`The Cold Plan´

Autore disco:

My Dear Killer

Etichetta:

Under My Bed Recordings, EeɘƎ (I)

Link:

www.undermybed.org
undermybedrecordings.bandcamp.com
mydearkiller.bandcamp.com
e0e0e0e0.bandcamp.com

Formato:

LP

Anno di Pubblicazione:

2018

Titoli:

1) Skinburness pt.1 2) Forecast 3) Your Favourite Bar 4) Back To Mine 5) The Winter Bride 6) I Won’t Blame You 7) The Thief 8) Daffodils 9) Silloth 10) I Am A Part Of This Machinery 11) The Answer 12) Skyscrapers 13) Smokers 14) Skinburness pt.2

Durata:

42:57

Con:

Stefano Santabarbara, Stefano De Ponti, Eleonora Pellegrini

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x mario biserni (no ©)

Esiste più d’un motivo per appassionarsi ed amare questo disco.
Inizio da quello che forse ha meno a che fare, ma non ne sono certo, con la musica che v’è contenuta. Si tratta del ritorno in pista di Vasco Viviani che, dopo la chiusura della Old Bicycle Records, si ripresenta col nuovo marchio EeɘƎ per questa coproduzione. Non ho mai creduto che il suo addio sarebbe stato definitivo, dal momento che il demone della musica, quando ti prende, difficilmente t’abbandona. Ne ho esperienza diretta, dacché in più d’una occasione ho tentato di svicolare per ritrovarmi poi sempre, invariabilmente e inevitabilmente, o in auto diretto verso qualche concerto o con un disco in mano diretto verso il mio giradischi. Ritrovarselo attivo fa comunque un immenso piacere.
Poi c’è la splendida confezione, alla quale ha collaborato l’amico Matteo Uggeri con i suoi tratti a metà strada fra infante disabile e visionaria creatura giunta dallo spazio.
Due elementi importanti, questi, che mettono subito di buon umore ma che nulla sarebbero senza il terzo ingrediente a completare la chiusura del cerchio. Un terzo ingrediente al quale, per dire il vero, mi sono approssimato con un certo timore, perché di fronte a tanto ben di dio il rischio di incappare nella nota sbagliata è sempre alto, e quindi la paura di vedere deluse le aspettative inizialmente create inibisce l'atto finale, sconsiglia cioè lo svelamento del mistero celato dietro tali aspettative. Quante volte è successo che dietro un’apparente bellezza si nascondessero ciofeche indescrivibili. Quante volte pacchi ben confezionati racchiudevano immonde schifezze. Per fortuna, e per la soddisfazione di tutti i nostri sensi, tale non è il caso di “The Cold Plan”. La musica racchiusa in questo vinile esce dai suoi solchi come un balsamo benefico, splendidamente seducente, con le chitarre arpeggiate, i feedback sottili, i rumori sintetici e organici, la voce incerta impegnati nel pennellare quattordici canzoni tanto fragili quanto emozionanti. L’attitudine è decisamente lo-fi o meglio, come sosteneva un artista catalogato come tale, è lo-tech, a bassa tecnologia, ché la fedeltà alla realtà del suono è così molto maggiore di quella proposta negli innumerevoli e ingannevoli dark side della luna.
Non ho fatto “The Cold Plan” disco top solo perché mi sembrava di sminuirlo, affiancandolo agli altri dischi che solitamente trattiamo come tali, e poi quanndo le cose si amano veramente è preferibile tenerle nascoste, con il timore e la gelosia che solitamente guida le nostre azioni in presenza delle cose veramente belle.
Questo qui, accanto a “Temps En Terre” di L’Ocelle Mare, è il miglior disco che ho ascoltato nel duemiladiciotto.


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Data Recensione: 4/8/2018

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