`Rumore austero´ // `Sitcom Koan´ // `Maps And Mazes´

Autore disco:

Rumore Austero // Vonneumann // Ossatura

Etichetta:

Scatole Sonore Produzioni, Diplodisc, Hysm?, Amirani Records (I) // Ammiratore Omonimo Records (I) // ReR Megacorp (GB)

Link:

rumoreaustero.bandcamp.com/releases
www.vonneumann.net
www.rermegacorp.com

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2016

Titoli:

1) Raschia gemme e realizza 2) Coda mozza vuole ali 3) Vento, lenzuola e terra 4) Percepisci adrenalina? 5) Russo e Orte amici per la pelle 6) Bar vuoti e plasma unti 7) Intenti di fiori interni 8) Per caso a un certo punto si ribalta il dentro salta 9) Santi in festa tutti dalla nostra 10) Ostie di topo 11) Prima del poi // 1) - 2)Requiem per Foroppo 3) - 4) Giancarlo international 5) - 6) Droh 7) Lo rullantaro 8) - 9) 8VVV8V 10) - 11) In sette lupi 12) - 13) Grachtengordel incompleteness 14) Prelude to completeness 15) Completene // 1) Lunation 2) No Blind Spots Left 3) Acqua 4) Binoculars 5) The Great Lens 6) Sea Of Thoughts 7) De Natura Maris 8) Low Tide Walk 9) The South 10) Sunbeams 11) Maps And Mazes 12) Rain Clouds 13) Diluvio

Durata:

62:03 // 57:12 // 63:30

Con:

Marco Carcasi, Giordano Giorgi // Vonneumann + Marco Carcasi // Fabrizio Spera, Luca Venitucci, Elio Martusciello, Monica Demuru, Mike Cooper, Michael Thieke, Richard Nunns, Cristiano De Fabritiis

roma vive … viva roma

x mario biserni (no ©)

Animatori della scena romana e organizzatori della notevole rassega Scatole Sonore, alla quale dedicammo un bel po’ di spazio, Giordano Giorgi e Marco Carcasi tornano in pista più agguerriti che mai. Conoscevo Carcasi come musicista, specialmente attraverso l’esperienza Kar, mentre di Giorgi avevo ben presente soprattutto l’immagine di organizzatore – coreografo. Fa piacere ritrovarli affiancati in questo notevole disco di misticanza fra arte e scienza. Se ho ben capito cosa si intende con musica concreta, esattamente il contrario di musica astratta, è di questo che si tratta in “Rumore austero”. Qualche strumento e oggetti suonati, voci, effetti, suoni di scarto e di prima scelta. L’assemblaggio, il montaggio e l’accostamento hanno sempre il pregio del buon gusto e di una scelta perfetta nella dosatura fra i vari ingredienti. Sale quanto basta. Soprattutto, a quanto sembra, la comprensione fra i due, già perfezionata in anni di attività comuni, ha raggiunto un livello di ragguardevole maturità. In “Rumore austero”, si può dire, Carcasi e Giorgi hanno utilizzato il rumore per raggiungere un risultato alquanto gravido di senso armonico - melodico cosi come, di contrappunto, hanno utilizzato metodologie e tecniche mutuate dalla cosiddetta avanguardia per confezionare un disco squisitamente popolare. I sintetici capitoli che lo compongono hanno l’aspetto, più che quello di soundscapes o di soundtrack, di piccoli racconti informali.

Marco Carcasi lo ritroviamo, come ospite, anche nel nuovo disco dei Vonneumann che, fra l’altro, furono anche fra i protagonisti di Scatole Sonore. All’epoca de “il De’ Metallo”, disco prettamente improvvisato uscito nel lontano 2009, il gruppo romano aveva annunciato che ad esso avrebbe fatto seguito un disco interamente composto, disco poi sparito dai loro programmi. Trovandomi fra le mani “Sitcom Koan” ho pensato che forse si trattava di quell’utopico lost record. In realtà si tratta di improvvisazioni in presa diretta del 2010 (con qualche sovra incisione di studio del 2015), basate su quelle incluse ne “il De’ Metallo”. In tutti questi anni li avevo persi di vista, anche se un’occhiata al loro sito denuncia una mia deficienza e non certo una loro inattività, ed è quindi con estremo piacere che ascolto queste ottime registrazioni che, seppur datate a sei anni fa, suonano fresche e attuali. La musica è una miscela di progressive, psichedelia e rock cosmico, con uno spirito prettamente blues e l’aspetto confidenziale della situazione nella quale vennero effettuate. Certo sei anni sono tanti, la memoria è corta e senza un’azione più costante rischiano di perdersi nel dimenticatoio. Ma l’unico vero problema riguarda una tiratura di sole 109 copie che, una volta tolte quelle spedite come promozionali, confinano il disco quasi al ruolo di regalo per amici. Un regalo, comunque, splendido e ben accetto.

Altri protagonisti di Scatole Sonore furono gli Ossatura che proprio un quell’occasione presentarono un set d’impostazione molto più rock e schietto, seppure sempre d’impostazione sperimentale, rispetto alla loro classica miscela d’improvvisazioni elettroacustiche. In “Maps And Mazes” si assaporano i frutti che il trio formato da Elio Martusciello, Fabrizio Spera e Luca Venitucci annunciava con quella piccola svolta. Ho scritto trio anche se tale, almeno nei dischi, non lo sono quasi mai stati. Nel primo disco, oltre al quarto componente del gruppo che ha poi abbandonato (Maurizio Martusciello), si registrava la preziosa presenza di Tim Hodgkinson mentre nel terzo erano presenti Gene Coleman e Marina Peterson. Questo, che per la cronaca è loro quarto disco non fa eccezione a quella che è quasi una regola, e a dare manforte ci sono Cristiano De Fabritiis (vibrafono su Sea Of Thoughts), Michael Thieke (clarinetto su The South e Maps And Mazes), Mike Cooper (recitato su The South), il neozelandese Richard Nunns (strumento a fiato della tradizione Maori in The Great Lens) e una sempre coinvolgente Monica Demuru a cantare nella björkiana Acqua. Quella degli Ossatura è una discografia piuttosto parca, 4 CD un 18 anni, che data la sua varietà va assaporata nel suo insieme, ma nulla vieta di iniziare da questo “Maps And Mazes”.


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Data Recensione: 25/2/2017

`Rumore austero´ // `Sitcom Koan´ // `Maps And Mazes´  

`Primio´  

`Beyond Time´  

`Zentuary´ // `Pasar Klewer´  

`Silentium´  

`Maledetta Dopamina´  

`Way´  

`Apnea´  

`Dieci´ // `La porta stretta´  

`Fabuloseries´  

`Awake´  

`Examination Of The Eye Of A Horse´  

`Bad Habits´  

`Hypno-pop´  

`City Of Vorticity´  

`Vostok´  

`Appartamento in centro´  

`KIKEΩN´  

`Farfalle e Falene´  

`Méthodologie Contextuelle´ // `Sequenze per raffigurazioni mentali #1´  

`Creatura´  

`The Stabbing´ // `Acephale´ // `in Fin dei Corpi´  

`Autotrophy´  

`Eagle Prayer´  

`Memoria Istruttiva´ // `Funeral Parties´  

`Chi va piano va già troppo veoce (Sulla lentezza del bradipo)´  

`Arpe Eolie´ // `Ragionamenti musicali in forma di dialogo: X e XII´  

`Tectonic Shifts´ // `Modus Of Raw´  

`Hoverload´ // `{}´  

`Ho perso la testa´ // `Musica per autoambulanze´  

`Zurich Concerts (15 Years Of Kontrabassduo Studer-Frey)´  

`Tape Crash 14´ // `Tape Crash 15´  

`Âncora´  

`Calce´ // `5 Haiku´  

`Chamber Rites´  

`Numen – Life Of Elitra Lipozi´  

`Honey Ant Dreaming´ // `Reverie´ // `Warm Glow´ // `Bliss´  

`The Exodus Suite´  

`A Beat Of A Sad Heart´  

`Silent People´  

`Circles Of Upper And Lower Hell´  

`A Tree, At Night´ // `Prima del terzo´ // `Heavy Nichel´ // `Taken From A True Story´  

`D’ora stella´  

`Witch´ // `The Golden Calf´ // `Il vespaio´  

`New York City´ // `Gaycre (2)´ // `Demain, c’est Paris-Roubaix´  

`Alegrìas y duelos de mi alma´  

`Reliquies´  

`Unbehagen´  

`Zero Brane´  

`Offshore Zone´  

`Volume 3´  

`Kali Yuga´ // `Le filtre à sons – Vol. 1´  

`ﺭﺍﺩﻳﻮ ﺇﺯﺩﺍﻍ´ // `Es Prohibido Cantar´  

`For Arthur Doyle´ // `Osing Trance – Musik Patrol´