`One (For [Your Name] Only)´ // `Double Sun´

Autore disco:

Zimmerlin, Stoffner & Meier // This Difficult Tree

Etichetta:

Wide Ear Records (CH)

Link:

www.wideearrecords.ch/

Formato:

CD // LP

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Little William 2) Alice Ist Zaubberhaft 3) Elsa nella luna 4) Sayonara Noriko 5) Au-delà de Victoria 6) Shukran Ali Baba 7) Kerppo Pulliaisen Keksintö // 1) Magnetplanet 2) Momoko 3) Circles 4) Flutternoia 5) Skulldull 6) Winter 7) Double Sun 8) Angststück 9) City Lights 10) Neu Ist Nicht Immer Besser

Durata:

41:03 // 43:50

Con:

Alfred Zimmerlin, Florian Stoffner, David Meier // Silvan Jeger, Silvan Schmid, Frantz Loriot, Vincent Glanzmann

impro e impro

x mario biserni (no ©)

Questi due dischi, oltre a condividere il marchio discografico, sono accomunati da un altro motivo, David Meier e Silvan Jeger occupano attualmente la posizione di batterista e contrabbassista nei Day & Taxi. La tentazione di parlarne in un’unica recensione era quindi troppo forte per opporre resistenza. Eppure si tratta di due dischi molto diversi, a iniziare dal fatto che uno è in formato compact e l’altro è in vinile.
“One (For [Your Name] Only)” vede impegnato un trio strumentale piuttosto inusuale con violoncello, chitarra elettrica e batteria. Il violoncellista Alfred Zimmerlin è un veterano della musica elvetica e, oltreché nel settore dell’improvvisazione, è attivo anche come compositore di musiche classico-contemporanee. Quella proposta da questo trio è un’improvvisazione radicale dalle tinte forti e estremamente dissonanti, che trova punti di contatto nei collettivi guidati da Brötzmann e Schlippenbach o in quelli della Instant Composers Pool. Il tutto è riconducibile ai dialoghi d’insieme, ai crescendo e a un’esposizione quasi sempre liberatoria che, nei momenti di massima, risuona come un aereo in fase di decollo.
Quella di “Double Sun” è un’improvvisazione meno distruttiva, più strutturata, più attenta alle coloriture e ai giochi d’incastro. Il collettivo è un quartetto con contrabbasso, tromba, viola e batteria. Il disco si divide in brani strumentali e brani cantati (dallo stesso Jeger). Gli strumentali fanno vagamente pensare ai quartetti di Maarten Altena mentre nell’informalità dei brani cantati vedo certe cose di Wyatt o di Grubbs. Bei pensieri, in ogni caso. Il vinile è stato prodotto in sole 300 copie con copertina disegnata dall’artista di Zurigo Jonas Etter e stampata con una tecnica particolare per cui ognuna è diversa dall'altra. Solo l’accortezza di evitargli un’attesa troppo lunga lo ha salvato dall’inclusione nella lista dei dischi top.


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Data Recensione: 15/11/2017

 

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