`Werthmuller´ // `Hypermagic Mountain´

Autore disco:

Steamboat Switzerland // Lightning Bolt

Etichetta:

Grob (D) // Load (USA)

Link:

www.churchofgrob.com
www.loadrecords.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2005

Titoli:

1) VI 2) rH.IH.IF.rF 3) III 4) moto [ein weltbewusstsein.] 5) I/II 6) V 7) IV 8) 7;5 [eine prazise uhr] 9) crimson la [ein mensch] 10) wellenlange 11) 5:4 [darf das so sein] 12) continuum // 1) 2 morro morro land 2) captain caveman 3) birdy 4) riffwraith 5) megaghost 6) magic mountain 7) dead cowboy 8) bizzarro zarro land 9) mohwakwindmill 10) bizzarro bike 11) infinity farm 12) no rest for the obssessed

Durata:

48:47 // 56:44

Con:

Dominik Blum, Marime Pliakas, Lucas Niggli, Daniel Lieder // Brian Gibson, Brian Chippendale

digressioni mono(ma)tematiche

x Alfredo Rastelli

Terzo appuntamento discografico, sempre marchiato Grob, per il trio svizzero dei Steamboat Switzerland che dopo numerosi concerti e soprattutto dopo aver sperimentato altre soluzioni musicali rispetto al loro consueto format, si ripresentano nel loro assetto usuale, costituito da un organo hammond, un basso elettrico e una batteria. In questa occasione, i nostri si prodigano a musicare dodici composizioni del batterista Michael Wertmuller (da qui il titolo del disco), già vecchia conoscenza per i frequentatori dell’etichetta tedesca. Nel disco in questione, i tre tralasciano completamente la loro verve improvvisativa, per concentrarsi su composizioni e partiture, studiate nei minimi particolari da Wertmuller, che, da questo punto di vista, possono essere sì limitanti ma anche più stimolanti. Il risultato è una struttura marcatamente rock, che richiama al prog (l’uso smodato organo hammond), al doom, al metal e all’hardcore. A questo bisogna aggiungere i contributi alla voce di Daniel Lieder (vocalist degli Alboth!), che recita cinque poesie di Michael Lentz, scelte appositamente da Wertmuller, che dona al tutto un’atmosfera gotica che non è certo il massimo. Le canzoni e le strutture sono complesse e, nella potenza del suono, nella velocità tecnica e nella precisione esecutiva, ricorda band quali Flying Luttenbachers e Lightning Bolt, di cui peraltro evitano una certa monotematicità generale, inserendo parti più elaborate dal punto di vista strutturale, con momenti di calma apparente e accattivanti digressioni strumentali, perfettamente studiate, anche quando certi passaggi sembrano essere il risultato di una improvvisazione ‘guidata’.
Improvvisazione che manca del tutto anche al duo batteria/basso dei Lightning Bolt, gruppo che in ogni caso, val bene dirlo, è padre di un certo modo di fare musica nel circuito indie nonché portabandiera del noise sferragliante della Load records. Pur essendo passati alcuni anni dal loro capolavoro “Ride the skies” i Lightning Bolt sembrano non essersene accorti e ripropongono imperterriti la loro formula sonora fatta di scorribande metal e annichilimento sonoro. Come molte delle band che hanno codificato un suono, anche per i Lightning Bolt è diventata una questione di limare il suono e riproporre costantemente una versione sempre più perfetta di loro stessi, con l’aggiunta di piccoli accorgimenti: di volta in volta, abbiamo assistito, quindi, prima alla pulizia del suono, poi ad un accentuazione della melodia (che c’è, eccome) ed infine all’inserimento della voce, molto presente in questo loro nuovissimo lavoro. Insomma due dischi discreti che aggiungono poco se non niente alla storia delle due band.


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Data Recensione: 24/1/2006

`The Spring Of My Life´  

`Edges´  

`Una piccola tregua (Live)´  

`Settembre´  

`Amphibian Ardour´ // `Gleadalec´ // `Emerge´  

`Plastic Fantastic´  

`Z/Rzw-Shiiiiiii´  

`Vegir´  

`Quadrature´  

`Lo stretto necessario´  

`Food Foragers´  

`AB+´  

`Disappearing´  

`Porteremo gli stessi panni´  

`Words Delicate Flight´  

`The Irresistible New Cult Of Selenium´  

`Floatin’ Pieces´  

`Girovago´  

`Un tempo, appena´  

`Inscapes´  

`Ortiche´  

`Maledette rockstar´  

`Exuvia´  

`Le nuvole si spostano comunque´  

`Magic Pandemonio´  

`Omaggio a Marino Zuccheri´  

`Gamelan – Coming & Going´  

`Succi con ghiaccio´  

`Si rompe il silenzio nel giardino delle mandragole´  

`Hide & Squeak´  

`Neve´  

`Kintsugi´  

`Tell No Lies´  

`Cronache carsiche´  

`Piccola Orchestra Artigianale degli Improvvisatori di Valdapozzo´  

`Cascata´ // `Plancton´  

`Lighthouse´  

`Hawkward´  

`Innlaandds´  

`Francesco Serra´  

`Homo Ebetis´  

`Fear in the corner - prova aperta´  

`Flow´  

`L’oreficeria´  

`La rete di Indra´  

`Classified´  

`Schwingende Luftsäulen´  

`Manifesto della chimica romantica´  

`AMAS´  

`武士´  

`Piramidi´  

`Wet Cats´  

`One Single Sound´ // `Open To The Sea´ // `Grandpa´  

`Peakock Eyes´