`Rurale´ // `Fassbinder Wunderkammer´

Autore disco:

Cristian Naldi // Alessandra Novaga

Etichetta:

Boring Machines (I) // Setola di maiale (I)

Link:

www.boringmachines.it
www.setoladimaiale.net

Formato:

LP

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Ruris 2) Symphony N. 3 3) Für Alina 4) Une Chàtelaine En Sa Tour 5) Requiem Rurale Parte 1 6) Prelude N. 24 Op. 87 7) Requiem Rurale Parte 2 // 1) Veronika Voss 2) frankfurter Out Of Tune 3) L.M. 4) Der Amerikanische Soldat 5) L.M. 6) Serenade 7) Lola 8) Goetter Der Pest 9) Berlin Alexanderplatz 10) Franz B. 11) Each Man Kills The Thing He Loves

Durata:

43:21 // 38:42

Con:

Cristian Naldi, Fabio Ferrario, Claudia Muratori, Nicola Manzan, Angelo Maria Santisi, Tim Trevor-Briscoe, Giovanni Lami, Vincenzo Vasi // Alessandra Novaga

due dischi destinati a coloro che amano variare la dieta

x renato bianchi (no ©)

C’è in giro una fioritura incredibile di chitarristi che fanno della musica sperimentale, e quasi sempre i risultati che ottengono sono apprezzabili se non, come in questo caso, eccellenti.

Cristian Naldi fa seguito a “Spettro”, una coproduzione Lemming Records / Setola di maiale del 2013, con un disco nel quale presenta sia composizioni sue sia rivisitazioni da Górecki, Pärt, Fauré e Shostakovich. In egual misura alterna le esecuzioni in solitudine con quelle contaminate dai suoni trovati di Giovanni Lami (Ruris) o dalle voci estratte dal cinema pasoliniano (la Symphony N. 3 di Górecki), quando non affidate a un vero e proprio ensemble (le due parti del Requiem Rurale sono eseguite dalla Byzantium Experimental Orchestra della quale Naldi è parte integrante). “Rurale” è un disco brumóso, e la musica riflette le immagini che appaiono nella confezione, sia quella con l’idea di movimenti allucinati del fronte sia quella con l’idea di una luce che penetra a fatica nella scena dell'azione del retro. A dominare su tutto il percorso sono chiaramente le chitarre di Lami, effettate e affettate, segno evidente di un talento destinato a marchiare la musica italiana dei prossimi anni.

Con Alessandra Novaga i richiami al cinema si fanno più pressanti, dal momento che il suo nuovo disco è interamente dedicato alla filmografia di Rainer Werner Fassbinder. Dopo l’esordio solista del 2014 su Setola di maiale (il CD-R “La Chambre Des Jeux Sonores”), e dopo la libera uscita su Blume dell’anno scorso (per il vinile “Movimenti Lunari”, nel quale rielaborava due composizioni del disco precedente), torna ora sotto l’ombrello capiente di Stefano Giust, il quale, tra l’altro, sembra credere enormemente in questo lavoro, tanto che rinuncia alle sue solite produzioni in CD-R per azzardare con la stampa in vinile ... giustamente (e scusate il pasticcio, ma non è colpa mia se il Giust si chiama così). L’elemento centrale sembra restare l’elettricità, un’elettricità legata non tanto ai sistemi d’amplificazione quanto al corpo stesso della chitarrista e quindi in grado di esplodere anche nei momenti in cui il suono pare essere più acustico. Un altro elemento importante è l’approccio enciclopedico della Novaga, un approccio che abbraccia un po’ tutto il chitarrismo contemporaneo: da Hendrix a Bailey, da Metheny a Frisell, e da Monk, a Cage e Zorn (che chitarristi non lo erano e non lo sono, ma fa lo stesso). Un approccio enciclopedico cha fa pensare al guru chicagoano “Muhal” Richard Abrams, e non è poco.

Una sola domanda: non capisco perché musicisti simili non vengono programmati alla Scala.


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Data Recensione: 31/1/2018

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