`Food Foragers´

Autore disco:

Mark Lotz & Alan Purves

Etichetta:

Unit Records (CH)

Link:

unitrecords.com/de
www.sands-zine.com/recensioni.php?IDrec=2152
www.sands-zine.com/archiviorec.php?IDrec=1881

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2018

Titoli:

1) Abu In The Sky 2) Hog Time 3) Echoes Of A Life Hereafter 4) Piepkuiken (For Hermeto) 5) Petal Of A Rose 6) Endurance 7) Ice Breath 8) Kingfisher 9) Back Scratcher 10) River 11) Belly Buttons 12) Food Foragers 13) Hanging Out 14) Lullaby For Time 15) I`m So Sorry Blues

Durata:

55:30

Con:

Mark Lotz, Alan Purves

terzomondiismi flautati, giocosi, giocattolosi ... e divertenti

x mario biserni (no ©)

Da una parte un giocoliere con i flauti, dall`altra un giocoliere con le percussioni (e con altri toys), e nel mezzo un disco particolarmente divertente. Mark Lotz e Alan Purves sono musicisti seri che riescono anche a non prendersi troppo sul serio, ovvero con estrema ironia. Giocolieri dei suoni, per l`appunto, adattabili a una sala da concerto come a una fiera. Quello che più stupisce è una sobrietà che parrebbe contrastare con il numero di aggeggi utilizzati e, di conseguenza, con una ricchezza complessiva in suoni che trova pochi eguali. In secondo luogo a stupire è il fatto che due musicisti di estrazione colta, molto colta, in definitiva suonino stradaioli quanto una Backstreet Girl degli Stones. Nei momenti più afro i due finiscono per ricordare anche i “Mu” di Don Cherry ed Ed Blackwell o i duetti fra Joseph Jarman e Don Moye. I brani in buona parte sono firmati da entrambi i musicisti, ad esclusione di Piepkuiken, Back Scratcher e Endurance attribuiti al solo Lotz (l`ultimo titolo è ispirato dalle Children`s Songs di Chick Corea). Ci sono anche due melodie tradizionali del Mali, Abu In The Sky e Belly Buttons, oltre a una ripresa della ellingtoniana The Single Petal Of A Rose. Molto accurata la confezione con riportati, brano per brano, tutti gli strumenti utilizzati. Comincio a credere che i nomi di Lotz e Purves rappresentano una garanzia.


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Data Recensione: 8/3/2019

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`Materia´ // `Triptych (Tautological)´  

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`Vocabularies´  

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