`A Common Day Was Born´

Autore disco:

Ant Lion

Etichetta:

Ibexhouse (I)

Link:

www.antlion.it

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) No Belly 2) Hypno Hyppo (Zebra Dreaming) 3) Last Day Of The Night 4) Two Needles 5) The Head Upstairs 6) Stay Dog, Still God 7) Nap 8) Keep Your Enemies Closer 9) Ashtray's Anarchy 10) Spring Doesn't Fall

Durata:

35:36

Con:

Alberto Tirabosco, Isobel Blank, Stefano Santoni, Simone Lanari

notes from the underground

x fred atkins (no ©)

Gli Ant Lion si sono formati da una costola dei Sycamore Age ma, come nel caso della celebre vicenda biblica, la nuova creatura è fatta della stessa pasta del corpo donatore senza averne lo stesso aspetto.
La pasta, in entrambi i casi, è sicuramente di natura progressive, ma mentre i Sycamore Age hanno fattezze psichedeliche, che possono vestirsi con gli abiti tipici alle derive del genere (da quelli spaziali a quelli cosmici) o a quanto con la psichedelia è collegabile (dal cantautorato visionario di Tim Buckley agli happening altrettanto visionari di Don Cherry, Sun Ra e Art Emsemble Of Chicago), nel caso degli Ant Lion il profilo è tipicamente no wave.
Si potrebbe affermare, parafrasando James Blood Ulmer, «Sycamore Age is the teacher / Ant Lion is the preacher», seppure nella pratica quotidiana il predicatore occupi poi spesso la cattedra del docente mentre è assai più improbabile che il docente possa salire nel pulpito del predicatore.
La no wave degli Ant Lion, però, è più quella evoluta e sporcata di noise, e di maculazioni canterburiane, delle UT che non quella primitiva e punkerosa dei Teenage Jesus And The Jerks.
Accanto a ciò, e dentro a ciò, e possibile individuare numerose altre schegge. Innanzi tutto la Billie Holiday, influenza inevitabile in più del 90% delle voci femminili, che fa capolino nel finale di No Belly. Poi Frank Zappa (nelle filastrocche di Stay Dog, Still God e Nap) e Robert Wyatt (in Last Day Of The Night e soprattutto nella forma libera di Spring Doesn't Fall), artisti entrambi che hanno avuto a che fare di striscio sia con il progressive sia con la no wave.
Forzando parecchio la mano, e la fantasia, si può trovare poi qualche giapponeseria alla IOIOI e una buona quota di Dagmar Krause, dagli Slapp Happy ai News From Babel, senza però la vena popolare e mitteleuropea tipiche della cantante tedesca. E ancora le giapponeserie, in questo caso certificate, di Phew e di Haco con le sue After Dinner.
Strani e particolari, questi Aunt Lion, come gli animali ubuisti a cui fanno riferimento (la formica leone del nome e la nasica dell’immagine di copertina). Sentirete ancora parlare di loro.


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Data Recensione: 6/2/2018

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