|
`Yuan´
|
Autore disco: |
Wu Fei |
Etichetta: |
Tzadik (USA) |
Link: |
www.tzadik.com www.wufeimusic.com www.stephendrury.com/ www.percussionsclaviersdelyon.com/accueil/ www.melodyofchina.com/ |
Formato: |
CD |
Anno di Pubblicazione: |
2008 |
Titoli: |
1) Lou Lan 2) Red Carriage 3) Yuan? Yuan! Yuan... 4) She Huo 5-9) Before I Wake (hui, mengyi, qi se, niu niu & lai le, zou le)
|
Durata: |
41:18 |
Con: |
Stephen Drury, Wu Fei, Chen Tao, Melody of China (Wang Hong, Zhao Yang-Qin, Wang Wei), Percussions Claviers de Lyon (Raphaël Aggery, Sylvie Aubelle, Henri-Charles Caget, Gilles Dumoulin, Gérard Lecointe), Shayna Dunkelman, Pan E-Qing
|
|
contemporanea: un ascolto al di fuori delle consuetudini... |
x e. g. (no ©) |
|
|
Conoscevamo Wu Fei essenzialmente come ottima strumentista ed ecco che ce la ritroviamo in veste di splendida compositrice. Il primo pezzo del disco è quello che più rimanda alla tradizione musicale cinese, e mi sembra di cogliervi una certa teatralità , con il suo essere suonato su strumenti tipici del grande pianeta orientale: erhu (il classico violino a due corde), yangqin (dulcimer cinese), shougu (tamburo suonato con le mani) e dizi (flauto di bambù). La musica cambia quasi radicalmente in Red Carriage, una scrittura per le sole percussioni di Shayna Dunkelman. Yuan? Yuan! Yuan... è il pezzo nodale del disco, e la musicista vi appare anche come strumentista, trattandosi di una scrittura per guzheng preparato, con le cristalline sonorità dello strumento che vanno a frangersi in evidenti dissonanze od in specie di glissando ottenuti probabilmente tramite l`uso di un archetto. Il brano successivo vede all`opera un intero ensemble di percussioni coadiuvato dal guzheng dell`autrice e dal pipa di Pan E-Qing; si tratta di un autentico concerto per orchestra (di strumenti a percussione), due solisti e voce (ancora Wu Fei all'opera). In chiusura un delizioso brano per pianoforte in cinque parti affidato alle abili mani di Stephen Drury, esperto nell'esecuzione di autori contemporanei quali Cage, Zorn e Christian Wolff, che sembra sfiorare vari stili: dal ragtime, alle dissonanze bartókiane, alle colonne sonore dei primi film muti.
Una musicista di grosso spessore ed un riuscitissimo esempio di contaminazione culturale per un ascolto (più che) affascinante.
|
|
|
|
Data Recensione: 31/7/2009 |
|
|
|
|