`Je retiens ton souffle´

Autore disco:

Novö

Etichetta:

Monopsone (F)

Link:

www.monopsone.com/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2008

Titoli:

1) Une vie ailleurs 2) Je retiens ton souffle 3) Immobile 4) Cosa mentale 5) La chute des corps 6) Document sonore 7) Sous vide 8) Versailles plage 9) D`abord la mer 10) Le train fantôme

Durata:

45:50

Con:

Jean Michel Chabrel, Jérémie Guiochet, Sylvain Closier

variegato pop rock elettronico d`oltralpe

x Matteo Uggeri

Bellissimo titolo (che il buon correttore automatico di Word vorrebbe trasformare in un prosaico “trattengo il tuo sufflè” in luogo del poetico “trattengo il tuo respiro” ) per un buon album di pop rock dalle forti venature elettroniche. Spiazza, per chi non è abituato, il cantato in francese, lingua che in musica riporta i meno giovani a Serge Gainsbourg e i meno vecchi ai Noir Desire, che con la loro Le vent nous portera restano il più grande successo francofono nel nostro paese negli ultimi anni.
Tutt`altra aria tira comunque presso questi Novö, valevole duo al terzo disco ufficiale. Si inizia con il pezzo migliore, Une vie ailleurs, introdotta da una splendida tromba e dalla voce suadente. Poi una ritmica elettronica, chitarre vagamente wave, controcanto in femminile, enfasi da `chansonneurs` e crescendo trascinante, tra pause riflessive e rintocchi di synth. Niente male, e la formula si ripete - forse un poco meno efficace, più fredda e meno acustica - nelle tracce seguenti, l`energica e quasi danzereccia titletrack e la tirata Immobile. Poi inizia una fase meno originale del disco, dove il cantato si fonde con l`hip hip e le chitarre vanno in secondo piano (Cosa mentale), per poi passare alla new wave un po` spenta ma efficace di La chute des corps. Ottima la pausa rarefatta e sperimentale (quasi da primi Piano Magic) di Document sonore, che introduce a due tracce senza infamia e senza lode, prima della lunga D`abord la mer, ballata elettrica e tesa, quasi post-rock nella sostanza.
Forse ciò che manca ai due francesi è una maggiore fantasia nelle melodie, che spesso stagnano attorno a pochi accordi e poche note, senza guizzi di fantasia. Per contro, il disco nel suo complesso è vario, gradevole, ben fatto e ben prodotto. Ad un passo dal poter essere un grande successo in patria, forse un po` meno altrove, a meno di non amare molto il suono dolce della lingua di Baudelaire.

PS: dopo ripetuti ascolti, mi è finalmente sopraggiunto il nome del (grande) gruppo che i Novö mi riportano alla mente: si tratta dei validi Styrofoam, di Morr-iana memoria, di cui da un po`, purtroppo, non sento più parlare.


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Data Recensione: 10/10/2008

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