`Monolith´

Autore disco:

O.Lamm

Etichetta:

Active Suspension (F)

Link:

www.activesuspension.org
www.olamm.tk/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2006

Titoli:

1) La Chasse Aux Oiseaux 2) Genius Boy 3) the Macguffin 4) Open Malice 5) Return Of The Night Goat 6) Tammy Metempsycho Darling 7) Syllabus Of Errors 8) Silviphoebia 9) Aerialist 10) Bu-ri-n-gu za-no-i-zu (Bring The Noise!) 11) Electric Emily 12) City Of Julie

Durata:

49:13

Con:

O.Lamm, Nobuko Hori, Cindy Lee Baker, Midori Hirano, Momus, Zoè Wolf, Kumi Okamoto, Yoshimi Tomida

Nuovo pop? Nuovo fastidio?

Matteo Uggeri

La scomposizione della musica come siamo abiutati a sentirla sembra quasi essere diventato il dovere di chi desidera fare qualcosa di nuovo e colpire l`ascoltatore annoiato dai soliti suoni... e per soliti suoni non parliamo di MTV, ma anche di quella sperimentazione che a volte sembra avere `già dato` tutto.
O`Lamm quindi ci propone una musica che non si può non cosiderare, almeno in parte, roba nuova, o meglio: nuovo pop. Il problema è poi rispondere alla domanda: `mi piace ascoltare questo disco?`.
Questione forse superata e inutile quando si parla delle frontiere della sperimentazione più estrema, forse di nuovo pertinente se ci muoviamo in un campo più accessibile e prossimo alle orecchie di tanti come quello dell`elettronica pop.
Quindi, per chi è abiutuato, e forse anche un po` assuefatto ai loop gradevoli ma quadrati, regolari e melodici di artisti di scuola `vecchia Morr` e prima Warp, in O`Lamm troverà finalmente quel passo in più verso l`anormalità e la follia che spezza definitivamente il timore della noia.
Per altri, forse più retrogradi, tra i quali includo il sottoscritto, forse le vocine frantumate, i ritmi granulizzati, stoppati, masticati, risputati mescolati le decine di fonti sonore che in ogni singolo brano si affacciano per pochi istanti per poi scomparire divorati a altri possono essere il nuovo pop che da tempo cercano e non trovano.
Certo, O`Lamm ha qualità tecniche di manipolatore e miscelatori di suoni non indifferenti, ed il suo cup-up esasperato non è certo banale, ma di tutto il disco il brano che più si finisce per apprezzare è la conclusiva City of Julie, cassa dritta e un po` d`emozione, finalmente.
Consigliato a chi è già annoiato delle capriole drill del buon vecchio Richard D. James.


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Data Recensione: 31/1/2007

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