`Fòrte e Gendìle´

Autore disco:

Lara Molino

Etichetta:

FonoBisanzio (I)

Link:

www.laramolino.it

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Lu Fóche De San Tumasse 2) Fòrte E Gendìle 3) Mazzemarèlle 4) Scénne D’Óre 5) L’Emigrànde 6) Pomponio 7) Lu Vecchie E Lu Quatràle 8) Zí Innàre Lu Pesciaróle 9) Lu Sand’Andònie 10) Casche La Lìve

Durata:

37:17

Con:

Lara Molino, Michele Gazich, Marco Lamberti, Titti Castrini, Michele Molino

un disco contraddittorio

x linda pulisci (no ©)

Lara Molino è nota, in terra d’Abruzzo, come organizzatrice d’eventi oltreché come cantante, dal momento che tiene bene in pugno la direzione artistica del San Salvo Musica Festival (quest’anno giunto alla XIV edizione).
Fòrte di tale esperienza e gendìle nel suo essere donna pubblica questo disco per lei molto importante, perché contiene molti testi scritti dal padre Michele Molino (anche voce recitante in alcune canzoni), perché si avvale di Michele Gazich in veste di produttore e di strumentista, e perché contiene Pomponio, canzone già seconda classificata al Festival “La Canzone Italiana d’Autore” tenutosi a Isernia nel 2011.
Si tratta di un disco a metà strada fra folk e canzone d’autore, con canzoni coraggiosamente cantate in dialetto che narrano di personaggi e di tradizioni tipicamente abruzzesi. Sono questi gli aspetti più tipicamente legati al folklore, dal momento che solo uno dei brani è ripreso dalla tradizione popolare (si tratta del bellissimo Casche La Lìve che a suo tempo anche Domenico Modugno aveva ripreso con il titolo di Amara terra mia). Quella che manca a un approccio autenticamente folk, e che sposta il disco verso la moderna canzone d’autore, è invece la ricerca sulle melodie e sulle strumentazioni tradizionali (l’Abruzzo è una regione particolarmente ricca in tal senso). Anche i testi sono più accomodanti, rispetto al potere costituito, di quanto si conviene a un approccio autenticamente popolare (basta confrontare Lu Sand’Andònie qui seraficamente dipinto con la piccante ironia del tradizionale Sant'Antonie a lu deserte).
In conclusione direi che “Fòrte e Gendìle” è comunque un buon disco e offre dei buoni stimoli e spunti di riflessione… d’altronde la Molino è ‘brava e vaccinata’ seppure non sfiori neppure lontanamente la forza e la grandezza di alcune cantanti folk che in passato hanno cantato in dialetto (ad esempio Maria Carta e Rosa Balistreri).


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Data Recensione: 17/3/2018

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