`Piccola Orchestra Artigianale degli Improvvisatori di Valdapozzo´

Autore disco:

Piccola Orchestra Artigianale degli Improvvisatori di Valdapozzo

Etichetta:

Stella*Nera, Dethector (I)

Link:

www.spmii.it
www.valdapozzo.org
www.anarca-bolo.ch
dethector.wordpress.com

Email:

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Parte 1 2) Parte 2 3) Parte 3 4) Parte 4 5) Parte 5 6) Parte 6 7) Parte 7 8) Parte 8 9) Parte 9 10) Parte 10

Durata:

61:15

Con:

Andrea Agliotti, Francesco Asti, Erika Sofia Sollo, Silvia Barbotto, Alberto Carozzi, Ennio Capaldi, Domenico Picozzi, Stefano Radaelli, Riccardo Rini, Sisto Palombella, Beppe Vessella, Rita Giusti, Elena Maestrini, Gianluca Varone, Damiano Pergolis, Katya Rinaldi, Leonardo Saracino, Luca Bernard, Andrea Lanza, Federica Baldizzone, Andrea Serrapiglio, Alberto Serrapiglio, Luca Serrapiglio, Nicola Guazzaloca

il giardino delle dieci pietre preziose

x mario biserni (no ©)

Potevo mettere un titolo eponimo, eguale al nome dell’orchestrina, oppure un laconico senza titolo, ma ho preferito lasciare vuoto quello spazio perché questa non è soltanto una recensione a un CD, è qualcosa d’altro e di più. Questo top è dedicato ai marchi che hanno prodotto il disco, alla situazione in cui è stato registrato e hai musicisti che ci hanno suonato. In pratica a tutto un modo di fare musica.
Iniziamo con i marchi che stanno dietro alla produzione:
1) Stella*Nera , etichetta curata da Marco Pandin e legata al sito anarchico anarca-bolo;
2) la scuola popolare di musica Ivan Illich, che ha sede a Bologna e che abbiamo citato più d’una volta nei nostri spazi;
3) il sito Dethector, legato agli ex-Franti Lalli e Stefano Giaccone e
4) l’Associazione Culturale Valdapozzo.
A proposito di quest’ultima riporto la presentazione che ne fa Claudio Lugo: «Cascina Valdapozzo è un luogo straordinario. In aperta campagna a pochi chilometri da Quargnento (Alessandria), collocata su di un’ampia e bassa collina, un gruppo di costruttori di scene per il teatro l’ha rilevata, e ha fatto, di questo antico cascinale circondato in estate dai campi di girasoli, la sede di eventi specialissimi, oltre che del proprio lavoro. Il vecchio pagliaio è diventato un teatrino: un’ampia vetrata apre al panorama esterno (girasoli d’estate e nebbie d’inverno), per il resto soffitto, pareti e impiantito sono in vecchie assi di legno. L’acustica è ampia, avvolgente e confortevole. La luce, di giorno, degna dello studio di un grande pittore come Burri, o Vedova. Di sera il silenzio della campagna è assoluto.»
È dalla sinergia di tali protagonisti che nasce questo disco, o meglio questo non-disco che non è distribuito né venduto ma reso disponibile dietro «offerta libera e responsabile».
Pandin, nel libretto che contiene il CD, ha scritto: «Se, come s’è detto, l’anarchia è un’idea esagerata di libertà, nelle nostre intenzioni una non-etichetta discografica è una specie esagerata di etichetta indipendente ed autogestita: è prima di tutto indipendente dai soldi, dai distributori e dai negozi, perché i materiali che produce non vengono posti in vendita, né diffusi commercialmente, neanche nei cosiddetti circuiti alternativi.
«Una non-etichetta discografica è anche indipendente dai giornalisti e dalla stampa specializzata perché non compra spazi pubblicitari nelle riviste musicali né manda copie saggio per le recensioni.»
Anche per l’orchestra si può dire di non-orchestra ma di somma d’esperienze svariate e variopinte, recita infatti il piccolo manifesto che «La piccola orchestra artigianale degli improvvisatori di Valdapozzo nasce nell’ottica di concretizzare un ideale punto di incontro tra differenti percorsi artistici, umani e didattici.
«Il nucleo fondante dell’orchestra è formato da musicisti provenienti dai laboratori di improvvisazione condotti negli anni da Nicola Guazzaloca alla scuola popolare di musica “ivan illich” di Bologna e da Luca Serrapiglio presso il conservatorio “antonio vivaldi” di Alessandria, insieme agli altri musicisti che nel maggio 2015 diedero vita a un nutrito ensemble partecipando al seminario “l’improvvisazione quotidiana”, condotto da Nicola e concepito insieme a Luca in collaborazione con l’associazione culturale Valdapozzo.
«A partire dal felice esito di quel primo incontro si è pensato di dare seguito all’esperienza finalizzandone i contenuti e le pratiche alla realizzazione di una produzione musicale: la registrazione di un disco come momento di creazione e sperimentazione collettiva. Per completare l’organico sono stati invitati a partecipare alcuni musicisti e tecnici, amici e collaboratori di lunga data, che condividono l’idea posta a base del progetto. La sede dell’associazione Valdapozzo … ha costituito la sede della residenza artistica mentre la chiesa sconsacrata di santa maria ad Acqui Terme, grazie al supporto dell’associazione antithesis, ha poi ospitato l’orchestra per due giornate di registrazione.»
«Perché dedicare tempo ed energie ad una pratica musicale inclassificabile, marginale e controproducente in termini professionistici?», questa è la domanda posta da Guazzaloca.
Luca Serrapiglio risponde alla domanda osservando che «Improvvisare è una pratica di libertà, di creatività e autocontrollo. È la pratica del qui e ora, dell’immediato; dell’errore e della sua gestione positiva. L’improvvisazione è l’arte di chi si vuole prendere rischi, di chi vuole guardare oltre. È l’arte dell’imperfetto. L’improvvisazione usa il testo scritto come un mezzo, non guarda al testo come a un fine. Insegna ad ascoltare, obbliga alla ricerca di una relazione profonda con l’altro. Chiede attenzione totale e continua. Chiede partecipazione e convinzione: chiede di crederci. Chiede di credere in sé stessi. Non si può insegnare, ma ci può insegnare. Esistono tecniche legate all’improvvisazione, ma l’improvvisazione non è una tecnica. È usata in molti generi musicali, ma non è un genere. È un approccio all’arte, e quindi alla vita.»
Le parole di Serrapiglio trovano riscontro in un disco (o non-disco, come lo abbiamo sopra definito) che fa seguito alle belle parole con i fatti, con brani che attraversano musiche temporaneamente e stilisticamente distanti (classica contemporanea, jazz orchestrale, fourth world music, new thing, musiche per film …) unite sotto l’egida dell’improvvisazione. 24 voci che, sotto la sapiente direzione di Guazzaloca e Serrapiglio, trovano un loro perché in un’ora di musica preziosa come le esistenze che l’hanno generata.
Se il nostro 2017 era terminato in modo splendido, con “Hawkward” dei Taxydoll, il 2018 inizia ancor meglio.


click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 2/2/2018

`Amphibian Ardour´ // `Gleadalec´ // `Emerge´  

`Quadrature´  

`Lo stretto necessario´  

`Food Foragers´  

`AB+´  

`Disappearing´  

`Porteremo gli stessi panni´  

`Words Delicate Flight´  

`The Irresistible New Cult Of Selenium´  

`Floatin’ Pieces´  

`Girovago´  

`Un tempo, appena´  

`Inscapes´  

`Ortiche´  

`Maledette rockstar´  

`Exuvia´  

`Le nuvole si spostano comunque´  

`Magic Pandemonio´  

`Omaggio a Marino Zuccheri´  

`Gamelan – Coming & Going´  

`Succi con ghiaccio´  

`Si rompe il silenzio nel giardino delle mandragole´  

`Hide & Squeak´  

`Neve´  

`Kintsugi´  

`Tell No Lies´  

`Cronache carsiche´  

`Piccola Orchestra Artigianale degli Improvvisatori di Valdapozzo´  

`Cascata´ // `Plancton´  

`Lighthouse´  

`Hawkward´  

`Innlaandds´  

`Francesco Serra´  

`Homo Ebetis´  

`Fear in the corner - prova aperta´  

`Flow´  

`L’oreficeria´  

`La rete di Indra´  

`Classified´  

`Schwingende Luftsäulen´  

`Manifesto della chimica romantica´  

`AMAS´  

`武士´  

`Piramidi´  

`Wet Cats´  

`One Single Sound´ // `Open To The Sea´ // `Grandpa´  

`Peakock Eyes´  

`Cordonbleux At Nof´  

`Oxyoquet - El Volcán Silencioso (Piezas En Cadencia I-XII)´ // `Kio Ge´ // `Ore´  

`Nafta´  

`Qualcosa mi sfugge´  

`First Metheoretical Bulletin´  

`Nuevo Mundo´  

`One (For [Your Name] Only)´ // `Double Sun´