`Il grande freddo´

Autore disco:

Claudio Lolli

Etichetta:

La Tempesta Dischi (I)

Link:

www.latempesta.org/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Il grande freddo 2) La fotografia sportiva 3) Non chiedere 4) 400000 colpi 5) Sai com’è 6) Gli uomini senza amore 7) Prigioniero politico 8) Principessa Messamale 9) Raggio di sole

Durata:

48:53

Con:

Claudio Lolli, Nicola Alesini, Paolo Capodacqua, Giorgio Cordini, Felice Del Gaudio, Pasquale Morgante, Alberto Pietropoli, Roberto Soldati, Danilo Tomasetta, Lele Veronesi

dopo otto anni rutorna un grande poeta

x rita segapini (no ©)

Borghesia, una vecchia canzone di Claudio Lolli, terminava così: «Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia / Per piccina che tu sia il vento un giorno, ti spazzerà via». Quando oggi canta quella canzone il cantautore bolognese fa un inciso, più o meno del tipo: «Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia / Per piccina che tu sia il vento un giorno … forse … vedendo la situazione attuale credo che il verso finale di questa mia canzone del 1972 fosse un po’ affrettato … forse, potrebbe anche essere che, mi pare invece che la situazione vada proprio in senso contrario, comunque, la canzone deve essere finita, chiusa la parentesi … ti spazzerà via».
Nelle due versioni di questa canzone c’è il succo per capire Claudio Lolli oggi, uno sconfitto che però, a differenza di altri, non si piega alla logica del vincitore. Se ieri era il cantore della speranza oggi lo è di quelli che, come lui, si sentono sconfitti pur sapendo di avere ragione, guardano con rammarico alle occasioni perse per fare meglio e di più, cercano di comprendere quali sono stati i loro errori e, nonostante tutto, non si danno per vinti.
È per tali motivi che in questo disco ripesca alcuni musicisti che lo avevano accompagnato in quello che è il lavoro più amato dal suo pubblico, “Ho visto anche degli zingari felici” del 1976. Evidente è la volontà di non interrompere il filo che lo ancora a quel passato. Ma evidente è anche la consapevolezza del presente, il proposito di non vivere al di fuori dall’epoca che stiamo vivendo. “Il grande freddo” è un disco del nostro tempo, la testimonianza di un uomo che non è affatto il reduce di un passato glorioso ma di un uomo che, a denti stretti, continua a credere in un mondo diverso e continua a lottare.
A dimostrazione che Lolli non è un reduce ma un uomo del nostro tempo, c’è la grande campagna di crowdfunding, che ha permesso la pubblicazione del disco, con contributi che vanno da 10 a 250 € in ben 8 combinazioni (ai contributi più bassi veniva offerto il download del disco e dei file di copertina e retrocopertina e ai contributi più elevati ben 10 CD doppi, con libretto di foto, illustrazioni e testi, che affiancavano al disco di studio un secondo CD con una registrazione in pubblico al Teatro Galliera). Per inciso la campagna ha coinvolto ben 571 sostenitori racimolando una cifra di molto superiore rispetto a quella richiesta.
La malinconia, stato d’animo da sempre dominante nella musica di Lolli, è chiramente accentuata e la voce ripiega sempre di più verso un semirecitato le cui tonalità sono inasprite dal fumo e/o dall’alcol.
L’influenza dei poeti beat è evidente ed è rafforzata da un titolo della sua discografia pubblicato per Stampa Alternativa (“La Terra, la Luna e l’Abbondanza – un Reading lungo 15 anni”).
“Il grande freddo” è un disco che, com’è sempre successo nel caso del suo autore, sgorga direttamente dal cuore, è soprattutto questo che va sottolineato.


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Data Recensione: 8/2/2018

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