`Peakock Eyes´

Autore disco:

Solki

Etichetta:

Ibexhouse (I)

Link:

www.solkisolkisolki.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Puddle 2) Fuck Youth 3) Peacock Eyes 4) Liza’s For All 5) Empty Bag Jellyfish 6) Wriggled Arms 7) In A Bounce 8) Jealous Girl 9) Little Planner

Durata:

33:35

Con:

Serena Altavilla, Lorenzo Maffucci, Alessandro Gambassi, Alessandro Fiori

dalle ceneri dei blue willa …

x mario biserni (no ©)

Quando, due o tre anni orsono, seppi che i Blue Willa si erano sciolti, dopo che avevo fatto loro una lunga intervista per sands-zine, pensai «fatica sprecata». Con rammarico, perché ritengo da sempre Serena Altavilla una delle migliori voci del panorama rock nazionale (e non solo) e Lorenzo Maffucci uno dei talenti più eclettici che ci sono in giro ed ero convinto che il loro sodalizio poteva regalarci grandi pagine di musica. Una delusione che neppure la pubblicazione di un primo timido e discreto disco dei Solki (un gruppo che stava rinnovando quel sodalizio) era riuscito a sopire. Dinnanzi a questo “Peakock Eyes”, però, tanto di cappello. L’ambientazione sembra far riferimento alla NY di metà anni Settanta, laddove si suonava un rock che veniva inserito nel calderone punk (Television & Co.) ma in realtà proprio punk non era, vestendo piuttosto i panni di un garage e di una psichedelia evoluti. Al contempo l’assenza del basso fa pensare a quei gruppi dal suono più asciutto e graffiante, tipo Cramps, che egualmente rimasticavano il rock in forme egualmente prossime a derive punkeggianti. Chiaramente mancano i riferimenti più darkettoni, dacché la Altavilla unisce la forza visionaria di Patty Smith alla soave vaporosità di Enya e Elizabeth Fraser (vaporosità che poi è la stessa della Ruggiero migliore). L’ingrato compito di dare sostegno a una voce dai caratteri così espressivi è ben assolto da un batterista scarno e preciso che non esce mai dalle righe e da un Maffucci che nel suo suono nervoso, che definirei comunque enciclopedico, raccoglie tutte le istanze del post-punk migliore (ad iniziare da quelle di gruppi come Fall, Wire e PIL). In tutto questo bailamme i Solki riescono sempre a mantenersi in equilibrio fra il feeling selvaggio del rock più primitivo e gli accattivanti motivi della grande tradizione pop (quella che inanella una melodia memorabile dietro l’altra). No, il tempo dedicato a intervistare i Blue Willa non è stato affatto tempo perso.
In margine non si possono non dire due parole su una delle novità più interessanti che hanno vivacizzato quel piccolo mondo (piccolo ma ricco di soddisfazioni) a cui sands-zine ha deciso di dedicarsi, mi riferisco alla nascita dell’etichetta discografica Ibexhouse e dello spazio di registrazione Studio Rudere, entrambi guidati dall’intraprendente Alessandro Fiori (un waldeniano convinto). I primi risultati sono ottimi, in bocca al lupo per il prosieguo.


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Data Recensione: 29/5/2018

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