`Royals´ // `Become Objects of Daily Use´

Autore disco:

Alessandro Bosetti // Trophies

Etichetta:

Monotype Rec. (PL)

Link:

www.monotyperecords.com

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2010 // 2011

Titoli:

1) Gloriously Repeating 2) Life Expectations 3) Dead Man // 1) This Is Not The Same As Chanting 2) He Was A Very Foxy Gentleman 3) Hotels Are Ripping You Off In D.C. 4) He Came Close To Simply Proceeding 5) Enumerating Issues Of Coexistence 6) In The Backseat Listen To Him Talk7) Let Me Take Out The Dog 8) Spaceship

Durata:

48:34 // 55:02

Con:

Fernanda Farah, Ksenija Stevanovic, Alessandro Bosetti, Christopher Williams, Rozemarie Heggen // Alessandro Bosetti, Kenta Nagai, Tony Buck

la magia della parola

x e. g. (no ©)

Ricordo che, quando ero piccoletto, sentivo i vecchi parlare di profughi polacchi (o di sfollati polacchi), e quei racconti mi affascinavano perché mi facevano pensare a qualcosa di esotico, o comunque a qualcosa di molto lontano. Dopo tanti anni sembra che il mondo si sia rovesciato, almeno per quanto riguarda l’ambiente musicale, se è vero che per pubblicare i suoi ultimi dischi Alessandro Bosetti trova rifugio presso l’etichetta polacca Monotype.
È noto come lo studio sul linguaggio sia uno degli incubi che quasi da sempre, fin dalle prime realizzazioni come Melgùn, assillano la mente di questo autore. Ed ecco che con queste due ‘operette’ tale ricerca raggiunge un suo stadio di ‘quasi’ perfezione (scrivo ‘quasi’ solo perché voglio lasciare aperta la possibilità di un ulteriore passo in avanti). I due CD sono speculari, basandosi entrambi sulla voce quale elemento di primaria importanza ma differenziandosi su alcuni aspetti, e vanno a rappresentare un dittico imprescindibile sia per chi da anni segue l’attività del sassofonista sia per i neofiti. “Royals” esce a nome del musicista che, ad esclusione della presenza di Rozemarie Heggen al contrabbasso nel primo brano, si occupa anche di tutta la parte strumentale (elettroniche, registrazioni d'ambiente, pianoforti, sax soprano, chitarra, clavicembalo e altro). Le parti vocali sono anch'esse pertinenza di Bosetti ma, in Gloriously Repeating, la voce dell'autore va a interagire con quelle di Fernanda Farah, Ksenija Stevanovic e Christopher Williams. Il disco si risolve in tre brani lunghi – medio lunghi, articolati a forma di suite, che racchiudono la fascinazione per le micro variazioni e per i trattamenti elettronici all’interno di strutture minimali e ripetitive.
Diversamente”Become Objects of Daily Use” è accreditato a un gruppo che, oltre alla voce e agli interventi elettronici di Bosetti, comprende la chitarra senza tasti di Kenta Nagai e la batteria di Tony Buck. La voce, quindi, è unicamente quella dell'autore mentre le parti strumentali passano essenzialmente nelle mani di un chitarrista che dialoga strettamente con lo srotolarsi delle parole, raddoppiandone in unisono la compitazione, e di un batterista che stende incredibili tappeti percussivi nel sottofondo. I singoli brani sono molto più brevi e a tratti prendono la forma di vere e proprie canzoni, collocabili comunque fra recitazione, hip-hop e manipolazione elettronica della voce.
Un Bosetti magico.
Forse si tratta di due dischi per pochi, ma tutti dovrebbero almeno provare ad ascoltarli. Potrebbe essere un buon sistema per tenere lontana la ruggine dalle orecchie.


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Data Recensione: 25/12/2012

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