`A Little May Time Be´

Autore disco:

Anne Laplantine

Etichetta:

Ahornfelder (D)

Link:

www.ahornfelder.de

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2009

Titoli:

1) April 2) Walking .... 8) Oui 9) Outside .... 11) Au feu les pompiers .... 14) Me Wrong .... 20) Rev 21) Where It Goes 22) On The Street .... 29) With Voice 30) Voice Voice And So 31) Ending Programm 32) Tek 33) Nawak .... 35) Moved .... 40) Street Street 41) Un tigre 42) A Little May Time Be .... 44) Willing .... 53) Jump .... 55) Go Down 56) What 57) Dicedays ....

Durata:

39:36

Con:

Anne Laplantine

pop elettronico: 23 fragili miniature e altri accidenti

x e. g. (no ©)

Sono più o meno due lustri che questa musicista francese pubblica i propri dischi avvalendosi di svariati alias e il suo successo di pubblico non è certamente proporzionato all`alta qualità delle sue produzioni. Pur nella consapevolezza che non saremo certo noi a portarle quel successo che si merita vogliamo, con questo top, dare il nostro piccolo contributo per farla uscire da quel limbo nel quale la troppo squisita raffinatezza delle sue proposte l`ha confinata.
“A Little May Time Be” suona `meccanico`, nenie innocenti che possono far pensare ad una passeggiata nel lungosenna o in un giardino nipponico, alle atmosfere presso una corte europea del XVIII secolo o, più semplicemente, al carillon che stava sopra al canterano delle vostre nonne. Sono miniature fragili e delicate, costruite con campioni di suono strumentale (sicuramente una chitarra) e, talvolta, con flebili voci e con batterie elettroniche. La musicista gioca con la tecnologia così come, a suo tempo, un Derek Bailey giovava con le corde della chitarra, e l`immagine dell`improvvisatore inglese chiuso nella sua camera, con un computer a disposizione e retrocesso ad uno stadio infantile (seppur provocatoria) può essere ben calzante e veritiera.
La Laplantine ha voluto dare al disco anche l`aspetto di piccolo oggetto d`arte, e i 23 titoli sono calati in altrettanti, e più, spicchi di silenzio della durata di pochi secondi. Tali spazi vuoti servono un po` anche a creare séparè di uno o più brani similmente modellati. Ma anche tali spicchi non sono sempre coltivazioni di silenzio assoluto e, quali microscopiche oasi, è possibile incontrare al loro interno scampoli di suono parassita.
“A Little May Time Be” è un disco superconsigliato, particolarmente a coloro che apprezzano da sempre la sobria eleganza femminile di artiste quali Sawako e la prima deliziosa Susanne Brokesh. Per gli altri il solito e banale `non sapranno mai cosa si perdono`.


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Data Recensione: 20/3/2010

`Boxer Rebellion´  

`Ash´ // `The Great Green´ // `Futuro Ancestrale´ // `Vostok: Remote Islands´  

`The Shadow Carvings And Other Short Poems´  

`Ottomani´  

`Galaterna´  

`Air Cake And Other Summery Occupations´  

`Rifugi´ // `Ellittica´  

`When The Crickets Sing´  

`The Air-Conditioned Nightmare´  

`Constellative Trio´  

`Ice Door´  

`What’s New?´  

`Tre storie per chitarra´  

`Drums & Octobass´ // `Always I Gnaw´  

`River Of January´  

`Escale´  

`Jalitah´  

`Catacryptico´  

`Farahser´  

`Qui´  

`Radici´  

`Temporal Waves´  

`For A Reason´  

`Where Songs Go At Night´  

`Vurga´  

`Chamber Music´  

`In The Grip´  

`Cello Unlocked´  

`Jack´  

`Domicide´  

`Infinity Avenue´  

`Regenprasseln´  

`Incanto´ // `Tracce´  

`Dreaming Of Horses Running In Circles´  

`Our Sea Lies Within´  

`Due´  

`Words´