`One Single Sound´ // `Open To The Sea´ // `Grandpa´

Autore disco:

Barnacles // Enrico Coniglio & Matteo Uggeri // Matteo Uggeri

Etichetta:

Boring Machines (I) // Dronarivm (RUS) // Fluid Audio (GB)

Link:

www.boringmachines.it/
dronarivm.com
www.fluidaudio.co.uk/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) I Hate A Barnacle 2) As No Man Ever Did Before 3) Not Even A Sailor 4) In A Slow-Sailing Ship // 1) Open To The Sea 2) J’Essaie De Reduire Mes Medicaments 3) Up Over The Harbour Lighs 4) I Am The Sea 5) Floating Metal Sheets 6) Dutch Street Theatre 7) Now I’m Silent 8) Allarme 9) I Say I May Be Back // 1) Grandpa Interview, 8th of December

Durata:

36:01 // 43:05 // 32:00

Con:

Matteo Uggeri // Enrico Coniglio, Matteo Uggeri, Giulio Aldinucci, Francesca Amati, John Guilor, Franz Krostopovic, Andrea Serrapiglio, Violeta Paivankakkara, Francesca Stella Riva, Fabio Ricci, Lau Nau // Matteo Uggeri, Vincenzo Nava

tripletta perfetta

x brian dumage (no ©)

Il cirripede (barnacle in inglese) è un crostaceo marino, essenzialmente parassita, dall’aspetto inequivocabilmente gigeriano. Quattro brani di durata medio-lunga, con titoli tratti da alcune lettere scritte da Darwin mentre lo stava studiando, vanno a costituire il CD del progetto dedicato da Matteo Uggeri a questo alien marino. Il tutto è rinchiuso nella splendida confezione della Boring Machines (per inciso: se fossi un musicista mi piacerebbe pubblicare almeno un disco per questo marchio, vista l’incredibile cura che Onga dedica alle sue produzioni). Nell’occasione Uggeri indossa gli abiti di Houdini e parte da un patrimonio minimo di campionature per costruire quattro sontuosi paesaggi sonori che memorizzano musiche ambient, dark e industrial. E, come nei migliori film horror, alla fine rimani costernato perché non sai se ad avere il sopravvento è una nota di romanticismo o un alone d’inquietudine. Trovo che esteticamente si tratta di una specie di back-home, ai tempi di Normality / Edge, arricchito comunque da tutto ciò che nel frattempo il musico ha incontrato per strada. Se fa fede il dito indice della mia mano destra posso assicurarvi che, quando termina il CD, punta dritto al pulsante del play again.

Uggeri, da buon prestigiatore, estrae poi il coniglio dal cilindro. Così è il caso d dire perché “Open To The Sea” è uma collaborazione a distanza con Enrico Coniglio. Si tratta di un disco molto più pop, indipendentemente e non solo per l’ultima canzone cantata dalla splendida voce dell’Amati Francesca. È un disco pop, seppure sia quasi tutto strumentale, pop nella concezione e nella finezza degli arrangiamenti. È l’unico pop possibile per il nuovo millennio, un pop che assoggetta a una sua logica melodica e ritmica quanto di più o meno sperimentale s’è fatto in precedenza. Le parti melodiche sono in linea di massima curate da Coniglio e quelle ritmiche da Uggeri, anche se non è così in assoluto e gli sconfinamenti di campo sono ammessi, e poi ci sono gli interventi (reali o campionati) degli ospiti, le voci della Amati e di Violeta Paivankakkara, la recita poetica di John Guilor, insomma “Open To The Sea” è tutt’altro che un disco povero e minimalista. Pure suona come giocoso e giocattoloso, complici la copertina e il puzzle allegato all’edizione limitata (il cui completamento mostrerà il codice per il download di un EP extra), a logica di atmosfere prettamente delalandiane. Pop psichedelico per un mondo di sogni.

“Grandpa”, messo al fianco di questi due gioielli, fa un po’ la figura del fratello povero. Anche l’edizione limitata a 150 copie depone in tal senso. Eppure la sua confezione grezza è tutt’altro che spoglia, dal momento che contiene otto piccole stampe come gadget aggiunto. La stessa natura del disco, un omaggio al nonno, è tutt’altro che dimessa. Grandpa Interview, 8th of December è un ciclo sonico che fa pensare ad alcune cose di mastro Rocchetti. Il lungo brano è frutto del montaggio / sovrapposizione di tre fonti sonore: un nastro vecchio di quarant’anni (con le voci di Matteo, del nonno e i rumori dovuti all’usura) , la ‘strana’ registrazione di un’improvvisazione chitarristica (di Vincenzo Nava) e una melodia suonata su un organo giocattolo (da parte dello stesso Uggeri). Ho riportato questi dati non per pedanteria, ma perché rendono bene l’immagine di Matteo Uggeri, che magari non verrà ricordato come uno dei grandi geni innovatori degli anni duemila, ma è comunque un musicista creativo, curioso, attento e sempre alla ricerca di nuove soluzioni.

Senza dimenticare l’ottimo Coniglio, del quale invito il lettore a scoprire la nutrita discografia (anche in formazioni come Aqua Dorsa, Heroin e Lemures).


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Data Recensione: 10/6/2018

`Pulsioni oblique´ // `For Anita´ // `Musica per camaleonti´  

`Leaking Words´  

`Temps En Terre´  

`A Season´ // `(S)àcrata´ // `Nei resti del fuoco´  

`Live At Konfrontationen Nickelsdorf 2012´  

`The Spring Of My Life´  

`Noises From Melancholia´  

`Meccanismi e desideri semplici´  

`Edges´  

`Una piccola tregua (Live)´  

`Settembre´  

`Amphibian Ardour´ // `Gleadalec´ // `Emerge´  

`Plastic Fantastic´  

`Z/Rzw-Shiiiiiii´  

`Vegir´  

`Quadrature´  

`Lo stretto necessario´  

`Food Foragers´  

`AB+´  

`Disappearing´  

`Porteremo gli stessi panni´  

`Words Delicate Flight´  

`The Irresistible New Cult Of Selenium´  

`Floatin’ Pieces´  

`Girovago´  

`Un tempo, appena´  

`Inscapes´  

`Ortiche´  

`Maledette rockstar´  

`Exuvia´  

`Le nuvole si spostano comunque´  

`Magic Pandemonio´  

`Omaggio a Marino Zuccheri´  

`Gamelan – Coming & Going´  

`Succi con ghiaccio´  

`Si rompe il silenzio nel giardino delle mandragole´  

`Hide & Squeak´  

`Neve´  

`Kintsugi´  

`Tell No Lies´  

`Cronache carsiche´  

`Piccola Orchestra Artigianale degli Improvvisatori di Valdapozzo´  

`Cascata´ // `Plancton´  

`Lighthouse´  

`Hawkward´  

`Innlaandds´  

`Francesco Serra´  

`Homo Ebetis´  

`Fear in the corner - prova aperta´  

`Flow´  

`L’oreficeria´  

`La rete di Indra´  

`Classified´  

`Schwingende Luftsäulen´