`Burning With Your Old Joy In The Terminal Sun´

Autore disco:

Harps Of Fuchsia Kalmia

Etichetta:

Ikuisuus (FIN)

Link:

www.ikuisuus.net
www.myspace.com/harpsofuchsiakalmia

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2008

Titoli:

1) After an year the sorrow came to me (for Maya Deren) 2) Frammenti di una sconfitta sulla strada di casa (in memory of Luciano Cilio) 3) The Second circle in the third body (Carole Schneemann) 4) About babtism, miracles and other strange phenomenons of Christ in our times (for George Bataille) 5) Finally peacefulness touched me and I was happy to feel myself without regret (for Derek Jarman)

Durata:

47:00

Con:

Salvatore Borrelli

nu-folk: la leggenda del bruco e della farfalla

x e. g. (no ©)

La metamorfosi è giunta a termine.
(etre) produceva materiali urticanti, secreti attraverso movenze sinusoidali sbriciolate e parcellizzati quasi a delimitare il vuoto (od il nulla), racchiuso nel suo bozzolo in un tentativo di mimetismo con la giungla del suono urbano. L`ordigno che aveva in mano esplodeva in schegge di schizofrenia che lasciavano fuori la luce, ad esclusione di un`accecante saetta destinata al ruolo di scintilla iniziale, istinto e ragione allo stesso tempo. Una vita nel microcosmo, estraneo (o forse inconsapevole) ai colori del creato, l`attenzione rivolta verso un universo tutto interiore, in un cosmopolitalismo viscerale che era novella degli spazi chiusi, delle catacombe.
Annunciato a più riprese, anche con lancio di luminescenti bengala, Harps Of Fuchsia Kalmia dispiega adesso le sue ali in uno spazio aperto e policromo. E` questa una musica che appare serena, distesa e onirica, dall`anima bucolico-psichedelica più che dalla struttura folk, soffice e striata di venature minimaliste, lontana dalle intemperanze del passato e fluida quanto può esserlo il corso d`un fiume in pianura. E` musica dell`aria aperta e, seppure non venga dimenticata l`azione disgregatrice che si svolge nel sotto suolo, l`attenzione sembra più concentrata sulla corolla dei fiori e sul loro nettare piuttosto che sulle radici e sul letame in grado di nutrirle. In qualche modo vengono a mente i californiani Kaleidoscope, seppur passati al vaglio da gente come Matt Valentine o Jack Rose. O, meglio ancora, un Markus Popp virato pastello dai pennelli di Terry Riley.
Lievi `disattenzioni` vengono denunciate unicamente dalla tendenza, che probabilmente il Borrelli si porta appresso dalla vita precedente, al sovraccarico e da una carenza di dinamiche nello svolgimento dei temi. Ma si tratta di `disattenzioni` che a qualcuno potrebbero comunque apparire come dedizione ad una linea di condotta ideale.
Ciò che per tutti è la 'fine del mondo' per il bruco è una farfalla.


click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 3/9/2009

`Boxer Rebellion´  

`Ash´ // `The Great Green´ // `Futuro Ancestrale´ // `Vostok: Remote Islands´  

`The Shadow Carvings And Other Short Poems´  

`Ottomani´  

`Galaterna´  

`Air Cake And Other Summery Occupations´  

`Rifugi´ // `Ellittica´  

`When The Crickets Sing´  

`The Air-Conditioned Nightmare´  

`Constellative Trio´  

`Ice Door´  

`What’s New?´  

`Tre storie per chitarra´  

`Drums & Octobass´ // `Always I Gnaw´  

`River Of January´  

`Escale´  

`Jalitah´  

`Catacryptico´  

`Farahser´  

`Qui´  

`Radici´  

`Temporal Waves´  

`For A Reason´  

`Where Songs Go At Night´  

`Vurga´  

`Chamber Music´  

`In The Grip´  

`Cello Unlocked´  

`Jack´  

`Domicide´  

`Infinity Avenue´  

`Regenprasseln´  

`Incanto´ // `Tracce´  

`Dreaming Of Horses Running In Circles´  

`Our Sea Lies Within´  

`Due´  

`Words´