`Shot´

Autore disco:

Newtone 2060

Etichetta:

Fratto9 Under the Sky (I)

Link:

www.fratto9.com/

Formato:

LP

Anno di Pubblicazione:

2011

Titoli:

1) How is your heart? 2) My favourite things 3) Those who preach god need god 4) Through the Barricades 5) Love&Fame&Death 6) Amazing 7) Goodbye pork pie hat 8) Every time she calls you go crazy

Durata:

39:33

Con:

Cristiano Calcagnile, Marco Albert, Salvatore Sammartino

zoppicando verso l`innovazione musicale

x Matteo Uggeri

«Stavo andando al cesso e poi mi aspettavano fuori i miei amici quindi son passato di corsa mentre provava questo gruppo che non avevo mai sentito poi li ho sentiti durante il soundcheck e mi son detto cazzo che mostro è il batterista e allora ho cambiato idea e son rimasto lì mi son beccato tutto il concerto minchia spaccavano davvero.»
Queste le parole di Bruno C., un mio amico batterista che al NOfest 2011 si trovava a dover pisciare proprio prima del live dei Newtone 2060. Per fortuna sua. In tal modo non s`è perso uno dei migliori live della già bella manifestazione torinese. Io ho avuto occasione di vederli lì e al Tagofest di Massa e posso dire che - come dicono i giovani come lui - spaccano.
Di conseguenza recensire il disco prevede grandi aspettative, pur con la consapevolezza che i tre, improvvisando parecchio (ma non saprei dire quanto invece seguano dei brani/canovacci), difficilmente sapranno riprodurre tra i solchi (edizione in solo lussuoso vinile) quanto fanno sul palco. Effettivamente non c`è paragone tra l`ascoltare Calcagnile e i suoi dibattersi sul palco una batteria jazzata furiosa e imprevedibile, un giradischi che srotola campioni/citazioni che vanno da Wild Boys dei Duran Duran a colonne sonore degli anni `60 e una voce disturbata e distorta che s`inceppa in loop, si ritorce in effetti ed esplode in gorgheggi à la Stratos. Sul disco tutti questi elementi si amalgamano comunque egregiamente e con gusto articolato e originale che davvero ricorda poche cose già sentite (davvero forse l`attitudine degli il) e che trova anche in una feroce ironia il suo filo conduttore. Del resto la maggior parte dei testi è presa di peso dal buon Bukowski cui i nostri sembrano ispirarsi molto, a confermare una disposizione teatrale che - ancora una volta - me li fa preferire live ma che nulla toglie alla qualità di questo disco.
Mio brano preferito: senza dubbio la cover (?) di Through the Barricades dei mitici Spandau Ballet. Quello sì ch`era un gruppo serio.


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Data Recensione: 30/8/2012

`Boxer Rebellion´  

`Ash´ // `The Great Green´ // `Futuro Ancestrale´ // `Vostok: Remote Islands´  

`The Shadow Carvings And Other Short Poems´  

`Ottomani´  

`Galaterna´  

`Air Cake And Other Summery Occupations´  

`Rifugi´ // `Ellittica´  

`When The Crickets Sing´  

`The Air-Conditioned Nightmare´  

`Constellative Trio´  

`Ice Door´  

`What’s New?´  

`Tre storie per chitarra´  

`Drums & Octobass´ // `Always I Gnaw´  

`River Of January´  

`Escale´  

`Jalitah´  

`Catacryptico´  

`Farahser´  

`Qui´  

`Radici´  

`Temporal Waves´  

`For A Reason´  

`Where Songs Go At Night´  

`Vurga´  

`Chamber Music´  

`In The Grip´  

`Cello Unlocked´  

`Jack´  

`Domicide´  

`Infinity Avenue´  

`Regenprasseln´  

`Incanto´ // `Tracce´  

`Dreaming Of Horses Running In Circles´  

`Our Sea Lies Within´  

`Due´  

`Words´