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Testi in italiano, richiami non nascosti alla nostra tradizione cantautorale e musiche sature di rumore… ce n’è abbastanza per richiamare anche l’attenzione dell’orecchio più incallito e cerumoso. Per quanto riguarda i testi si tratta di montaggi fatti con osservazioni, citazioni, frasi fatte o trovate che il cane abbaia spesso con astio ma anche con sufficienti variazioni di tono, timbro e volume a rendere il tutto molto dinamico e teatrale. La rabbia e l’esposizione cruda e priva di fronzoli sembrano racchiudere una buona dose di punkitudine. Ma c’è pure un qualcosa che sembra richiamare in qualche modo certo ‘progressive’, e penso alla voce di Peter Gabriel che, all’interno della stessa canzone, cambiava d’aspetto per calarsi in più personaggi. Le musiche sono invece basate su una chitarra maltrattata e su abbondanti scariche di rumore in loop e/o campioni. Ma l’elemento catalizzante è soprattutto il richiamo ad una scena, quella cantautorale italiana di sangue nobile, che altrimenti sembrava destinata a perdersi in una sterilità incapace di produrre eredi al trono. Iosonouncane è una voce dissonante, in tutti i sensi, all’interno di un panorama che diversamente sembrerebbe filare fin troppo liscio e prevedibile. Assolutamente da ascoltare (a breve un’intervista).
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