`Amphibian Ardour´ // `Gleadalec´ // `Emerge´

Autore disco:

Spinifex // Kaja Draksler Octet // Big Bold Back Bone

Etichetta:

TryTone (NL) // Clean Feed (P) // Wide Ear Records (CH)

Link:

www.trytone.org
www.spinifexmusic.nl
www.cleanfeed-records.com
www.kajadraksler.com
www.wideearrecords.ch

Formato:

CD // 2CD // CD

Anno di Pubblicazione:

2017

Titoli:

1) Bohemians Gone Extragalactic 2) Dhamal Qalandar Shabaz 3) Things That Occur 4) Losing One Object A Day 5) Revathi Tillana 6) Doppio nudo dal niente 7) Pegasus 8) Amphibian Ardour 9) Zikr 10) Icarus // 1) Mirabile Mysterium / Births 2) Omphalomancy 3) Bizdibocul 4) A Carnival of Words 5) A Promise is a Promise 6) Dulce como un solozzo en la nevada 7) Omlettio ad Absurdum / 1) Gledalec 2) (and here who there who) 3) Canto XI 4) The Builder 5) Epilogue // 1) Silent Stream 2) Sealust 3) Tidings 4) Facing Extinction 5) Tentaculita 6) Mergulhador 7) Ground Found

Durata:

63:08 // 84:02 // 43:24

Con:

Gonçalo Almeida, John Dikeman, Bart Maris, Tobias Klein, Jasper Stadhouders, Philipp Moser // Björk Nielsdóttir, Laura Polence, Ada Rave, Ab Baars, George Dumitriu, Kaja Draskler, Lennart Heyndels, Onno Govaert // Marco von Orelli, Luis Lopes, Travassos (Jorge Trindade), Sheldon Suter

connessioni trans-europee (e oltre)

x mario biserni (no ©)

Spinifex: avevamo apprezzato la precedente uscita di questo ensemble multinazionale e trovo ancor più avvincente il nuovo “Amphibian Ardour”, un disco in grado di soddisfare ben più d’un palato. In primis porrei in rilievo i piccoli, ma significativi, ritocchi di formazione: il trombettista belga Bart Maris si avvicenda a Gijs Levelt e, soprattutto, fa il suo ingresso un secondo sassofonista, ad affiancare Tobias Klein, nella figura di John Dikeman (origini americane ma attualmente di stanza ad Amsterdam dove rappresenta uno degli strumentisti cardine di quella scena). Dikeman, insieme al chitarrista Jasper Stadhouders, è anche un componente dei Cactus Truck, e insieme i due portano all’interno degli Spinifex una forte componente free-noise e jazz core. Il sassofonista tedesco Tobias Klein e il trombettista Maris sembrano invece tirare verso le musiche balcaniche e dell’est europeo, dando così coloriture più prossime al downtown jazz newyorchese (soprattutto nei tre brani rubati alla tradizione sufi: Dhamal Qalandar Shabaz, Revathi Tillana e Zikr). Infine c’è la chitarra basso del portoghese Gonçalo Almeida, intorno alla quale sembra ruotare l’intero progetto (il disco è stato registrato in uno studio di Lisbona), che rinforza i legami con il noise e con il jazz elettrico in generale.
Kaja Draksler Octet: un gruppo guidato da una pianista-compositrice slovena di formazione accademica che, a seguito del suo trasferimento in Olanda, ha iniziato a coltivare interessi nella musica improvvisata e altro (fra i progetti che la vedono coinvolta c’è anche un duo con Terrie Ex). I collegamenti con il disco precedente, oltreché nell’essere parti di una comune scena musicale, stanno nella presenza del batterista Onno Govaert, altresì componente dei Cactus Truck, insieme a Dikeman e Stadhouders, e uomo di punta nella schiera dei giovani improvvisatori olandesi. In secondo luogo c’è un nuovo riferimento al Portogallo perché il doppio CD è stato pubblicato dalla lusitana Clean Feed. Il disco è diviso fra zone di composizione e zone di strutturazione istantanea. Le composizioni risentono evidentemente della formazione classica e sono essenzialmente incentrate sulle voci di Björk Nielsdóttir e Laura Polence, interagenti su testi di Pablo Neruda, Gregor Strniša e Andriana Minou. Le inluenze sembrano includere secoli di vocalità: dal canto gregoriano a quello operistico, dal lied mitteleuropeo alla canzone jazz, dal reading poetico ad altre forme di vocalità contemporanea. Le zone di strutturazione istantanea sono affidate all’esperienza e alla creatività di Ada Rave e Ab Baars ai fiati, George Dumitriu e Lennart Heyndels alle viole e contrabbasso, oltre ai già citati Laura Polence, Onno Govaert e, naturalmente, alla stessa Kaja Draksler. Un gran bel disco.
Big Bold Back Bone: si tratta di un quartetto misto svizzero (il batterista Sheldon Suter e il trombettista Marco von Orelli) portoghese (il chitarrista Luis Lopes e il manipolatore elettroacustico Jorge Trindade, in arte Travassos, quest’ultimo è anche il grafico della Clean Feed. “Emerge” è il terzo disco dell’ensemble e fa seguito a un altro CD su Wide Ear Records e a un lavoro gemello pubblicato su Shhpuma (sussidiaria della Clean Feed). La musica è un eccelso connubio fra improvvisazioni jazz ed elettroacustiche.
Mi fermo qui, anche perché ho dato una serie di punti di riferimento fondamentali a partire dai quali ognuno può effettuare ulteriori ricerche (a partire dal vituperato, ma purtroppo essenziale, you tube dove si possono visualizzare esibizioni concertistiche di tutte e tre le formazioni trattate in questa recensione).


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Data Recensione: 3/5/2018

`The Spring Of My Life´  

`Edges´  

`Una piccola tregua (Live)´  

`Amphibian Ardour´ // `Gleadalec´ // `Emerge´  

`Plastic Fantastic´  

`Z/Rzw-Shiiiiiii´  

`Vegir´  

`Quadrature´  

`Lo stretto necessario´  

`Food Foragers´  

`AB+´  

`Disappearing´  

`Porteremo gli stessi panni´  

`Words Delicate Flight´  

`The Irresistible New Cult Of Selenium´  

`Floatin’ Pieces´  

`Girovago´  

`Un tempo, appena´  

`Inscapes´  

`Ortiche´  

`Maledette rockstar´  

`Exuvia´  

`Le nuvole si spostano comunque´  

`Magic Pandemonio´  

`Omaggio a Marino Zuccheri´  

`Gamelan – Coming & Going´  

`Succi con ghiaccio´  

`Si rompe il silenzio nel giardino delle mandragole´  

`Hide & Squeak´  

`Neve´  

`Kintsugi´  

`Tell No Lies´  

`Cronache carsiche´  

`Piccola Orchestra Artigianale degli Improvvisatori di Valdapozzo´  

`Cascata´ // `Plancton´  

`Lighthouse´  

`Hawkward´  

`Innlaandds´  

`Francesco Serra´  

`Homo Ebetis´  

`Fear in the corner - prova aperta´  

`Flow´  

`L’oreficeria´  

`La rete di Indra´  

`Classified´  

`Schwingende Luftsäulen´  

`Manifesto della chimica romantica´  

`AMAS´  

`武士´  

`Piramidi´  

`Wet Cats´  

`One Single Sound´ // `Open To The Sea´ // `Grandpa´  

`Peakock Eyes´  

`Cordonbleux At Nof´