`Perfect Laughter´


Autore disco:

Sycamore Age

Etichetta:

Woodworm / Santeria (I)

Link:

www.sycamoreage.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2015

Titoli:

1) 7 2) Noise Of Falls 3) Dalia 4) Drizzling Sand 5) Frowning Days, Odd Nights 6) The Womb Of Nowhere 7) Diorama 8) Behind The Sun 9) Cheap Chores 10) In The Blink Of An Eye 11) Monkey Mountain

Durata:

41:13

Con:

Davide Andreoni, Luca Cherubini Celli, Francesco Chimenti, Samuel Angus McGehee, Nicola Mondani, Franco Pratesi, Stefano Santoni, Daniel Boeke, Irene Cascini, Simon Chiappelli, Mariel Tahiraj

un pot-pourri di forme, epoche, latitudini e longitudini ... in stile libero

x Roberto Nadi (no ©)

Sabato 21 Febbraio 2015: i Sycamore Age, un batterista dopo e qualche barba in meno, presentano il nuovo disco “Perfect Laughter”.
L’aspetto da venerandi matusalemme si è affievolito e i sette appaiono in pubblico come ringiovaniti. Non sarà mica che l’età di Sycamore scorre a ritroso come avveniva per il protagonista nel”La freccia nel tempo” di Martin Amis?
Se così fosse già mi accingo a seguirli in retromarcia fina all’infanzia, quando verranno risucchiati nell’utero della madre … gran troia, quest’ultima, se il pargoletto ha un patrimonio genetico così multiforme … gran troia, certo, ma anche una gran bella donna.
Le tre componenti principali che scorrono nel sangue della squadra continuano a essere il jazz (espressamente quello di Sun Ra e dell’Art Ensemble Of Chicago), il progressive (Van Der Graat, Genesis, Alan Sorrenti e, passatemela, Tim Buckley) e la new wave più visionaria.
Se le confezioni dei dischi sono però indicative del loro contenuto sonoro, quella di “Perfect Laughter” ci invita a scoprire «a saucerful of secrets» nascosti, e annunciati dal suo occhieggiare sia al flowr power sia ai frattali elettronici.
Scavando e orecchiando è possibile trovare quindi enzimi di musica psichedelica e suoi derivati, quali lo space rock e la kosmische musik, e poi di industrial, noise, elettronica e un po’ di tutte le musiche free-form. Perfino di glam, evidente soprattutto in alcune smanie scenografiche ed esibizioniste che durante le esibizioni attraversano, come scariche elettriche, i filamenti del gruppo.
È importante essere coscienti, per cogliere appieno la ricchezza dei riferimenti, che i Sycamore Age hanno due anime: quella più delicata delle registrazioni di studio e quella più selvaggia dei concerti. Nel primo caso hanno il sopravvento atmosfere più pop, con deliziose armonizzazioni vocali e uno spirito balladero venato di reminiscenze folkeggianti.
Nei concerti si impone invece una vena più tribale e ritualmente sciamanica, con una forte componente teatrale accentuata dal vasto armamentario strumentale e dal continuo alternarsi dei sette a strumenti di diversa forma e natura, aspetto che fa pensare espressamente all’Art Ensemble Of Chicago, dando luogo a una giravolta caotica e circense quasi esasperante (termine da intendere in senso positivo) per profluvio di suoni, colori e situazioni.
È sottinteso che per comprendere appieno la loro anima vanno conosciuti entrambi gli aspetti di questa doppia personalità che, ai suoi margini più estremi, si spinge ai limiti della schizofrenia.
Un altro aspetto che mi sembra di cogliere è l’intenzione di essere qualcosa di più rispetto a un gruppo musicale, elemento sostanziale nel tenere unite sette persone, vale a dire essere famiglia, così come in passato lo sono stati l'Arkestra di Sun Ra, l’Art Ensemble Of Chicago, i Soft Machine, i Gong, il Banco, e vari gruppi californiani e tedeschi.
Quello che mi è stato fatto notare è che, nonostante i numerosi riferimenti, i Sycamore Age alla fine non assomigliano a nessuno in maniera specifica: non ai Genesis, non ai Van Der Graaf, non a Buckley, non all’Art Ensemble, non ai Faust, non ai Bauhaus … a conti fatti non sono affatto un gruppo neo-progressive ma un gruppo dall’attitudine progressive nuda e cruda.


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Data Recensione: 8/3/2015

`Perfect Laughter´  

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`(Per la) Via di casa´  

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`карлицы сюита´  

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`Seven Songs For A Disaster´ // `Keep Your Hands Free´  

`Tape Crash #8´ // `Version d’un ouvrage traduit´  

`More Lovely And More Temperate´  

`Monktronik´  

`Lo gnomo e lo gnu´  

`Cagna schiumante´  

`Lottoventisette´  

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`L’arte della fuga´  

`Venezia non esiste´  

`And The Cowgirls Kept On Dancing´ // `Rotations´  

`TH_X´  

`Solo Flutes´  

`Lingue di fuoco´  

`Hoe Alles Oplost´  

`Matter´ // `Folklor Invalid´  

`The Cold Summer Of The Dead´  

`Canzoni in silenzio´  

`Pinarella Blues´  

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`Etude Begone Badum´ // `Bone Alphabet´  

`Automitoantologia (1983-2013) – 30 anni di ritagli, rarità e inediti´  

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`Nothing Changes No One Can Change Anything, I Am Ever-Changing Only You Can Change Yourself´  

`Reuze Reuze´  

`Goodmorning Utopia´  

`You Wait To Publish´  

`Birch´  

`Due´  

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`In Case We’ll Meet´ // `LEM´