intervista a Vasco Viviani di Old Bicycle Records    





Potresti, innanzi tutto, fare una breve autopresentazione per i nostri lettori?
Volentieri…
Old Bicycle Records nasce nel 2010, per merito (od a causa, a dipendenza delle opinioni) degli Sparkle in Grey. Proposero “Mexico” a Pulver und Asche, etichetta che gestivo con mio fratello Luca e Acio. Il disco non fece l'unanimità, ma fece breccia nel mio cuore. Da li OBR, ed una volta nata mi chiesi cosa potessi farci... perché non delle cassette? Iniziammo così, io è Jessica, mia compagna e socia maggioritaria silenziosa della baracca. Gli stimoli non mancano di certo e le produzioni si susseguono a ritmo blando e secondo le possibilità economiche....

Tu dici «perché non delle cassette»… e io ti chiedo: perché proprio delle cassette? Non era più comodo, e forse meno costoso, fare dei CD-R?
Hai perfettamente ragione, se parlassimo di una persona con delle nozioni base di computer e di bassa tecnologia... per me non c'era nulla di più semplice invece che infilare la cassetta e premere rec.
Trovo la cassetta più immediata e fascinosa... la portavo nel walkman, da ragazzo guidando il motorino, e registravo cassettine a tema... lo sento un supporto più personale e quindi, per me, più semplice ed immediato (anche se io stesso sono dovuto correre ai ripari comprando un walkman in un asta su internet!).

Ma oggi esistono veramente degli appassionati di musica interessati ad acquistare delle cassette? E qual è la loro consistenza?
Ci sono, ci sono, anche se evidentemente stiamo parlando di numeri non grandissimi... dipende tutto dalle proprie aspettative. Normalmente per la serie "tape crash" la tiratura è di 50 copie. Le prime due (Icydawn/All Scars Orchestra e Mesta/Mattia Coletti) sono esaurite, mentre ho ancora dei rimasugli per la numero 3 e la 4. La piccola tiratura per me non è un discorso elitario bensì molto ragionato, sono cosciente di non poter vendere 300 copie di ogni cassetta, quindi semplicemente non le facciamo! Piccoli numeri per piccole cose, anche se per la prossima uscita vorrei farne qualche copia in più, diciamo sul centinaio. Per ora sono riuscito a piazzarne in Italia, Svizzera, Germania, Olanda, Serbia, Stati Uniti... qualche persona c'è, per fortuna. Qualcuna la vendo io, qualcuna i gruppi, qualche scambio e la massa cala, evitando scaffali pieni e quantità in disuso. Consistenza compatta, la migliore!

Ma i musicisti non storcono la bocca di fronte a tirature così limitate? E scusa se insisto nel cercare complicazioni che magari non esistono….
Ti dirò,
non mi è mai successo di ricevere delle critiche a riguardo, nemmeno nella prima cassetta, quella con All Scars Orchestra ed Icydawn, in tiratura 30 copie.
Ti dirò di più, per gennaio se tutto va bene avrò in uscita un live degli Harshcore ed Hue a Graz che inizialmente volevo tirare a 150 copie; sono stati i musicisti stessi a tendere al ribasso per la stampa ed alla fine ci siamo accordati sulle 100 copie. Quindi, per ora, nessuna complicazione, anche perché l'unica produzione più ‘estesa’, se così si può dire, è stata quella di "Mexico" degli Sparkle in Grey, dove però partecipammo in diverse label, con conseguente spartizione di materiale e bottino....

A proposito… ti voglio fare le mie congratulazioni per “Mexico”, davvero un gran bel disco, e contemporaneamente vorrei chiederti se sai a quale fascia di età appartengono gli acquirenti delle tue cassette… Solo nostalgici del tempo che fu o anche giovanissimi?
Grazie mille per le congratulazioni anche se andrebbero fatte ai ‘Tuxedomoon della Brianza’, io mi sono limitato a supportare un disco che trovavo e trovo tutt'ora splendido. Mi ci sono ritrovato coinvolto tra una birra ed una fetta di pizza al Tagofest e non ho potuto dire di no....
Per quanto riguarda le fasce anagrafiche dei clienti direi che vanno dai ventenni ai cinquantenni, senza esclusioni. Sono sufficienti orecchie curiose e qualcuna fortunatamente si trova ancora in giro. Il grosso comunque direi che va dai quasi trenta ai quasi quaranta....

Non trovi strano che l’avvento di Internet, e della distribuzione dei file digitali, abbia messo in crisi proprio il supporto compact ridando invece respiro a ‘vecchie biciclette’ come il nastrino e il vinile?
Guarda, io sono convinto che sia una questione di qualità e di convinzione. Io non scarico nulla da internet e sono piuttosto in difficoltà parlando di file zip, condivisioni e cose del genere. A mio parere, e nella mia esperienza, quel che manca è un luogo dove comprare questi benedetti supporti fisici senza l'ausilio della rete!!!
Il Canton Ticino ha 336mila abitanti e quattro negozi di dischi. Se poi vediamo che uno di questi è Media Markt, un'altro ha Rihanna in vetrina, uno è molto settoriale e si occupa principalmente di fumetti ed il quarto comanda i dischi, con un evidente rincaro di prezzo, da siti in cui posso comandarli anch'io, capisci che il quadro è sconfortante. Sei ‘costretto’ ad internet e da li allo scaricare è subito fatta. Il 99,46% dei dischi che recensite su sands-zine non li trovo. A questo punto chi sa dove cercare è automaticamente predisposto ad accettare supporti di nicchia, perché è lui stesso nicchia!

Forse ho formulato in modo impreciso la domanda, non mi riferisco al download selvaggio ma a quei musicisti ed etichette discografiche che preferiscono trasmettere la loro musica via rete, gratuitamente o facendola pagare.
La mia, più che una domanda, è una constatazione a proposito di un fatto abbastanza chiaro: l’avvento di internet ha danneggiato soprattutto la produzione su CD e favorito il ritorno di supporti, come il vinile e il nastrino, che sembravano spacciati. Ritieni che si tratti di un fatto positivo e destinato a durare nel tempo, o pensi che questo ritorno al vinile e alle cassette sia solo un fuoco di paglia destinato a essere spazzato via dalla diffusione via rete?

Penso di aver capito cosa intendi... penso e spero che questo ritorno sia duraturo e resisterà nonostante la rete. Il supporto è, o dovrebbe essere nella mia idea personale, favorito da chi crede nella musica come bene culturale e non come merce di semplice consumo. Penso quindi che gli appassionati rimarranno affezionati ai supporti fisici rispetto ai file musicali: beni come la cassetta od il vinile non verranno mai spazzati via, anzi, mi sembra si stiano allargando dalle generazioni più vecchie verso quelle più giovani, per un periodo che spero sarà duraturo. Credo di aver risposto alla tua domanda....

Direi di sì!
Tu vivi in Svizzera ma a due passi dal confine con l’Italia, quindi penso tu conosca le difficoltà che ci sono da noi nell’organizzare eventi e/o nel distribuire musica, a partire dagli agenti SIAE che vanno a taglieggiare anche il più piccolo evento. Come funzionano le cose al di là del confine?
Guarda,
la Suisa (corrispettivo elvetico della SIAE) sembra essere non molto presente sul territorio. I proprietari pagano una tassa forfettaria annuale ed ai concerti ‘grossi’, ‘ufficiali’, ‘sovvenzionati’, insomma un altro mondo rispetto al mio, si compilano i formulari. Per la stampa ufficiale serve il loro benestare ma ad esempio, interrogati sulla co-produzione degli Sparkle in Grey, mi hanno praticamente risposto con un ‘fate vobis’, viste le esigue quantità....
Al contrario, per la prossima cassetta pensavo di affidare la stampa ad una ditta italiana e li l'ombra della SIAE è ben presente. Non sono un amante del diritto d'autore imposto; condivido l'idea di proteggere le proprie opere intellettuali ma credo che dipenda dalla visione di ogni artista e non da un organo che... incute può essere un termine adeguato?.. i propri fruitori.

Conosci a tal proposito le licenze Creative Commons?
Conosco le licenze Creative Commons e le condivido completamente; con Pulver und Asche Records abbiamo utilizzato questo sistema per ‘proteggere’ i due dischi di mio fratello Luca a nome Soft Black Star, "Geneva in neve" e "La mer, la bataille, la mort". Lo vedo come un sistema molto più vicino agli artisti e dotato di una sua sensibilità e pertinenza.

In Italia un altro grosso problema riguarda l’inizio dei concerti, che spesso è dilazionato ben oltre dopo la mezzanotte. Come puoi ben capire chi ha l’handicap di doversi alzare presto al mattino per lavorare viene praticamente tagliato fuori. In Gran Bretagna, mi dicono, si suona prestissimo e chi poi vuol fare le ore piccole ad ascoltare musica e a bere può ben farlo. Come funzionano le cose in Svizzera?
Non sopporto i concerti che iniziano tardi! Sembra siano fatti per un pubblico che la mattina dorme e, soprattutto negli infrasettimanali, sono la morte. Milano, da questo punto di vista, è insopportabile. In Svizzera dipende dai luoghi, ma di norma siamo verso le 22... quando riesco cerco di organizzare cose all'orario dell'aperitivo, per le 18-19. Anni fa organizzammo una piccola rassegna con Madame P, Zeno Gabaglio, Manuel Mota la domenica pomeriggio alle 16... fantastico. Se poi aggiungiamo che la mia compagna lavora a turni, quindi fa spesso serene notti di lavoro, ed ho un cane che ci rende difficili le uscite serali, direi che abolirei i concerti a tardo orario. Se aggiungo che nella mia ultima uscita meneghina per vedere In Zaire, Eugene Chadbourne ed Abre Garbe alle 2 di mattina sono incappato in 107 euro di multa capirai la mia idiosincrasia per alcuni orari....

Ho la sensazione che il governo svizzero stabilisca dei buoni finanziamenti per la cultura… è solo una mia idea o corrisponde alla realtà?
C'è qualcosa, soprattutto sostegno agli esordi discografici dei giovani, progetti di sostegno per tour all'estero... diciamo che, conoscendo le porte a cui bussare (anche enti, fondazioni ecc...) i sostegni si trovano. Non penso ci sia poi tutto questo sostegno rispetto, non so, mi viene in mente la Scandinavia, ma nonostante questo non ci si lamenta. Per rispondere alla tua domanda penso che stiamo in un buon mezzo tra la tua idea e la realtà!

Un fenomeno di questi anni è rappresentato dalla produzione eccessiva, dovuta ad una democratizzazione dei meccanismi e a un abbassamento dei costi che ha favorito le piccole imprese e l’autoproduzione. La globalizzazione del mercato – 10 o 20 copie vendute in Italia o Svizzera sono piccola cosa, ma le stesse copie vendute anche in altri 10 posti valgono di per se l’impegno produttivo – ha ulteriormente favorito questo sfrenato proliferare dell’editoria musicale. Questa invasione, insieme ad altri problemi, è uno dei fenomeni che ha contribuito a quella crisi dei piccoli negozi a cui accennavi sopra. I piccoli discografici come te, per la distribuzione, devono quindi fare affidamento su internet. Pensi che questo tipo di soluzione sia la migliore, e l’unica possibile, o credi che possono esserci delle alternative? E quali?
La produzione di questi anni è francamente esagerata, si è arrivati ad una sovrapproduzione democratica, come dici, che ingolfa il mercato e rende sempre più difficili e frastagliate le scelte all'ascoltatore. Questo in ogni settore di vendita e/o distribuzione. Lo stesso sfogliare qualsiasi media musicale rende ogni scelta ed ogni spesa un’impresa; se a questo aggiungiamo i differenti siti internet, social network, radio e televisione si ha quasi un ingolfamento di proposta. Proprio per questo, a mio parere, resta indispensabile la ricerca di persone di fiducia che possano guidare gli acquirenti, siano essi negozianti, giornalisti o etichette discografiche. Gettarsi completamente su internet è un rischio; per non apparire l'ennesimo pesce in un oceano sterminato occorre una dedizione ed una competenza che non tutti possono avere. Da questo punto di vista mi riconosco più in un sistema di scambio quasi personale, entrando in relazione con forse pochi ascoltatori ma indirizzando maggiormente la proposta in una direzione sensata. In questo periodo iniziale di Old Bicycle Records ho scambiato diverso materiale con etichette o gruppi, conosciuti tramite progetti in comune ed affinità, oltre che a conoscenti di cui conosco interesse verso determinate sonorità o nelle purtroppo rare occasioni di esibizioni dal vivo che a volte riesco ad organizzare. Anche da acquirente,quando possibile, cerco di evitare il marasma collegandomi quando possibile con l'artista od il musicista che mi interessa e stabilendo così un rapporto di acquisto o rispettivamente di vendita che immagino potrà durare nel tempo. Ultimamente mi stavo interessando alla scena noise che transitò in Svizzera 30 anni fa e che ancora è attiva; ho contattato Sudden Infant e Rudolf Eb.er e comando da loro. Così è stato con Jandek o con svariate etichette italiane, da Wallace a Boring Machines, Fooltribe e così via. Aiutano molto in questo le frequentazioni di festival e concerti, dove farsi un'idea di quel che si trova in giro e direzionarsi di conseguenza. Internet non saprei, in un anno e mezzo ho aperto e chiuso tre volte un sito Old Bicycle... però qualcuno sa quel che faccio. Dallo splendido articolo che hai scritto immagino tu apprezzi le produzioni OBR? Scriviamoci, te le invio volentieri... stampo in 50 o 100 copie, anche il rettangolino più piccolo di Blow Up risulta essermi molto caro... per ora preferisco agire così....

A proposito, perché Old Bicycle?
Beh,
La scelta del nome è stata puramente casuale....
Al tempo del primo accordo con Matteo per “Mexico” l'etichetta era solo un'idea, senza ancora avere un nome: nello stesso periodo Jessica ed io stavamo cercando delle biciclette di seconda mano per poter fare un po' di moto salutare... visitando aste della polizia e siti di seconda mano siamo arrivati a trovarne un paio. Le priorità di quel momento erano quindi la nascente etichetta e le vecchie bici, abbiamo solo unito i puntini! Peccato che col tempo le biciclette siano rimaste in garage ed ad uscire siano state principalmente le cassette... a beneficio delle orecchie ed a scapito della nostra forma fisica quindi.

Hai citato gli azionisti dello Schimpfluch-Gruppe, che mi piacciono senza alcuna riserva, e vorrei sapere se li conosci e se hai mai visto una loro performance?
Purtroppo finora li ho conosciuti soltanto tramite nome, fama ed articoli vari... visto che l'aspettativa è alta ho tagliato la testa al toro ed ho chiesto loro di spedirmi qualche chicca rappresentativa del loro catalogo. Le aspettative sono alte... ho scelto bene a chi rivolgermi quindi? Il 2013 lo inizierò con loro, non vedo l'ora....

Che tipo di rapporto hai con i musicisti che produci? Sei tu a decidere cosa vuoi pubblicare, contattandoli di conseguenza, o sono loro a proporsi?
Non c'è una vera e propria trafila... inizialmente ho contattato io i musicisti, per le cassette verdi, blu e rosa. Poi però le proposte vengono anche da loro, magari trovo qualcuno per il Lato A e lui stesso mi propone qualcun altro. Con Luca, Michele ed Andrew è andata così, la cassetta bianca, per ora la più travagliata produzione per via di mille problemi. In futuro poi ho qualche idea nel cassetto che uscirà anche dal semplice split, quindi se tutto andrà come deve andare nel 2013 usciranno diverse cose.

Pensavo giusto di chiederti se sei intenzionato a continuare con la forma split e con il supporto magnetico, ma vedo che hai già risposto anticipando la mia domanda, quindi direi di chiudere qui l'intervista.
Se, caso mai, hai qualche osservazione da aggiungere puoi farlo a ruota libera... e, se ne hai, puoi dare anche qualche suggerimento, a noi di sands-zine per la rivista e ai nostri lettori a proposito di qualche nome nuovo che reputi debba essere conosciuto?

Guarda Mario, nel futuro di Old Bicycle ci saranno sempre i nastri, se girasse bene potremmo pensare anche al buon vecchio vinile... che dire ancora? Restate in ascolto, che fra qualche tempo se tutto andrà come dovrebbe andare dovremmo avere delle cose belle per voi (Harshcore/Der Einzige, Polvere, Eugenoise ed altro ancora). Quale consiglio spassionato posso dire di buttare un orecchio in Ticino che di cose belle c'è ne sono, per stuzzicarvi potrei parlare di Fedora Saura, Black Fluo, Risonanza Records, Pulver und Asche e Radio Gwendalyn....
Grazie mille Mario, è stato un vero piacere.
Grazie sands-zine, sempre ti leggeremo...