`Techno Lovers´ // `Karel Thole´

Autore disco:

Wora wora washington // Speedy peones

Etichetta:

Shyrec / Shyrec, Tornado Ride (I)

Link:

www.myspace.com/woraworawashington
www.myspace.com/speedypeones

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2009 // 2010

Titoli:

1) Twister 2) Seven days 3) Ten seconds 4) Daisy 5) Heart ingestion 6) Mike`s head 7) Drum machine 8) Daja 9) Charleston dancers 10) Cooking meringues // 1) Roma 2) Gt-junior 3) Mafia 4) Cinebrividus 5) Die neue kindheit 6) Voiture tempo 7) Bleed 8) Brand new girl 9) A bear 10) Grand arab ok ok 9) System Solaire 10) Moon

Durata:

32:17 // 24:36

Con:

Non solo una questione di ritmo

x Daniele Guasco

Quando si ascoltano dischi come quelli dei Wora wora washington e degli Speedy peones è quasi naturale fare i pragoni con lavori simili proveniente dall`estero, del resto stiamo parlando di due band tanto italiane quanto lontane dai suoni e dagli approcci musicali di casa nostra. I Wora wora washington infatti propongono in questo disco d`esordio un rock elettronico tanto caciarone e sfrontato quanto curato nei suoi aspetti sonori, riuscendo così a dar vita con “Techno lovers” a un album che mai scade in facile cialtroneria o in inutili sotterfugi pop-sonori.
A colpire dei Wora wora washington è la semplice leggerezza con cui trasmettono un messaggio musicale divertente e pulito, con canzoni che mai risultano forzate verso la cassa dritta o il ritmo ammiccante tanto ricorrenti nel genere, con ottimi risultati non solo nei brani più rapidi e ballabili (“Drum machine” o l`iniziale “Twister”) ma anche in quelli più pieni e riflessivi (su tutte “Daisy”, gravida e piacevolissima ballatona).

Per gli Speedy peones invece “Karel thole” è il secondo lavoro dopo un promettente ep uscito due anni fa per Marsiglia records. Il quartetto arriva a un suono più concreto e personale, mischiando rabbia hard-core, la ruvidità del garage e un`irruenza a cui difficilmente si può resistere.
Il nuovo lavoro degli Speedy peones si fa ascoltare a tutto volume, ipnotizzando non solo per la sua arroganza sonora, ma anche per l`ottima scelta delle tastiere e per i ritmi impietosi verso l`ascoltatore.
Nei soli 25 minuti del disco ci si lascia travolgere anche grazie a una insolita orecchiabilità per sonorità simili.

Due dischi che pur non essendo capolavori o pietre miliari ben rappresentano quella musica italiana capace di trascendere da limiti geografici e di genere, grazie a buone idee e a tanta, spontanea, voglia di divertirsi con la musica, senza rinunciare a qualità e azzeccate scelte sonore.


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Data Recensione: 28/12/2010

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