`Third segment´

Autore disco:

3EEM

Etichetta:

Chewz (I)

Link:

www.chewz.net/release/view/CWZ016

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2010

Titoli:

1) Supergatto 2) Oaxaca 3) Slow Motion 4) Concreti 5) Free Karma Food

Durata:

Con:

Danilo Corgniati, Fabrizio Bazzoni, Valerio Zucca

…quando oggi era ancora domani

x Andrea Ferraris

Ve li ricordate i 3EEM? Io sì, eccome, li avevo scoperti all'epoca del loro debutto su Small Voices, avevo comprato il loro cd da Alessandro Cartolari degli Anatrofobia che mi raccontava di come uno di loro avesse inciso per una sussidiaria della Staalplaat in tempi non sospetti. Li avevo seguiti nelle varie fasi dalle net release inglesi, fino ad arrivare a questo nuovo cdr extralusso che alo stesso tempo è una net-release siglata per la Chewz. Si tratta di un gruppo fine e di gran gusto in ogni sua fase, con delle caratteristiche particolari a partire dalla strumentazione base chitarra-sax-elettronica, membri di Isobel, Ulna e quel Valerio Zucca che come Abstract Q firmava cdr in stile Warp per la Bake records, se vi pare poco. Se in altri dischi, in alcuni episodi li avevo trovati meno riusciti degli esordi, sono più che mai convinto che con questo nuovo lavoro siano ritornati ai massimi livelli, non a caso da voci di corridoio so che questo doveva essere lo stesso disco che era in lizza per uscire su quella Karlrecords che aveva dato alla luce diversi lavori di Laswell, String of Coniousness. A differenza degli albori i canavesani sono andati lavorando molto di più sulla struttura e sull'idea di pezzo, l'elettronica di Zucca si è andata svuotando di quei tratti magmatici che contraddistinguevano la prima release, la chitarra pur rimanendo molto "post-rock" dialoga maggiormente con il sassofono e va mimetizzandosi sullo sfondo e Bazzoni si alterna fra chitarre quasi shoegaze tenute indietro all'interno del mix (come il dogma del genere menzionato propone per contraddistinguerle) e un sax jazz-lounge che mi ricorda dei vecchi lavori elettro-jazz dei Novanta. Vecchio stampo? Non esattamente, anche se di sicuro si tratta di un ibrido con forti venature vintage e non parlo solo delle rifiniture di sax, ma anche del gusto wave nelle melodie, ma con che stile! Ci sono dei passaggi sui livelli di alcuni dei migliori spot televisivi di liquori o di alta moda e forse chi è abbastanza vecchio per ricordarsi quello di cui parlo capirà che intendo. La produzione è perfetta: digitale, compressa per quel che riguarda il profilo ritmico ed elettronico del lavoro ma non per questo fredda, infatti il calore delle chitarre e del sax sono rimasti inalterati e rendono il nuovo segmento con un profilo molto umano. Il classico disco che dimostra quanto si possa trovare altra elettronica figa oltre al dubstep.


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Data Recensione: 2/3/2011

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