Patrizia Oliva    intervistina con cappello di e. g. (no ©)





Ci sono persone che tramite la musica riescono a costruire imperi finanziari e altre che danno alla musica molto più di quanto la musica dia a loro. Per le prime la musica è una questione di cifre e per le seconde è invece una questione di feeling (o di cuore, se preferite). Naturalmente c`è anche qualcuno, ma sono casi rari, che riesce a conciliare i due aspetti in situazioni di equilibrio abbastanza precario. Patrizia Oliva fa chiaramente parte della seconda categoria, e tutto quello che lei ha dato alla musica è stato ripagato solo in piccolissima parte (non solo economicamente, ma anche in termini di popolarità e soddisfazioni).
Tanto per iniziare è stata fra le ideatrici delle mitiche Allun, che però ha abbandonato dopo la pubblicazione del primo disco, e in seguito si è distinta in una serie di progetti tanto pregevoli quanto misconosciuti. Il più noto di questi progetti è sicuramente quello dei Rosas y Tulipanes, condiviso con il bassista dei Viclarsen Luca Pagani, che ha pubblicato due splendidi CD-R autoprodotti in cui vengono miscelati con brillante savoir-faire melodia e rumore: "The Incredible Strange Music", intrigante fin dal titolo e con all`interno una ineguagliabile cover de Il cielo in una stanza, e l`altrettanto riuscito “Nō”. La Oliva si distingue in entrambi i CD come grande vocalist che sa passare dalla recita pura alla classica scansione jazz, librandosi però anche in voli più prossimi al noise o alla psichedelica. La sua abilità e la sua naturalezza sono tali da permetterle di superare indenne vertiginosi equilibrismi scat`n`swing, magari intrapresi utilizzando anche la lingua italiana.
Dopo lo split dei Rosas y Tulipanes, o parzialmente in sovrapposizione con quel progetto, ci sono state altre collaborazioni a due come Macaya (minimo ensemble elettroacustico con Luca Sigurtà ) e Toba (tandem d`improvvisazione contrabbasso e voce). E` soprattutto Toba a rendere al meglio le qualità vocali della Oliva, con il suo mood che rimanda alle grandi improvvisatrici classiche e, in quanto a pathos, al mitico “World Of Echo” di Arthur Russell (violoncello e voce).
La pubblicazione più recente di Patrizia Oliva è un CD-R a tre pollici realizzato in solitudine e firmato come Madame P (un nomignolo che gli ha affibbiato Andrea Marutti di Afe Records). Con Madame P, progetto per voce e manipolazioni elettroniche, la musicista si concentra ancor più nella messa a punto delle proprie enormi possibilità vocali e i risultati sono, per il momento, davvero ottimi.
Nel succedersi di tutte queste peripezie c`è stato pure l`intermezzo di una permanenza negli Stati Uniti dove ha conosciuto e suonato con vari musicisti americani. E` lì, a contatto con gruppi come i Caroliner Rainbow, che si è rafforzata la sua consapevolezza in un modo diverso di fare e gestire la musica, perchè dovete sapere che la sua produzione discografica è tutta concentrata in CD-R autoprodotti. Si tratta di materiale naïf - questo sì che sarebbe un bel termine per caratterizzare un certo tipo di produzioni musicali - che potete trovare unicamente contattando lei stessa, oppure ai suoi concerti o a quelli di musicisti che gli sono vicini (OvO, Allun...).
Ma la grandezza di Patrizia Oliva trascende da tutto ciò e porta direttamente al “Lab 12”, un loft sul tipo di quelli che negli anni `70 alcuni musicisti crearono negli Stati Uniti, in particolare a New York, dove si organizzavano concerti e altre attività legate al fare/ascoltare musica, e che oggi sono piuttosto diffusi in alcune città americane. Dal Lab 12 - linkando andate direttamente su un reportage scritto da Hue/Matteo Uggeri a proposito di un`iniziativa tenutasi nel locale - sono recentemente passati, e passano, numerosi musicisti italiani e stranieri. Da qui è nata la voglia, quasi l`esigenza, di documentare concretamente questo passaggio attraverso una serie di compilation. La prima, realizzata a inizio 2005, raccoglie brani di Kawabata Makoto, Rosas y Tulipanes, Jacopo Andreini, ?Alos, Luca Sigurtà , Toba, Ludmila, Arrington deDionyso, Afeman... e il suo acquisto è caldamente consigliato per avere una prima panoramica sulla personalità di Patrizia Oliva e per comprendere la musica che si suona al Lab 12.
Di tutto questo, e di altro, parliamo con la musicista stessa nella breve intervista che segue, un`intervista dalla quale emerge in modo ancor più chiaro come la musica sia per lei essenzialmente una questione di cuore (oltre che di corde vocali)... e poi si tratta di una tipa che ne ha di cose da raccontare!!!!



Innanzi tutto dicci tutto quello che hai da dire sul "Lab 12", un'esperienza che, per quanto riguarda l'Italia, definirei unica?
Unica, tu dici? Allora incomincio col raccontare brevemente la mia storia legata a questa passione che ho per la musica.
E` da quando avevo 17 anni, o poco più, che organizzo concerti. Fu nel 1992 che io e un gruppo di amici incominciamo a organizzare concerti in un locale fuori dalla città , il gruppo si chiamava `Sforzesca Suono` ed era fondamentalmente composto da amici che amavano la musica... fu una cosa speciale!! Fu così che Sforzesca Suono incominciò ad organizzare concerti. Il primo fu Agnostic Front, e di spalla i Madball... fu bellissimo, c'erano più di 500 persone, l'hardcore e il punk erano parte di me e il `do it yourself` un modo di vivere ancor più che un genere musicale. Furono anni in cui imparai a gestire con gli altri i concerti, a mettere volantini per la città , nelle altre città , a preparare il locale, a pensare all'ospitalità ... avevamo un PA fantastico e così arrivarono molti gruppi interessanti, i Legendary Pink Dots, Sundial, Hairskintradingco, Radial Spangle, Africa United, addirittura gli Rkl, Bishop For The Poor, Dive e Insekt, i mitici Whitehouse... Furono tre anni speciali, tutto funzionava perfettamente, ero riuscita anche a raffinarmi con l'orecchio, addirittura potevo stare su di un banco mixer, per me era il paradiso... ma venne il giorno in cui la realtà burocratica ci impedì di continuare, fu per il troppo rumore, i vicini fascisti e tutto il resto... blah!... fu uno schifo!... niente più... un sogno finito, ma vissuto. Tenevo dentro di me tutte le conoscenze-scoperte fatte, in tutti quegli anni avevo allacciato e mantenuto rapporti con moltissimi musicisti e alla fine degli anni `90 feci un viaggio in California dove ne conobbi molti altri, tra cui i Caroliner Raimbow... chi l'avrebbe mai detto che `mama buttme` li avrebbe addirittura ospitati al lab 12!!!!

Durante la tua permanenza negli Stati Uniti hai anche fatto parte di qualche gruppo?
A San Francisco penso che suoni il 50% della popolazione, lo vedi quando cammini per le strade e, alzando gli occhi, noti che in un salotto c`è un batterista che strapazza il suo strumento. Accade per le strade, nelle case private... non ci sono dei posti occupati, ma delle case che diventano tali. Io ebbi la fortuna di vedere i Rubber O Cement nel locale dove i Residents girarono un famoso video!! Per un po` suonai basso e toys con Jeremy Stone (bassista del trio free-jazz sperimentale Topple composto da Jake Rodriguez aka The Bran Pos), facevamo una sorta di pazzo rumore con stralci jazz rarefatti. Jeremy mi fece vedere il 7" di un gruppo italiano che io all'epoca non conoscevo, gli Starfuckers!!, com`è piccolo il mondo!!
Poi, in occasione di un concerto del trio giapponese Kiriito, conobbi Mik dei Rubber O Cement. Fu così che decidemmo di incontrarci e fare una improvvisazione di voce ed elettronica a casa sua, nella cantina, e ricordo che fu molto interessante e intenso. Lui registrò il tutto in diretta.

...e poi?
Poi avvenne che nel 1998 incominciò l'esperienza `La Sede`, ossia uno spazio sociale come a Vigevano non se n`erano mai visti, fu lì che si incontrarono le Allun, e furono ancora moltissimi i musicisti che conobbi, come il trombettista Roy Paci e altri. Ebbi la fortuna di incontrare persone come Jacopo Andreini e Bruno Dorella e provai anche a proporre concerti di musica sperimentale, ma fu tale il fallimento che decisi di non frequentare più le persone del centro.... Bruno e Stefania Pedretti si erano già trasferiti da un po` di tempo in Liguria e così nel 2002, dopo varie peregrinazioni, decisi di trasferirmi in una vecchia fabbrica di scarpe, la Saturno, aperta da mio padre a Vigevano negli anni 50. Trovai due stanze del magazzino dove mio padre depositava i vestiti che, come ambiente, erano perfette. Erano stanze ampie e deserte... inutili, quasi, per come erano... Mi trasferì nelle due stanze che erano gli uffici della Saturno e accadde che dopo 6 mesi mio padre morì, era già malato di cancro da un anno, così mi ritrovai ad avere tutto questo spazio, 200 mq o più, ed ero allucinata, un misto di male e bene... non sapevo.. Mi feci coraggio e decisi di rimanere, conoscendomi sapevo che, anche sola in 200 m², ce l`avrei fatta. Certo il lavoro fu lungo e faticoso, non avevo che la forza delle mie braccia e del mio spirito. Ci misi due anni per ripulire tutto quanto e ci sono rimasti ancora dei piccoli resti: due anni passati a buttare, vendere, pulire. A San Francisco avevo vissuto in una galleria d'arte/loft, dove facevano happening di musica ed arte, e i concerti li andavo a vedere da Mik dei Rubber O Cement, nella sala della sua casa; erano concerti di musica sperimentale e noise, fondamentalmente noisewow japan, e anche io desideravo liberare uno spazio che fosse solo per gli amici, per gli affini...
Capii che per me sarebbe stato bellissimo poter offrire agli amici, e affini in gusti musicali, uno spazio per l'ascolto, senza troppe pretese, se non il solo desiderio di condivisione della musica! Finalmente il Lab12 aprì, nel Febbraio 2004, e lo fece in grande stile! Io suonai come Rosas y Tulipanes insieme ai mitici Ludmila!
Ok... il Lab12 è in centro e cosi pensai di fare concerti il sabato sera sul presto, con inculcata in testa l'idea che una batteria non potesse suonare per via dei vicini... io non possiedo contratto abitativo e quindi tutto è un piccolo rischio!! Che idea! Ma la vita è sempre imprevedibile!! Infatti da due settimane tutto è cambiato, i Radikal Satan hanno battezzato il Lab 12 a suon di batteria-passione-corpo, totalmente in acustico!! Wow!! E i vicini non si sono incazzati!!
Così è nato il lab 12, un po` per caso ma, senza dubbio, con una forte motivazione... a Febbraio ho fatto uscire la compilation “Lab12 # 1”, che raccoglie sonorità di quasi tutte le persone che hanno suonato al Lab nel 2003. Le copie girano lentamente, le faccio a mano, e si vendono o al Lab stesso o ai banchetti in occasione dei concerti di amici. La compilation è totalmente autoprodotta con il solo aiuto, importantissimo, di Afeman!

Quando è stato che hai lasciato le Allun?
L'ultimo concerto con le Allun non fu per me musicale, ma solamente performativo, diciamo che mi ero preparata una performance culinaria su di un tavolino basso alla giapponese e con un coltellaccio. In pratica suonavo il coltello tagliando verdure... si trattò di rumore corporeo, solo rumore. Fu in occasione di “Frontiere” a Milano: Bruno Dorella alla batteria, Wanda ai multikitchen, Stefania alla chitarra... fu grandioso!! In un certo senso segnava per me la fine, ma il movente definitivo fu la mia trasferta in Puglia, alla Maizza, paradiso del `do it yourself`. Rimasi lì circa un anno e, in realtà , furono poche le volte che suonai... feci soltanto una improvvisazione in studio con i Bz Bz Ueu a Bari, e qualcosa alla masseria!!

Ho comunque la sensazione, vista la fugacità di tutti i tuoi progetti, che sei piuttosto allergica alle situazioni stabili?
Toba è il progetto a cui tengo di più, mi piace la sua estemporaneità . Per me l'improvvisazione è un importantissimo linguaggio universale dove si riescono a liberare i ritmi in gesti e voci. Attualmente ho un progetto nuovo come solista, Madame P, dove sperimento la voce componendo musica a livelli quasi lirici. Ho scoperto di avere molta stabilità come solista, ho imparato a studiare la musica con il passare del tempo, con le Allun ho scoperto ad esempio il mio amore per il pianoforte e le tastiere...

Ascoltando i tuoi dischi mi sembra che stai mettendo sempre più a fuoco quello che per me dovrebbe essere il tuo obiettivo principale, cioè proprio la valorizzazione della tua voce... perchè hai una gran bella voce...
Praticamente canto fin da quando ero piccola, mia madre era cantante e quindi sono cresciuta con le voci in casa... registrò un 7 pollici, ma manco lei ce l`ha più, faceva beat negli anni '60 , amava Mina e anche a me piaceva, le sua voce era un tuono secco e dorato!!
Ho fatto anche delle lezioni di canto scoprendo di essere un soprano niente male, ma non ebbi costanza nell`apprendimento tecnico, nella presenza al corso, e così interruppi.
Per me il canto è una cosa viscerale, è il suono della mia anima, lo scoprire ogni volta qualcosa dentro di me, l'anima che si fa voce! Ho origini greche, mia nonna era dell'Albania, al confine con la Grecia, e si nutriva di sangue.

Sono molto curioso, forse è per questo che dopo tanto tempo ascolto ancora musica nuova, e credo (o almeno lo spero) che anche i lettori di 'sound and silence' lo siano... quindi a questo punto ci dovresti dire sotto quale nome tua madre ha pubblicato il singolo e i titoli delle canzoni... e Mina era una grande, anche i Melt Banana hanno fatto una cover di Tintarella di luna!!!
Il gruppo di mia madre si chiamava Summit Pression, facevano molte cover di canzoni in voga, ma purtroppo non so dirti nulla riguardo al disco, Rosa non ne ha neppure una copia!! Sigh!! So solo che quando incontrò mio padre, smise di cantare! Una delle mie canzoni preferite di Mina si chiama Chiuaua, e lei la cantava a squarciagola!!

Ho visto che nel calendario di un festival estivo compare il nome Rosas y Tulipanes, vuol dire che quel progetto è ancora in vita?
Sì, ci hanno invitato a suonare. RyT è da un po`che non suona, adesso io e Luca Pagani suoneremo a Terni Venerdì 17 Giugno e, non sono scaramantica, sarà una cosa improvvisata al 100%!!!

Ho sempre creduto che i Rosas Y Tulipanes fossero formati da te e Luca Pagani, ma mi è capitato sott'occhi un trafiletto che parla di un terzo elemento... un chitarrista...
Sì, è vero. Ma ci sono più musicisti che compaiono nei due dischi. In “The Incredible Strange Music” suonano due terzi dei Viclarsen e Tommaso Rolando al contrabbasso; nel disco “Nō” suonano invece il sassofonista Francesco Calandrino e Jorge Lince (ceramista di Albissola Superiore che ha inventato il mangiadischi e il gaiofono in ceramica, davvero fantastico!!).

Fra le tue cose che ho ascoltato mi è piaciuto molto Toba... chi è il contrabbassista?
Come ti ho già detto Toba è un progetto a cui io tengo moltissimo... amo Toba!! Questo duo nasce con me alla voce-electronics e Tommaso Rolando, dei Calomito, al contrabbasso. Fu durante la registrazione di "The Incredible Strange Music" dei Rosas y Tulipanes che incontrai Tommi! Facemmo un pezzo di voce e contrabbasso e fu subito sintonia perfetta! Gli proposi di suonare insieme e cosi decidemmo di aprire per Makoto Kawabata il 4 Dicembre del 2003, dopo qualche concerto si unì anche il chitarrista Marco Ravera, anche lui dei Calamito, e ora Toba è un trio. Abbiamo appena registrato 5 pezzi , vedremo più avanti se fare un disco vero e proprio...

...e hai in piedi anche qualche progetto con Andrea Marutti?
Andrea Marutti l'ho visto per la prima volta nel `93 al concerto dei Whitehouse, dove praticamente il pubblico era composto da 4 persone: io , lui, Sid dei CCM, e un amico che era lì per caso... Il nostro effettivo incontro al Lab 12 fu durante il concerto di Luca Sigurtà , altro musicista nei cui confronti nutro un rispetto assoluto, dove incominciammo a parlare di musica e a raccontarci. Così è iniziata una collaborazione legata anche al Lab 12 e così sono praticamente cominciate le registrazioni dei concerti. Andrea è un grande! Per quanto riguarda le mie produzioni è lui che mi aiuta, nel mixaggio e al PC. E` Afeman che mi ha aiutato in “There Is No Time For Come back”, un disco registrato a Febbraio con dei pezzi del mio progetto solista Madame P. Abbiamo anche registrato delle cose insieme, ma è tutto molto sperimentale...

A quando il salto di qualità ... non intendo in senso musicale, chè la qualità mi sembra ci sia già , ma nel senso di un CD ufficialmente distribuito tramite una qualche etichetta discografica?
Il salto di qualità , come tu lo chiami, è un passo che sinceramente non ho voglia di affrettare, nel senso che potrebbe anche non accadere. In realtà le produzioni diy mi interessano maggiormente e mi lasciano la libertà di fare quello che voglio, ma è anche vero che pubblicare su una qualche etichetta sarebbe una buona possibilità per farmi conoscere maggiormente... Fare concerti, però, è per me molto più stimolante e a fine Luglio accompagnerò, come Madame P, Nora Keyes nel suo tour italiano. E` una musicista americana che canta e suona la tastiera, e insieme faremo un decina di date in giro per l'Italia... pare che verso la fine si uniranno a noi anche un'acrobata e un mago, chissà che bella cosa ne verrà fuori! Eh la musica!! Che meraviglioso intruglio di vita!!!