`Rollerball´ // `Sitespecific for Orange Squirrel´

Autore disco:

Rollerball // The Hutchinson

Etichetta:

Wallace (I)

Link:

www.wallacerecords.com

Formato:

CD // 2CD

Anno di Pubblicazione:

2006

Titoli:

1) Never happy 2) Art Dries 3) Doc Nubbins 4) Ba 5) P.Mic 6) The Sky in L.A. 7) Bass Speaker 8) Doe Dar 9) Cds 10) Water in Bark // 1) 5ta 2) Zug reloaded 3) Summe 4) Part-one 5) Stutoh 6) Part-two 7) Topico 8) Parabellum

Durata:

41:45 // 23:32 + 23:39

Con:

Mae Starr, Gilles, Amanda Mason Wiles, S. De Leon, Monte Trent Allen, Jacopo Andreini, Christina Abati, Bruno Dorella // Damiano Cipriani, Walter Pompermaier, Leonardo Romanici Soriani, Paolo Marocchi

conferme e sorprese

x Alfredo Rastelli

Tornano ad incidere per la Wallace, dopo la pubblicazione di Porky Puppet, raccolta di vecchie uscite, gli americani Rollerball, con un album omonimo di nuove composizioni. Si è sempre detto che l’album omonimo sia un appuntamento importante per la vita di qualsiasi gruppo, e i Rollerball giungono ad esso, dopo aver superato da un po’ la decina nell’elenco delle proprie produzioni, allestendo un lavoro quanto mai esplicativo del loro universo sonoro. Anche la formazione è quella classica, così come gli ospiti, da diverso tempo fissi, che annoverano i nostri Jacopo Andreini, Bruno Dorella e Christiana Abate. Come più volte detto sulle pagine di sands-zine, la musica dei Rollerball si caratterizza per il carico di suggestioni che porta e trasmette a livello emotivo; è fosca, autunnale, notturna, capace però di riscaldare il corpo e la mente. Continuità nel segno del passato, dicevamo e infatti l’iniziale Never happy ci riporta a quelle atmosfere free delle prime uscite della band, con la sovrapposizione di una voce celestiale ad un intricato tappeto strumentale; di seguito, Art Dries va da subito annoverata invece tra le superbe ballate di cui il gruppo è capace, e mentre Doc Nubbins tradisce l’influenza degli United States of America, da sempre uno dei punti loro punti fermi, Doe Dar riporta nel mezzo devianze elettroniche che rimandano al celebre “Bathing Music” del 2000. Altri elementi caratterizzanti sono il folk (qui anche con venature spagnoleggianti, The Sky in L.A.) e il Canterbury sound (ascoltare la marcetta di Cds, o le sonorità sognanti di Ba e P.Mic). I Rollerball sono e restano garanzia di ottima musica.
Anticipato da un accattivante cover in puro style funk anni ’70, e da un artwork a modo di doppio vinile apribile (da qui anche la scelta del doppio cd, al prezzo di uno chiaramente, quando tutto sarebbe entrato facilmente in un unico supporto), i The Hutchinson ritornano in pista dopo alcune uscite semi-ufficiali. Personalmente li conosco per la loro partecipazione alla mastodontica compilation (6 cd) pubblicata dalla stessa Wallace nel 2005, di cui la band apriva l’ultimo volume con una cavalcata a metà strada tra alcune produzioni Constellation (Fly Pan Am et similia), beat di casa Morr music ed elettronica gentile. La versione 2006 dei The Hutchinson, vede il trio allargarsi a quartetto e una musica più compatta e aggressiva (hard-rock in definitiva), dalla ritmica krauta e non esente da cambi radicali di direzione e velocità (Topico), infarcita di incursioni elettroniche ‘space’ e di fiati e tastiere quasi in stile backxploitation (5ta;Parabellum). Questo tipo di sonorità, sia generate da un rullo di batteria o da un ritmo di chitarra (Zug reloaded), marchiano le canzoni del disco che assumono contorni di cavalcate rock tra lo space e il psichedelico. Gli anni settanti la fanno da padrone, sia nei rimandi al funk (la prima parte di Stutoh), sia nella psidechelìa ricercata (la seconda parte di Stutoh, Part-one e Part-two), il tutto supportato da un’ottima distribuzione del tempo e del ritmo (Topico).
È davvero una sorpresa questo “Sitespecific for orange squirrell”, così radicato com’è indietro nel tempo senza mai essere retrò o peggio ancora anacronistico. In questo periodo in cui tutti si danno un gran da fare per spolverare e scimmiottare musiche new wave anni ‘80, il sound degli Hutchinson rischia di risultare addirittura una (gran bella) novità.


click to enlarge!click to enlarge!

click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 25/3/2007

`Echoes From The Planet´  

`Hipparchus´  

`Autocannibalism´  

`Songs On The Line´  

`Hyperbeatz vol. 1´ // `俳句´ // `Different Constellation´  

`Daily Drone Dream´  

`Combat Joy´  

`Due´  

`The Wroclaw Sessions´  

`Phase Duo´  

`Tracing South´ // `Stereo´  

`Unknown Shores´  

`Schwingende Luftsäulen 2´  

`That Is Not So´  

`Depth Sounding´ // `quando ero un bambino farò l’astronauta´  

`Soufifex´  

`La bottega del suono (Mario Bertoncini. Maestri e allievi.´  

`Live At Nikodemus Church´  

`Songs from The Eternal Dump´  

`Cosa potrebbe accadere´  

`Avrei Dovuto Odiarti´  

`The Night Of The 13th’ Moon´  

`10, A Brokken Records Special Edition´  

`OAK´  

`Octo´  

`fourtyfour fiftythree´  

`Antinodal´  

`IMAfiction: Portrait # 01 - # 10´  

`Placid´  

`Music For Cat Movies´  

`Air Skin Digger´ // `Sidereal Deconposition Activity´  

`Milano´ // `Sinking Into A Miracle´  

`Light From Another Light´  

`Drift´  

`Repeat Please!´  

`Sum And Subtraction´ // `2. Akt´ // `Utopia´  

`Metaphysics Of Entropy´  

`Chambery´  

`Flares´  

`OPS…!´  

`W´  

`Live At Kühlspot´  

`22:22 Free Radiohead´  

`Dance Mystique´  

`Diciotto´ // `Em Portugal!´ // `A Pearl In Dirty Hands´  

`Livebatts!´  

`Doublethink´  

`Explicit´ // `Clairvoyance´  

`Gratitude´  

`Kalvingrad´  

`Damn! Freistil-Samplerinnen 4 + 5´  

`L’inottenibile´  

`Four Waves´  

`Beats´  

`Vostra Signora Del Rumore Rosa´