`Rûwâhîne´

Autore disco:

Ifriqiyya Electrique

Etichetta:

Glitter Beat (F)

Link:

www.glitterbeat.com
www.trasportimarittimi.net/ifriqiyya_electrique.html

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Laa la illa Allah 2) Qaadrii – Salaam Alaik – Massarh 3) Mawwel 4) Zuru el Haadi – El Maduulaa – Maaluuma 5) Stombali – Baba ‘Alaia 6) Annabi Mohammad – Laa la illa Allah – Deg el bendir 7) Lavo – Baba Marzug – Sidi Saad – Allah 8) Arrah arrah abbaina – Bahari – Tenouiba 9) Sidriiya

Durata:

43:38

Con:

Tarek Sultan, Yahia Chouchen, Youssef Ghazzala, Gianna Greco, François R. Cambuzat

tribale e selvaggio

x beta zotica (no ©)

François R. Cambuzat, nella sua marcia di avvicinamento al cuore delle periferie, si è avventurato nell’entroterra tunisino dove, fra deserto salato e oasi, vivono i discendenti di vecchi schiavi neri con i loro riti adorcistici. La permanenza di Cambuzat e Gianna Greco, in pratica il Putan Club, presso la comunità Haussa si è risolta sia nelle registrazioni qui riportate sia nella ripresa di ben 300 ore filmate, che in parte sono state poi proiettate durante i concerti degli Ifriqiyya Electrique. Riti adorcistici, s’è detto, nei quali la musica svolge un ruolo fondamentale e dove il livello di possessione raggiunto fa pensare ad altre manifestazioni sciamaniche quali quelle dei Sufi, delle cerimonie Voodoo haitiane, dei rituali legati alla celebrazione del peyote o, più prosaicamente, allo sballo dei moderni rave. La tradizione musicale legata a questi riti, detta Banga, va a contaminarsi con l’elettricità e l’elettronica del duo franco-pugliese, in una miscela dalle caratteristiche tribali e selvagge. È la musica battente dell’Africa nera ad avere comunque il sopravvento nella mistura, seppure giocoforza contaminata sia con le derive del rock sia con la tradizione musicale araba. Se pensavate che Brian Jones con i Master Musicians Of Joujouka, Miles Davis e Jimi Hendrix con i loro voodoo elettrici e Archie Shepp o Albert Ayler con i loro rituali primitivi avevano raggiunto un punto di non ritorno, dovrete ricredervi.
Consigliatissimo a chi non ha paura di sporcarsi le orecchie.

Nel frattempo è stata annunciata anche l’uscita del primo disco a nome Putan Club:
«Prima ancora di comporre la prima misura, il PUTAN CLUB aveva deciso di mai pubblicare nessun album discografico, privilegiando il lato immediato/effimero di un contatto diretto con il pubblico, evitando perdite di tempo e much ado about nothing in comunicazione, vendite e carrierismo.
«Andando contro a tutta l’industria discografica, volutamente senza etichetta discografica, senza comunicazione, senza agenzie artistiche ma in totale d.i.y., il PUTAN CLUB poteva liberamente seguire le sue voglie realizzando dalla sua creazione (2013) una media di 180 concerti all’anno nei Paesi scelti, tra cui Europa, Cina, Asia Centrale e Africa piuttosto che U.S.A., U.K. e altri sentieri già battuti.
«Ma gli amanti domandavano una traccia. Il PUTAN CLUB inizia così a masterizzare dei volgari e magnifici cd home-made. Dopo più di 5000 vendite e alcune migliaia di ore perdute, il Club non ne poteva più. Il gruppo decide allora di dare un album all’etichetta la più oscura, la più coraggiosa, la più estrema, la più appassionata ma soprattutto la più eticamente corretta.
«Il 26 ottobre 2017 TOTEN SCHWAN RECORDS pubblicherà l’album “Filles de Mai”.
«Formati: CD / LP (180 gm) + codice di download / DL & Streaming.»


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Data Recensione: 6/4/2018

`Tajaliyat´  

`Selected Works For Piano And/Or Sound-Producing Media´  

`Triad´ // `Mokita´  

`Syria´  

`Humyth´  

`La spensieratezza´  

`Come tutti gli altri dei´  

`The Cold Plan´  

`Jukebox all’idroscalo´  

`Beautifully Astray´  

`Pulsioni oblique´ // `For Anita´ // `Musica per camaleonti´  

`Leaking Words´  

`NorN´  

`Giraffe´  

`Temps En Terre´  

`A Season´ // `(S)àcrata´ // `Nei resti del fuoco´  

`Live At Konfrontationen Nickelsdorf 2012´  

`The Spring Of My Life´  

`Noises From Melancholia´  

`Meccanismi e desideri semplici´  

`Edges´  

`Una piccola tregua (Live)´  

`Settembre´  

`Amphibian Ardour´ // `Gleadalec´ // `Emerge´  

`Plastic Fantastic´  

`Z/Rzw-Shiiiiiii´  

`Vegir´  

`Quadrature´  

`Lo stretto necessario´  

`Food Foragers´  

`AB+´  

`Disappearing´  

`Porteremo gli stessi panni´  

`Words Delicate Flight´  

`The Irresistible New Cult Of Selenium´  

`Floatin’ Pieces´  

`Girovago´  

`Un tempo, appena´  

`Inscapes´  

`Ortiche´  

`Maledette rockstar´  

`Exuvia´  

`Le nuvole si spostano comunque´  

`Magic Pandemonio´  

`Omaggio a Marino Zuccheri´  

`Gamelan – Coming & Going´  

`Succi con ghiaccio´  

`Si rompe il silenzio nel giardino delle mandragole´  

`Hide & Squeak´  

`Neve´  

`Kintsugi´  

`Tell No Lies´  

`Cronache carsiche´  

`Piccola Orchestra Artigianale degli Improvvisatori di Valdapozzo´