`SuperTexture´

Autore disco:

Gary Smith

Etichetta:

Sijis (GB)

Link:

www.sijis.com
www.garysmith.org

Formato:

2 CD

Anno di Pubblicazione:

2006

Titoli:

13 Solo Guitar Improvisations: 1-13) Solo Guitar Improvisations / Treatments & Interpretations: 1) Pear Tree Tomorrow 2) This Gray M 3) T and G 4) Black Ships Kill Into View 5) Handful Of Sand 6) Hyper-Garden (for Derek Bailey) 7) Acquired Waste 8) Londoni Határidõs Burgonyatõzsde 9) GSRX05 10) J Train 11) unravel 12) Apple Thief 13) Process / Recess

Durata:

46:02 + 64:12

Con:

Gary Smith / Gary Smith, Bill Fay, Steve Roden, Elliott Sharp, David Tibet, Paulo Raposo, Bernhard Günter, Tom Wallace, Zoltan Kodaly School for Girls, Peter Rehberg, Tianna Kennedy, Charles Hayward, Bj Nilsen, Aufgehoben

Inesprimibile Esplosione Vitale…La Bellezza

x Marco Carcasi

“SuperTexture” è una sontuosa dimostrazione di talento!
Esplosivo e misconosciuto chitarrista inglese; Smith è febbrile ricercatore strumentale d’inaudita originalità.
La sua è una storia che intreccia a più riprese personaggi nobili e trasversali come Rhys Chatham ed Hugh Hopper, Bill Fay e John Stevens; Shoji Hano e cellule organicamente mutate come Mass e Aufgehoben.
Una tecnica esecutiva sconcertante che in questo doppio cd (uno di originali ed uno di manipolazioni) divampa letteralmente, un idioma espressivo di assoluta originalità che non conosce eguali nel panorama odierno.
Smith senza l’utilizzo esasperato di diavolerie di studio si produce in una serie spericolata di numeri formidabili per vocabolario utilizzato e tecnica, la chitarra viene strapazzata e strangolata, percossa furiosamente come strumento puramente ritmico, ridisegnata come contatore geiger in continua caccia del loop e dell’armonico celato, si stravolge (e travolge) diluendosi in cascate di glissati multipli dai riverberi metallici; una gioiosa e devastata ansia vitale che lascia senza parole.
Gli studi classici e le antiche inclinazioni pop dell’adolescenza sono ricordi lontani che si tramutano in Pasto Nudo con cui banchettare; tredici numeri che di terreno hanno ben poco.
Rimane la gestualità esasperata e spericolata della fase esecutiva, una performance infinitamente poetica che più di ogni altra parola riesce ad esprimere l’inesprimibile che queste note taglienti come rasoi contengono.
Pulsazioni continue e reiterate che tendono ad infrangere l’attuale senso dell’improvvisazione, partenze brucianti, accenni melodici, stralci e polpa (all’osso) che paiono frutto di un incidente glitch, silenzi ribollenti, brusii valvolari e liquide diluizioni amniotiche; riflessi stuprati di un ricordo Bailey e senso prossimo affine alle cavernosità organiche di Hans Reichel.
Stupefacente!
Nel secondo cd la materia bruta viene (idealmente) presa per mano e condotta lungo i bordi di un gioco poetico e normalizzante (qualche volta riesce; altre no…), in tal senso da segnalare i tenui acquarelli (emozionali) di Bill Fay, le ellittiche (seppur ordinarie) mutazioni gamelan di Steve Roden, Elliott Sharp che ingaggia duello con l’originale e ne esce indenne e fascinosamente magmatico, David Tibet aspramente abrasivo come da tempo non si sentiva, Günter che circumnaviga il globo Smith ingabbiandolo in meridiani e paralleli; e poi ancora: Tom Wallace che gioca la carta del ritmo spostando il tiro lungo coordinate tribali anni ottanta (fra le cose più coraggiose anche se può far storcere il naso), Tianna Kennedy che pompa scorie ambient malevole in un labirinto di specchi; buon ultimo terrei Charles Hayward e la sua giostra Lynchiana ritmicamente paranoide.
Bello ed intrigante (ma l’originale fulmina!).
Speriamo che questo doppio lavoro serva a dare maggior visibilità all’incantevole opera di Smith.
Harry Partch sorride beato fra gli interstizi di questo capolavoro; il suono fatto carne.
Imprescindibile.


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Data Recensione: 27/2/2007

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