`Spirits Transform Me´

Autore disco:

Oren Ambarchi and Z`ev

Etichetta:

Tzadik (USA)

Link:

www.orenambarchi.com
www.tzadik.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2008

Titoli:

1) Alef 2) Bet 3) Gimel

Durata:

41:01

Con:

Oren Ambarchi, Stefan Weisser

Un Ambarchi particolarmente oscuro

x sergio eletto

Alef, Bet, Gimel: le lettere capostipiti dell`alfabeto ebraico. Anticamente e spiritualmente, la prima ravvisa la figura di Dio: uno, unico, eterno; la seguente, benedizione e creazione, dualità e pluralità ; la terza, innalzata a raffigurare il senso di compimento, è la vetta: l`approdo finale dell`individuo (della carne, della materia) alle mistiche vie dell`Altissimo...
Lo studio degli antichi caratteri ebraici, la cabala e altre pratiche esoteriche assoggettano dai settanta gli interessi più terreni del vecchio Z`ev: le percussioni, la composizione, i suoni arcigni e post-industriali. La trasformazione e l`analisi dei significati, celati nei primi tre componenti dell`Alef-ebraico, danno corpo al leit-motiv di quest`incontro, realizzato con il rimpallo a distanza dei files; Ambarchi spedisce via sharing, presso la residenza londinese del collega, samples concepiti con chitarra, viola, vibrafono e tubular bells, abbandonandoli all`amalgama e alla completezza delle percussioni di Z`ev.
Nel mescolamento di Alef, non è difficile inalare l`aria dei progetti ambarchiani più freschi per Touch (“In The Pendulum`s Embrace”, il 7`` pollici ”Destinationless Desire”): brulichii metallici che, crescendo, formano uno strambo muro-di-suono, vacillante. Il tutto, scalfito da una congrega di anomali overdubbings, a sentore, attinti dalla percussione di una sei corde sdraiata. Bet: robusta orgia di percussioni e sotterfugi trance. E` specialmente Ze`v a lasciare la presenza dietro tanta abbondanza di metallo percosso, rimbombante, grezzo. Con Gimel si ripiomba nel vuoto: intuizioni dark-ambient costeggiate da scampanellii più variabili e da rintocchi più acuti e ritardati, in perfetto stile-funerale.
A forza di coltivare esperienze con i Sunn O))), Ambarchi è diventato maestro di flussi (drone) doom; per quanto riguarda Z`ev, non ci scostiamo dal classico retaggio industrial che lo scorta (a dovere) da decenni.


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Data Recensione: 10/10/2008

`Boxer Rebellion´  

`Ash´ // `The Great Green´ // `Futuro Ancestrale´ // `Vostok: Remote Islands´  

`The Shadow Carvings And Other Short Poems´  

`Ottomani´  

`Galaterna´  

`Air Cake And Other Summery Occupations´  

`Rifugi´ // `Ellittica´  

`When The Crickets Sing´  

`The Air-Conditioned Nightmare´  

`Constellative Trio´  

`Ice Door´  

`What’s New?´  

`Tre storie per chitarra´  

`Drums & Octobass´ // `Always I Gnaw´  

`River Of January´  

`Escale´  

`Jalitah´  

`Catacryptico´  

`Farahser´  

`Qui´  

`Radici´  

`Temporal Waves´  

`For A Reason´  

`Where Songs Go At Night´  

`Vurga´  

`Chamber Music´  

`In The Grip´  

`Cello Unlocked´  

`Jack´  

`Domicide´  

`Infinity Avenue´  

`Regenprasseln´  

`Incanto´ // `Tracce´  

`Dreaming Of Horses Running In Circles´  

`Our Sea Lies Within´  

`Due´  

`Words´