`Thalidomusic For Young Babies´

Autore disco:

Stefano Tamburini / Mongoholy-Nazy

Etichetta:

Plastica Marella (I)

Link:

www.plasticamarella.com/

Formato:

2LP

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Thalidomusic For Young Babies part 1 2) Thalidomusic For Young Babies part 2 3) Seibab Gnuoy Rof CisumodilahT part 1 4) Seibab Gnuoy Rof CisumodilahT part 2

Durata:

63:00 ca

Con:

Stefano Tamburini

un bel pezzo di storia

x il topo e la topa (no ©)

1981: Stefano Tamburini pubblicò la cassetta “Thalidomusic For Young Babies” (Ray Soliloquio Records) con lo pseudonimo di Mongoholy-Nazy, un fantomatico musicista industrial ungherese che l’avrebbe fatta pervenire al critico musicale Red Vinyle (sempre lo stesso Tamburini) che si occupò di fare la recensione. La cassetta venne poi venduta per corrispondenza al prezzo di 5000 £. Tamburini era un noto fumettista, creatore tra l’altro di “Ranxerox”, coetaneo di Andrea Pazienza e Tanino Liberatore, insieme ai quali collaborerà con Vincenzo Sparagna e Filippo Scózzari alla nascita di “Frigidaire”. Dopo pochi anni, al pari di Pazienza, liberò il suo corpo dalla presenza di questo mondo (aprile 1986).
La storia, che fa un po’ pensare alle fantasticherie inventate da Devo e Residents sulla loro nascita, faceva seguito e pendant alle burle messe in atto dal “Male” prima e da “Frigidaire” poi, ed è un ulteriore tassello a dimostrazione della creatività e della genialità insite a quel nucleo di agitatori culturali dadaisti che gravitarono intorno alle due riviste.
(Voto al progetto originario: 8)

2017: chiaramente il valore provocatorio della cassetta, valore legato al contesto della sua pubblicazione, non può essere trasferito pari ari su questa ristampa, benemerita comunque, realizzata dai tipi di Plastica Marella. Nel giudicare oggi il lavoro di Tamburini si è obbligati giocoforza a considerare tre parametri: la musica contenuta, il valore dell’oggetto e il valore del documento.

Chiaramente Tamburini era un non-musicista, e questo assunto va sempre tenuto presente. Il primo brano è un cut-up burroughsiano che, anche all’epoca, non rappresentava certo una novità e, senza scomodare Cage o Parmegiani, basti pensare a quanto avevano fatti i Beatles in ambito pop con Revolution 9. Il secondo brano, come si comprende bene dal titolo, è poi basato sul primo mandato al rovescio. Un po’ banale, direi, senza contare che l’utilizzo del reverse veniva sperimentato da tempo con risultati ben più importanti (basti pensare, ancora, ai Beatles). Va comunque detto che il tutto suona ancora oggi fresco e si fa ascoltare con immenso piacere.
(Voto al contenuto musicale: 6 ½)

La ristampa a opera della Plastica Marella è in doppio vinile trasparente (100 copie) e in doppio vinile nero di 180 g (200 copie), nell’insieme 300 copie per un’edizione che può essere ben definita come limitata. Graficamente è stata fatta un’ottima operazione archeologica di recupero conservativo dai materiali originari, ma poteva essere fatto di più e di meglio, ad esempio inserendo un bell’allegato con la biografia di Tamburini, una revisione critica e un elenco dei suoi lavori.
(Voto all’oggetto: 7)

Il valore del documento, invece, è incommensurabile e supera il 10 (almeno di una lode).

Provate un po’ a fare la media!


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Data Recensione: 2/2/2018

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