`Live At Club Der Polnischen Versager, Berlin 2016´ // `Hyvinkää´

Autore disco:

Casserley, Illvibe, Morgan & Sjöström // Move

Etichetta:

uniSono Records (D)

Link:

unisono-records.de/

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Onklaguta 2) Gutaonkla // 1) Hyvinkää

Durata:

55:45 // 39:38

Con:

Lawrence Casserley, DJ Illvibe, Jeffrey Morgan, Harri Sjöström // EmilioGordoa, Achim Kaufmann, Dag Magnus Narvesen, Adam Pultz Melbye, Harri Sjöström

… altri ensemble internazionali

x filippo piccoli (no ©)

In tempi non immemori abbiamo recensito il CD “Aural Vertigo” del Sestetto Internazionale, ensemble del quale faceva parte il finlandese Harri Sjöström che ora troviamo coinvolto in entrambe queste formazioni dalle simili caratteristiche pannazionali. I due progetti vedono infatti coinvolti lo statunitense Jeffrey Morgan, il britannico Lawrence Casserley, il norvegese Dag Magnus Narvesen, il danese Adam Pultz Melbye, il messicano Emilio Gordoa e i tedeschi DJ Illvibe (Vincent Graf von Schlippenbach, figlio del pianista Alexander von Schlippenbach) e Achim Kaufmann (anch’egli componente del Sestetto Internazionale). Spenderei innanzitutto due parole per Sjöström che si è distinto per aver fatto parte di alcune formazioni guidate dal pianista Cecil Taylor, lo potete trovare in alcuni dischi FMP e Cadence pubblicati a cavallo fra i due millenni, in quella che può essere considerata una scuola di valore assoluto.
La formazione del “Live At Club Der Polnischen Versager …” è, fra le due, quella più avventurosa, i sassofoni di Sjöström e il clarinetto di Jeffrey Morgan vengono infatti corrisposti dai giradischi di DJ Illvibe e dai processori del manipolatore elettronico Lawrence Casserley. Ne conseguono paesaggi sonori dai tratti oscuri, frutto della spericolata miscela fra una specie di new wave of jazz e vecchie speculazioni post new thing (scusate il pasticcio). Ci sono mondi diversi che si incontrano, qui dentro, e che dovrebbero rappresentare un buon insegnamento per tutti coloro che insistono nel non voler uscire dai confini, spesso più immaginari che reali, determinati dai propri stabbioli. Un disco tanto scorbutico quanto ricco di fascino.
L’ensemble Move è strutturalmente più tradizionale, vuoi per la presenza di una classica sezione ritmica contrabbasso – batteria (Adam Pultz Melbye e Dag Magnus Narvesen) e vuoi per il raddoppio pianoforte – vibrafono (Achim Kaufmann ed Emilio Gordoa) che fa pensare proprio a qualche vecchia formazione guidata da Cecil Taylor. Geograficamente il gruppo ha però una genetica scandinavo – berlinese (anche il vibrafonista messicano Emilio Gordoa fa base da tempo nella capitale tedesca) e, di conseguenza, la sua musica è più distaccata rispetto a quella martellante e torbidamente tropicale che esce dalle dita del pianista nero-americano. Comunque si tratta di un suono altamente evocativo e Sjöström, unico soggetto agli strumenti a fiato (sax soprano e sopranino per la precisione), ha la possibilità di sciogliersi e mostrare tutte le sue qualità timbrico-tecniche-creative. Gli altri quattro creano un fondale liquido e sinuoso chi si effonde dal CD come nebbia che scivola sopra le acque nordiche fino a penetrare negli anfratti dei fiordi norvegesi. Gli accostamenti e i rilasci dei cinque strumentisti danno vita a un gioco di squadra ben congegnato che non lasca spazio a momenti di fiacca e riesce a tenere desta l’attenzione per tutti i 40 minuti della lunga improvvisazione collettiva.
Coloro che hanno già apprezzato il Sestetto Internazionale farebbero bene a gettarsi su questi due CD come fa la gatta col lardo.
Gli altri inizino pure da qui.
Datemi retta.


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Data Recensione: 18/4/2018

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