestrale´ // `Vostok: Remote Islands´  

`The Shadow Carvings And Other Short Poems´  

`Ottomani´  

`Galaterna´  

`Air Cake And Other Summery Occupations´  

`Rifugi´ // `Ellittica´  

`When The Crickets Sing´  

`The Air-Conditioned Nightmare´  

`Constellative Trio´  

`Ice Door´  

`What’s New?´  

`Tre storie per chitarra´  

`Drums & Octobass´ // `Always I Gnaw´  

`River Of January´  

`Escale´  

`Jalitah´  

`Catacryptico´  

`Farahser´  

`Qui´  

`Radici´  

`Temporal Waves´  

`For A Reason´  

`Where Songs Go At Night´  

`Vurga´  

`Chamber Music´  

`In The Grip´  

`Cello Unlocked´  

`Jack´  

`Domicide´  

`Infinity Avenue´  

`Regenprasseln´  

`Incanto´ // `Tracce´  

`Dreaming Of Horses Running In Circles´  

`Our Sea Lies Within´  

`Due´  

`Words´