`Fear in the corner - prova aperta´

Autore disco:

Mamuthones

Etichetta:

Whydanghi di Cadoneghe (PD)

Link:

Formato:

performance

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

?

Durata:

?

Con:

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x nando dorelassi

C’è sempre un’atmosfera singolare alla presentazione di un nuovo album, in questo caso, per essere più precisi, di una prova aperta per testare le dinamiche live del nuovo dei corrieri cosmici patavini Mamuthones, ovvero l’attimo in cui il silenzio è rotto e ci si trova all’ingresso di un inesplorato piano dimensionale, le cui forme pure di spazio e tempo - nel suono - lentamente prendono le sembianze di una architettura dagli inesorabili meccanismi autopoietici.
“Fear in the corner” è il titolo del disco che a febbraio uscirà per la britannica Rocket Recordings, e la suddetta performance si è tenuta il 16 dicembre al Whydanghi di Cadoneghe a Padova; gli indugi e l’attesa vengono troncati da una rombante “Show me”, nevrotica ma swingante è pulsante come un orrore cosmico che trama dietro l’angolo, in una zona d’ombra del nostro universo.
Fear on the corner la title track, è un dedalo latin funk alla Liquid Liquid, umido come le nebbie padane.
Dopo svariati afro-ismi fischianti e disturbanti si approda ad una febbricitante Alone in cui i Chk Chk Chk (!!!) scivolano in un diabolico imbuto New Wave con echi sciiti.
Dalle pieghe della ossessiva ostinazione riemerge una Cars dal basso serpeggiante, su cui si adagia un coro apatico alla Remain in light dei Talking Heads. La bestie nera (così come ci viene presentata dagli stessi musicisti) si annuncia nelle spoken words declamanti la celebre citazione di Hegel sugli eventi, che nella storia si presenterebbero la prima volta come tragedia e la seconda come farsa, il tutto nella struttura di una prodigiosa danza con un inciso pronto a imprimersi nelle nostre teste.
“Fear on the corner” è un disco patafisico, nel senso che alla ripetibilità del contesto compositivo di una band battezzata un tempo psichedelica propone soluzioni immaginarie che attingono da un canovaccio formalmente sperimentale ma terribilmente compiuto ed oggi più indirizzato che mai. E il tutto pronto e collaudato per un live più compatto ex immediato che mai.

Data Recensione: 9/8/2018

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