`Edges´

Autore disco:

Eloisa Atti

Etichetta:

Cose Sonore (I)

Link:

www.cosesonore.it

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2018

Titoli:

1) Each Man Is God 2) Moony 3) Blue Eyes Blue 4) Edges 5) The Rest Of Me 6) The Careless Song 7) Sleepy Man 8) Without You 9) Cry, Cry, Cry 10) Love Signs 11) Henry’s Song 12) Lullaby To Myself

Durata:

42:52

Con:

Eloisa Atti, Zeno De Rossi, Marco Bovi, Emiliano Pintori, Stefano Senni, Antonio Gramentieri, Thomas Neyman, Michele Carnevali, Erica Scherl, Enrico Farnedi, Riccardo Lolli, Tim Trevor Briscoe

non di solo pane vive l’essere umano

x mario biserni (no ©)

Ecco a voi un'interprete eccezionale.
Sia chiaro, Eloisa Atti non è Billie Holiday e neppure Mina. Di entrambe le mancano tante cose e soprattutto, essendo cresciuta coccolata nella bambagia del Piccolo Coro dell’Antoniano, le mancano gli esordi ruggenti. Ma se tante cose le mancano ha anche, come dirò in seguito, qualcosa in più.
“Edges” è un disco in grado di fare centro pieno. Sono tre gli aspetti di maggior rilevanza.
Innanzitutto una splendida voce e notevoli qualità interpretative che le permettono di drammatizzare e sdrammatizzare a piacere, il tutto stando ben attenta ai limiti, cioè senza sovraccaricare e senza edulcorare eccessivamente le esecuzioni.
A seguire un gruppo di strumentisti veramente di livello superiore, a iniziare da Zeno De Rossi per finire con Tim Trevor Briscoe, in grado di conprendere, seguire e sottolineare le evoluzioni della voce senza mai creare situazioni conflittuali. Strumentisti tecnicamente capaci che sanno ben intendere il loro ruolo nell’ambito di una canzone e che, di conseguenza, non escono mai dalle righe.
Dulcis in fundo, last but not least direbbero gli inglesi, la qualità eccelsa delle canzoni tutte composte, badate bene e qui sta il qualcosa in più di cui ho scritto sopra, dalla stessa Atti (solo Sleepy Man e Without You in collaborazione con Marco Bovi).
“Edges”, lo dice il titolo, è un viaggio ai ‘bordi’ di quelli che sono gli stili della tradizione musicale americana. Un disco che, qualora l’avesse concepito una cantante statunitense, sarebbe stato categorizzato come roots music. La Atti dimostra di conoscere alla perfezione la materia, e direi di più: dimostra di amarla, tanto da creare canzoni così perfettamente in armonia con gli stili utilizzati da dare quasi sempre l’impressione del già sentito. È un disco di cover, mi dicono quando lo faccio ascoltare, salvo poi non riuscire mai a individuare le versioni originali dalle quali quelle della Atti sarebbero state coverizzate.
Delicatezza e armonia, già implicite nella bella immagine disegnata da Paola Cassano, senza perdere di vista quell’input artigianale che al presente è garante per una musica d’alta qualità né la modestia necessaria per trasformare tali input in qualcosa di tangibile.
Ecco come si fa un gran disco con delle bellissime canzoni.


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Data Recensione: 18/5/2018

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`Floatin’ Pieces´  

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