`Maledetta Dopamina´

Autore disco:

Maledetta Dopamina

Etichetta:

I Dischi Del Minollo, Moquette Records, Koe Records, Dischi Bervisti (I)

Link:

www.minollorecords.com
www.dischibervisti.com
koerecords.wordpress.com

Formato:

CD, DL

Anno di Pubblicazione:

2016

Titoli:

1) Brotos 2) Toro Sedato 3) Messa a Terra 4) Preludio 5) Fuga 6) Putamen 7) Acta Est Fabula 8) Titoli di Coda

Durata:

34:30

Con:

Luca Novati, Lorenzo Novati, Luca Scattaretica, Mauro Giletto, Nicola Manzan

post everything

x gienica carta (no ©)

Un basso e una batteria sono da sempre considerati, nel jazz come nel rock, una sezione ritmica, cioè una coppia di strumenti deputata all’accompagnamento dei vari strumenti solisti. Più o meno da sempre questa sezione s’è però ricavata degli spazi propri, soprattutto durante le esibizioni in pubblico, attraverso break più o meno dilatati. Chi ha però dato alla sezione ritmica la dignità di progetto indipendente attorno a cui far ruotare, eventualmente, altri protagonisti sono i giapponesi Ruins guidati da Tatsuya Yoshida.
La musica prodotta con questa formula strumentale, chiaramente, è essenzialmente ritmo. Potremmo furbescamente definirla come una drum and bass che, a differenza della sua omonima elettronica, viene suonata su strumenti tradizionali. Talvolta, come è successo agli stessi Ruins, la formula viene ampliata da un terzo o più strumenti, che possono essere un secondo basso o altro, destinati comunque a rafforzativo della struttura di base.
Cosa c’entra tutto questo, direte voi, con i Maledetta Dopamina?
C’entra eccome, perché i Maledetta Dopamina sono un trio nel quale la classica formula drum and bass viene ampliata dalla presenza di una seconda batteria. Originali e, per quanto ne so, unici. I riferimenti possono andare dal neo-progressive più geometrico al noise, dal free core alle musiche bandistiche e circensi, con qualcosa di grottesco che fa pensare al cinema di Fellini. Gli archi di Nicola Manzan in Toro Sedato e il synth di Mauro Giletto in Preludio giocano un ulteriore ruolo rafforzativo.
I Ruins, naturalmente, stanno sempre in cielo a far le veci della stella polare.
Davvero ottimi.


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Data Recensione: 16/2/2017

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