`Harpoon´

Autore disco:

Sult & Marhaug

Etichetta:

Conrad Sound, Pica Disk (N)

Link:

www.conradsound.com
www.picadisk.com

Formato:

LP

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Harpoon [First] 2) Harpoon [Second]

Durata:

35:19

Con:

Håvard Skaset, Jacob Felix Heule, Guro Skumsnes Moe, Lasse Marhaug

like a rolling stones

x giorgio collegrande (no ©)

È sempre accaduto, un certo tipo di musica approda su una spiaggia, come una noce di cocco trasportata dall’Oceano, attecchisce e in poco tempo sorge una foresta di palme. Così è stato per i serialisti a Vienna, per gli psichedelici in California, per i Longobardi in Italia, e così è oggi per la musica improvvisata in Norvegia, landa fredda del nord che fino a qualche tempo fa sembrava al di fuori da tutte le rotte musicali e che oggi è un centro nevralgico per tutto quello che viene chiamato post, tanto che propria a proposito di artisti norvegesi è stato coniato il termine post-everything. Personaggi e gruppi incredibili come Paal Nilssen-Love, Anders Hana, Spunk, Jenny Hval, Jaga Jazzist, Ingebrigt Håker Flaten, Jazzkamer, Supersilent, Lemur, Ultralyd …. Caratteristica di questi improvvisatori è l’attraversare i generi, sradicare le barriere che dividono il jazz dal contemporaneo, il rock dall’elettronica, il noise dal folk. Si è venuto così a formare un pianeta polimorfo, che ha motivo portante nell’improvvisazione, in grado di accogliere nel suo marsupio i figli più informi e disparati.
La scena norvegese è diventata anche un punto di riferimento, alla quale da più parti si guarda con attenzione mentre si fanno sempre più ricercate le collaborazioni con i protagonisti di quella scena.
C’è da dire che i musicisti norvegesi sono consapevoli di questo loro ruolo d’avanguardia e, parafrasando l’Ornette Coleman di fine anni ’50, Lasse Marhaug nel 2004 ha significativamente intitolato un disco “The Shape Of Rock To Come”.
“Harpoon” è un disco che contiene, raccoglie, tutti gli elementi fin qui descritti, a partire dalla presenza del vate Lasse Marhaug.
Håvard Skaset e Guro Skumsnes Moe sono strumentisti migranti che passano dall’improvvisazione estrema di progetti come questi Sult al noise, di matrice rock, dei Moe. A dare quel tocco internazionale sopra menzionato, poi, c’è il batterista californiano Jacob Felix Heule.
Ci eravamo già occupati, in questi spazi recensori, sia di Marhaug, sia dei Moe, sia di Jacob Felix Heule e sia dei Sult, ma il trovarli accomunati in un unico progetto è un’occasione ghiotta e importante. Il lungo brano, racchiuso nei due lati del vinile, è definibile come una post music che raggranella l’elettronica come il futurismo, l’azionismo come l’elettroacustica, il surrealismo come il noise. I quattro sembrano voler recidere i pochi fili che li tengono ancora ancorati a secoli di storia passata, ed è pertanto difficile parlare anche di improvvisazione radicale. L’unico legame con il passato sembra essere quello di suoni che, come pietre rotolanti, si inseguono e cozzano fra se brontolando e ululando. L’acciaio di un arpione dentro al mare in tempesta. Se non dentro alle fiamme dell’inferno. Per orecchie forti e cuori intrepidi.


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Data Recensione: 25/1/2018

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