`Infininiment´

Autore disco:

Klaxon Gueule

Etichetta:

Ambiances Magnétiques (CDN)

Link:

www.actuellecd.com/en/boutique/ambiancesmagnetiques

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2009

Titoli:

1) Bunita gît 2) Darde un cri 3) Schwann jauge 4) Barbe le seuil 5) Yasmina soubresaute 6) Étendu rompt 7) Momo pèle 8) Monge limita 9) Fibreux tâte 10) Brown suinte 11) Mutile l’ami 12) Gruge mou 13) Ouvert bute

Durata:

51:08

Con:

Gordon Allen, Michel F Côté, Jean Derome, Bernard Falaise, Philippe Lauzier, Alexandre St-Onge

il nuovo capitolo di una vicenda inesauribile…

x e. g. (no ©)

La vicenda dei Klaxon Gueule si sta snodando con una meticolosità matematica, con il primo disco a dettare delle cordinate che sembrano diventate legge. “Bavards” del 1997, quel primo disco, era un doppio CD che presentava il trio effettivo (Côté, Falaise e St-Onge) nella prima parte e il trio con aggiunta di un ospite (il sassofonista Christopher Cauley) nella seconda. Questa linea d’azione è proseguita con estrema coerenza nei dischi successivi dove il trio scrio scrio (“Muets” del 1999 e “Chicken” del 2004) si alterna con quello ingrassato dalla presenza di altri strumentisti (“Grain” del 2002 e questo “Infininiment”). Ma il primo disco offre anche un altro spunto di riflessione, essendo diviso stilisticamente fra una parte più rock-progressive ed un'altra più jazz-nowave. Ma, difficile da spiegare senza un ascolto, non si trattava di un’immersione dei tre in quei generi musicali, bensì di un confronto con essi a partire da un proprio centro che rimaneva ben distinguibile. Tale impostazione è proseguita nei dischi successivi e, sempre partendo da un proprio centro e muovendosi a raggiera, il trio si è confrontato con l’improvvisazione elettroacustica (“Muests”), con la musica elettronica (“Grain”) e con la psichedelia (“Chicken”); ma, e questo è il bello, ogni nuova esperienza ha arricchito il nocciolo centrale andando così a contaminare l’esperienza successiva. Ed oggi, complici gli strumenti a fiato del trio Allen – Derome – Lauzier, i tre si confrontano con il jazz. Con ciò non voglio dire che “Infininiment” è un disco di jazz classicamente inteso, e penso addirittura che non piacerà affatto agli amanti di quel genere, ma piuttosto che è un disco in grado di mostrarci come i Klaxon Gueule vedono e leggono il jazz. Portandosi dietro, comunque, tutto il loro enorme bagaglio accumulato in anni di scorri & bande, dai frippismi della chitarra, ai cutlerismi della batteria, dal ‘rock in opposition’ alla freakeria zappiana, da Cage a Varèse… Sicuramente non siamo sui livelli dell’inarrivabile “Muets”, ma “Infininiment” ha tutte le carte in regola per soddisfare ancora una volta le esigenze, sicuramente ricercate, dei fan del gruppo. Tutti gli altri possono partire da questo punto per una ricerca a ritroso che, vi assicuro, sarà ricca di scoperte e soddisfazioni.


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Data Recensione: 23/5/2010

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