`Artists´


Autore disco:

Day & Taxi

Etichetta:

Percaso Production (CH)

Link:

www.percaso.ch

Formato:

2 CD

Anno di Pubblicazione:

2014

Titoli:

1) An Meinen Nassen Schuhspitzen 2) Long Distance (for Stephan Kunz) 3) Gobi In Gabi 4) Cheap Metal Glass 5) Walking With Beth (for Elisbeth Voerkel) 6) Felsfrau 7) Free 8) Drummer’s Heart (for Matthias Gallati) 9) La Fabrique Des Ornéments (for Alain Huck) 10) Die Zeichnerin (for Nanne Meyer) 11) Death Ghost 12) Groove For W (for Michael Wertmüller) 13) Lisa in Pisa (for Lisa Schiess) 14) Hansnah (for Hans Benda) 15) Jimmy (for Jimmy Giuffre) / 1) Peine 2) 60 Beats & 60 Notes (for Marco Käppeli) 3) Andre’s B (for André Behr) 4) Melody 5) BB (for Beat Blaser) 6) 188807 (for Anne Hoffmann) 7) Fermatas For Hideto (for Hideto Heshiki) 8) One More For Emil (for Emil Rey) 9) Melody (Drums) 10) Hügel 11) Beat A Beat On Beat For Beat (for Beat Streuli) 12) Piriority (for Piroska Boros) 13) Gabi In Gobi (for Gabi Fuhrimann) 14) Vero Vera? (for Vera Kappeler) 15) Flower Stand

Durata:

41:46 / 43:30

Con:

Christoph Gallio, Silvan Jeger, David Meier

l’arte del ritaglio

x Rolando Baldinger (no ©)

Se non sbaglio, e/o se non ce ne sono state di sterili, questa è la quinta formazione dei Day & Taxi. Nonostante i relativi cambiamenti, derivati dall’avvicendarsi in formazione di musicisti diversi, si può affermare che l’equilibrio e lo stile del gruppo sono rimasti sempre piuttosto coerenti. Il merito va sicuramente accreditato al sassofonista Christoph Gallio, creatore e motore del trio, da sempre deus ex machina e unico componente a non aver mai lasciato libera la sua postazione. Il doppio CD “Artists”, pur non tradendo le aspettative dettate da tale continuità, presenta un gamma sufficiente di novità in grado di sorprendere.
Innanzi tutto va registrato l’ingresso del contrabbassista Silvan Jeger e del batterista David Meier, due strumentisti giovanissimi che portano con se l’energia, la freschezza e la naïveté tipici delle nuove leve.
“Artists” possiede così un’immediatezza e una vivacità che ricordano il primo disco del gruppo, “All” del 1992, pubblicato quando Gallio aveva ben 22 anni di meno nel groppone. È un disco profondamente blues come lo era quello, laddove i successivi si erano gradualmente spostati su un jazz più astratto e sperimentale, e contiene anche dei brani strutturalmente più definiti. Questo senza togliere troppo alle caratteristiche basilari delle loro impromposizioni, che il nostro e. g. (no ©) ha definito come ‘miniature’ nell’intervista a Christoph Gallio pubblicata di recente su questa no-zine. Non mi sento di condividere questa definizione, e direi invece che i pezzi dei Day & Taxi danno più l’idea dei ‘ritagli’. È come se un’unica lunga composizione musicale venisse tagliata in tante parti e fra queste ne venisse scelta a caso una selezione da riproporre in una sequenza altrettanto casuale. Oppure, per essere più terrigni, è come trovare dei frammenti di coccio, diversi per forma e dimensioni, e attraverso di essi cercare di ricostruire il recipiente a cui appartenevano: capisci che facevano parte di un unico disegno e, forse, riesci anche a immaginarne la forma, ma non potrai mai ricostruirlo con certezza nella sue fattezze reali.
Un altro elemento di novità è rappresentato da Gallio stesso che, a differenza dei dischi precedenti, non suona solo i sax alto e soprano ma anche quelli tenore (c-melody) e baritono. È soprattutto l’uso di quest'ultimo strumento che m’ha fatto sovvenire, accanto ai nomi di Steve Lacy, Ornette Coleman e Byron Allen già citati in passato, il Trio di John Surman, Barre Phillips e Stu Martin.
Una genealogia nobile e/o particolare non può che portare a risultati nobili e/o particolari.


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Data Recensione: 12/10/2014

`Artists´  

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