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L’esibizione di questo trio, al Super Deluxe di Tokyo, ha rappresentato una culminante spettacolarità musicale, un manage a trois attraverso il globo, l’americano Jim O’Rourke al basso ed effetti, l’australiano Oren Imbarchi alla batteria ed il giapponese Keiji Haino chitarra ed effetti.
La prima donna della serata era il minuto lungocrinito Keiji Haino. La sua forza espressiva contaminava a pieno tutta la serata, tra incursioni chitarristiche e vocalizzi noisy espletava una carica fuori dal comune; era accompagnato dal drumming acuto dell’Ambarchi più intellettuale, vigoroso e tenace, ed il basso rock ed avant suonato con maestria dal contaminato O’ Rourke.
La prima parte della serata è stata giocata tra l’elettronica moderna e un noise/drones archetipo di matrice minimalista, era notevole la strumentazione di K.H. un teremin/sinth e moog di ultima generazione, dove le sue mani danzavano nell’aria del teremin con l’espressività del suo corpo, il basso elettrico di O’ Rourke contornava i volumi alti di Haino in profondità, a volte il suo acting era quasi impercettibile, ad un ascolto attento si udiva un suono cupo dal profondo dell’acustica del club. Oren destreggiava le bacchette sui piatti, con decisi movimenti cool jazz, dove la sminuita carica aggressiva era comunque bilanciata all’informalismo delle onomatopee di Haino, con una voce fuori da ogni forma stilistica vocale.
Lo stesso K.H. si alternava alla chitarra, collegata a numerosi pedali digitali tra cui delay, metal noise, riverberi, loop e distorsori, e con essa si dimenava in un noise dissonante e atonale, con un imponente effetto visivo, nel modo in cui danzava in preda al suono.
Dopo una pausa di qualche minuto tornarono sul set, questa volta l’approccio era molto più rock, il nipponico usò anche una slide guitar, interpretata in maniera dissonante; il basso aveva una forza più intensa, funk, il volume delle quattro corde si evidenziava alla chitarra. Il drumming premeva con forza sul rullante e la grancassa; il pubblico danzava con le teste, al punk rock del trio.
Terminarono con una distorsione rumorosa, concentrata sugli apparecchi elettronici, è stata la parte più competitiva del live, giocata tra l’americano e il giapponese.
Presentavano in anteprima l’ultimo lavoro discografico, “Tima Formosa” per l’etichetta Black Truffle con una illuminata medusa in copertina.
La serata fu aperta dal chitarrista australiano Marco Fusinato, una mezz’ora di break noise destrutturato di buona fattura.
Consiglio l’acquisto del disco che è sorprendentemente molto lontano dallo show di Tokyo, anch’esso è una registrazione di un concerto al Centro di Arte Contemporanea di Kitakyushu.
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