`Paint lines on your glasses look up at the stars and play them as notes´

Autore disco:

The Tall Ships

Etichetta:

Minority Records (CZ)

Link:

www.minorityrecords.com
www.thetallships.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2006

Titoli:

1) 2) For your bird you will have no other model than that of a bat 3) 3rd sound helium 4) Throw out the tongues 5) Faith of my stars 6) The sound of shaking 7) Radio presets 8) Sender under weight 9) Repeat the pattern 10) Hand sucking thumb 11) Darling downs 12) Post literate

Durata:

43:30

Con:

Steve Kuhn, Kyle Conwell, Darren Zentek, Derrick Calanog, Sean Taugher, Chris Conner, Wendy Bailey

Spicchio Di Sole Invernale

x Marco Carcasi

A prima vista pigro e semplice, tutto uno stiracchiarsi domenicale, sonnolenza da post sbornia del sabato sera; cazzate!
The Tall Ships sono puro ed onesto cantautorato a stelle e strisce, leggero ed apparentemente innocuo; l’anima delle dimensioni di una casa.
Puzza lontano un miglio di abbandono, di storie semplici, chiaroscurale e mai domo; un soffiarsi continuo sulle mani intirizzite dal freddo.
Quando il cuore incappa in Throw Out The Tounges od a scelta, Faith of My Stars (ed il suo incantevole arrangiamento di tromba) sai perfettamente di non aver scampo, questo cd ti sarà compagno fedele per molti ascolti solitari a venire, non lo condividerai con gli amici; tenterai di nasconderlo anche a te stesso e di non pensarci; ma ci ritornerai sopra. Garantito.
Fatto di quella pasta sottile e friabile (dai Codeine a Bonnie Prince Billy) che ti incendia il cuore, “Paint Lines…” è un girovagare delizioso fra strutture lineari da ultima inquadratura di “Five Easy Pieces” e dissonanti; struggenti strabocchi emozionali (Radio Presets, pura retorica zigzagante come vorresti fosse sempre…).
Che poi la polvere lo possa ricoprire non è un male, è il destino di lavori del genere, lo ripescherò (ripescherai) fra qualche anno e sarà la stessa emozione sgranata dai colori incerti e tremolanti; pura e senza pretese.
Bollarlo post rock è un attimo, dargli dell’antico altrettanto, spezzarlo in favore dell’ultima intellettualoide novità spinta dalla stampa influente di una semplicità unica; ma non importa.
Credo non importi neanche a loro tutto questo.
Epica continuazione di un momento storico andato, ben ancorati nel presente; i Tall Ships non sono dei dinosauri; per quello rivolgetevi che so? In casa For 4 Ears ad esempio.
Per chi crede che le uniche cose da salvare dalla casa in fiamme siano “Dueling Banjos”, “A Lifetime Of Temporary Relief” dei Low e le “Trinity Session” dei Cowboy Junkies; praticamente un obbligo.
Gli altri non lo sapranno mai.
Perdersi in un campo pieno di neve all’ombra delle montagne.


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Data Recensione: 12/3/2007

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