`A tavola con il principe´ // `Split´

Autore disco:

X-Mary // Anatre Supreme / Yokotobigeri

Etichetta:

LMC (I), KDV (I), Rebel Kid Music (I), Be Here Records (I), Full Blast (I)

Link:

www.xmary.net
www.anatresupreme.net
www.yokotobigeri.net

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2006

Titoli:

1) Avellino soundcheck 2) Zucca 3) Al mercato 4) countrygrind 5) Cristiano Cristiana 6) Mare spera 7) Ospedale maggiore 8) Koko b ware 9) Papa Voitila 10) Il primo giorno con luca 11) Son più bella io o sei più bella tu? (versione integrale) 12) rock duro 13) (Voglio andare in Argenta con) massimo 14) Kiss me kiss me kiss me kiss me kiss me 15) Venti secondi sopra tricase 16) Carolina 17) Negrogrind 18) Le tre bellezze della vita 19) Diurex 20) Tamara punk rock 21) Dal parrucchiere 22) Donnez-moi une cigarette 23) Il mio ragazzo è piano 24) Giambattista Vico // 1) Tropicanal 2) Costola 3) Atro’s homophobic lunch 4) Herbium / 5) Enotech 6) Tungsteno 7) Mannaja

Durata:

37:29 // 34:16

Con:

Christien Christiò, Jeanluc D, Monsieur Le Gateaux, Jeanluc F // Steve, Atros, Lufajad / Andrea, Paolo, Gianluca, Omar, Mattia

grandi i primi, meno i secondi

x Alfredo Rastelli

Non mi piacciono i Pixies. Si, lo so a cosa state pensando ed è esattamente quello che mi dicono tutti: non capisco un cazzo e altre cose del genere. Dico questo perché ascoltando le prime sette/otto tracce del disco d’esordio (almeno credo) degli X-Mary, i primi che mi vengono in mente sono proprio i Pixies (si ascolti per tutte ospedale maggiore). Con ciò ho fornito quindi una spiegazione alla sensazione, non molto piacevole, che ho avuto una volta giunto alla fine del cd. L’effetto straniante di una voce sopra le righe, con testi italiani per nulla intellettuali, su una base musicale pop-rock suonata, sì come si deve, ma con poca presa nei confronti di uno smaliziato ascoltatore. Fortuna però che ci sono anche i secondi e terzi ascolti (e via di seguito): il disco alla fine mi è piaciuto ed anche molto, conquistato, come lo sono stato, da canzoni veloci come schegge (ce ne sono ventiquattro in circa trentasette minuti), e gustose come le patatine (avete presente la pubblicità con il nostro Rocco Siffredi nazionale, ‘una tira l’altra’?), l’una con qualcosa di diverso rispetto alle altre (vuoi un ritmo funk come in Giambattista Vico o un passaggio reggae come in son più bella io o sei più bella tu? (versione integrale)), quasi sempre perfette (la bossanova-punk di zucca), con dei testi che si collocano perfettamente a metà strada tra l’ironico e il demenziale (Rino Gaetano non è lontanissimo, si ascolti come prova Carolina o Cristiano Cristiana) e una voce che è, in definitiva, l’unica possibile in un contesto di questo tipo. Sarà che provo un’innata simpatia per i cazzari, e che gli X-Mary si collocano tra i massimi esponenti del genere, ma non ho potuto fare a meno di amare canzoni come mare spera (un po’ più che vagamente i Porno For Pyros di Perry Farrell, anche nella voce), il grind-jazz di negrogrind, lo scanzonato andamento di le tre bellezze della vita, l’inno emo-rivoluzionario di donnez-moi une cigarette, la magnifica scheggia jazz-core di Koko b ware o la già citata Zucca.
Che altro rimane da aggiungere? Forse che questo “A Tavola con il principe” è un concept (ma chi sa fino a che punto ci credono) sul pane ed è organizzato come il menù di un ristorante, e in questi periodi calza a pennello; produce inoltre Fabio Magistrali, più di una garanzia. I Pixies però continuano a non piacermi.
Se non ho capito male, tra gli artefici della pubblicazione del disco degli X-Mary, c’è anche l’etichetta Be Here Records, di cui abbiamo tra le mani un’altra produzione, in cooperazione con la Escare Today records, nello specifico uno split tra Anatre Supreme e Yokotobigeri, entrambi promesse della scena rock della bassa lodigiana. Per quanto riguarda i primi, si va da un hard rock strumentale e squadrato, con groove lenti e ripetitivi, un po’ Tool, un po’ stoner (tropicanal e atro’s homophobic lunch, con annessa accelerazione finale), ad uno più movimentato, simil Melvins (costola), fino ad una chiusura ancora memore dei Tool (herbium). Questo è, né più né meno. Non si può dire che sia suonato male, anzi la band troverà sicuramente adepti tra i cultori del genere ma i loro quattro pezzi, alle mie orecchie, mancano proprio di originalità e pathos. Di sicuro ho gradito molto di più l’anatra che ho mangiato in questi giorni a far da condimento alle pappardelle.
Gli Yokotobigeri sono cinque e strizzano invece l’occhio ad un certo tipo di Math-Rock, sghembo e un po' nervoso (enotech, la prima parte di tungsteno, con anche venature psichedeliche), tra alcune ultime uscite Skin Graft e Ruins ultimo periodo (la seconda parte di tungsteno) e momenti di autentico hard rock (mannaja). In definitiva, al di là dei gusti personali, la vincono gli Yokotobigeri, meno derivativi rispetto agli Anatre Supreme ma ancora da maturare per bene. Per entrambi, produzione del Magister; ma in questi giorni si sa, i miracoli li fa qualcun altro.


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Data Recensione: 25/3/2007

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