`Now´ // `Crap´

Autore disco:

Jealousy Party // Crap

Etichetta:

Burp (I) // Burp (I) / Megaplomb (I)

Link:

www.burpenterprise.com
www.megaplomb.it

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2006

Titoli:

1) Jp shout 2) sluma + stronca 3) minaccia albanese 4) i.tal riddim 5) snake in a shoe 6) abstract for strength 7) capocollo 8) el ritmo muscolado 9) andreotti 10) free form thing 11) blade runner suck my recanati stylee 12) tutti torto 13) i normali fanno schifo // 1) ragno di burro 2) coda di cane 3) cluster away 4) bus muy rapido 5) green fegatello 6) dark chicken 7) castrado 8) dolce roboante e caotico 9) sudone 10) attacco d’asma a las vegas 11) cani a pezzi 12) duras 13) devono church going family 14) gotine rosse

Durata:

51:07 // 63:13

Con:

Wj Meatball, Mat Pogo, Edoardo Ricci, Jacopo Andreini, Nicotina, Dr Kick, S.Dro, Napo, Ciffo, Faust, Fiè, Mazzoldi (Bron Y Aur) // Edoardo Ricci, Roy Paci, Helmut Cipriani, Jacopo Andreini

l’arte di improvvisare

x Alfredo Rastelli

Dopo averli incrociati di striscio in alcune compilation nostrane, arriva finalmente lo spettacolare full-lenght di debutto dei Jealousy Party, allucinato combo composto da Wj Meatball (jp set, leggasi ‘amamentario a base di cds, microfoni, elettronica’), Mat Pogo (voce) ed Edoardo Ricci (fiati). Uso l’aggettivo spettacolare non a caso, in quanto i tre mettono in piedi un vero e proprio spettacolo teatrale che ha riferimenti sia interni (alcune produzioni Burp come E-N.E.E.M. Project, il duo Ricci / Sanna, gli Uoki Toki) sia esterni (certe uscite di Phil Minton, il free jazz). Uno spettacolo soprattutto libero e incondizionato, in due parole free e d’avanguardia. Mi ricordano addirittura certe combinazioni di spoken-word anni 70, con battute vocali in libera uscita su improvvisazione sonora (Sun Ra, Black Artists Group), se non fosse che in questo disco la negritudine non la fa da padrona, al contrario di un’originalità di base illuminata da una lucida e incontenibile follia. L’unione di un’impostazione free (jazz e non solo), di manipolazioni vocali (non lontanissimi da lavori compiuti da Phil Minton o Chuck Bettis, da solista o con gli All Scars, si ascolti in proposito Jp shout o sluma + stronca), scherzi elettronici, cut-up sonori e percussioni elettroniche, ha generato un’alchimia che ha dato vita a momenti veramente esaltanti (minaccia albanese, la nervosa quiete di i.tal riddim, il funk-blues subnormale, tra Captain Beefheart e No Japanese, di snake in a shoe, il climax definitivo di capocollo). Se di spettacolo si tratta, aggiungiamo che è di tipo ‘aperto’, se non a tutti, a molti, con apparizioni più o meno fugaci di personaggi (invero poco raccomandabili) che sembrano passare per caso nei luoghi di registrazione e che arricchiscono con il proprio contributo le varie performance; si ascolti ad esempio il cameo di Napo dei Uoki Toki (incredibile ma vero: non gli tireresti più un cazzotto in bocca) che pare addirittura trovare la sua collocazione ideale nel delirio strumentale della già citata minaccia albanese (con il contributo anche di Jacopo Andreini e Nicotina, che compaiono più volte), o l’irriconoscibile presenza dei Bron Y Aur nella bellissima chiusura di i normali fanno schifo. Resta poco altro da dire se non che questo “Now” è un dio di disco.
A confronto l’omonimo dei Crap sembrerebbe un lavoro normale e facile da digerire come un bicchier d’acqua. Attenzione però a non sottovalutare questo quartetto di fenomeni che coniuga in maniera magistrale composizione e improvvisazione con gusto e potenza. Ritroviamo Edoardo Ricci, al sax, con Jacopo Andreini (batteria), Roy Paci (tromba) e Helmut Cipriani (basso). Si parte dalla new thing per poi deviare verso l’improvvisazione radicale rispolverando le celebri prove di Ornette Coleman, Eric Dolphy dell’Art Ensemble of Chicago e del free europeo. Il disco testimonia ciò che di meglio il gruppo ha prodotto nel loro unico momento di vita e cioè il triennio ‘97-’99, periodo in cui Roy Paci era ancora alle prese con le argomentazioni che più ci piacciono e cioè quel free jazz scatenato e coinvolgente che marchiò anche la prima uscita Zu. Quello proposto dai Crap è un mix letale di assalti all’arma bianca e raffinatezze strumentali: l’intreccio dei fiati sulla seziona ritmica propriamente rock di green fegatello, l’indubbia dote nel ricercare e chiudere melodie di immediato impatto come inragno di burro, dark chicken o le scorribande forsennate di cluster away, devono church going family o attacco d’asma a las vegas, sono tutte combinazioni riuscitissime di melodia e improvvisazione. La semplicità con cui costruiscono e successivamente decostruiscono (o viceversa) più volte i temi musicali, il lavoro mai piatto a livello di ritmica, l’improvvisazione controllata, ed efficaci inserti vocali (Roy Paci in coda di cane e Edoardo Ricci a declamare la sua breve poesia in sudone) sono tutti elementi che fanno di questo un disco più che gustoso.
In ultimo, calorosi complimenti e ringraziamenti alle etichette che producono: Burp e Megaplomb. Dimenticavo: Distribuisce Wide. Non vi resta che aprire il portafoglio.


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Data Recensione: 26/3/2007

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