`Hyperbeatz vol. 1´ // `俳句´ // `Different Constellation´

Autore disco:

dTHEd // Ranter's Groove // Acre

Etichetta:

Boring Machines (I) // Kaczynski Editions (I) // Aut Records (D, I)

Link:

boringmachines.it
kaczynskieditions.weebly.com
www.autrecords.com

Formato:

LP + CD + DL // CD // CD

Anno di Pubblicazione:

2019

Titoli:

1) ДnβĦ 2) ⱴŁηə3 3) ŞmpŁø-π 4) ªcçr_mщ 5) Đæⱶūň 6) křpp.o|×į 7) 5ẘrƓn^ 8) Ƨiănƕηm]đʉ // 1) 行きあひし人 2) 川渡りけり 3) うしろの 4) 独り往き 5) 日一日 6) 藪の中 7) 出水のあと 8) 一つ落ちて 9) 蟻の道 10) 雲の峯硯 11) 石垣崩す 12) 人なし 13) 釣鐘撞く 14) 平家亡びし 15) 血を印す 16) 行燈消えて // 1) Formula 2) Nebula Nitida 3) Human’s Dilemma 4) Tomorrow 5) Implantable Memories 6) Simula

Durata:

42:14 // 34:19 // 36:08

Con:

Simone Lanari, Fabio Ricci, Isobel Blank // Giuseppe Fantini, Niet F-n, Nina Minorikawa // Ermanno Baron, Gino Maria Boschi, Marco Bonini, Ludovica Manzo

il futuro del futurismo

x mario biserni (no ©)

Sembra ormai inoppugnabile che il futuro della musica, e in buona parte anche il presente, si basa sull’intonazione dei rumori. Gli stessi strumenti tradizionali vengono sempre più spesso utilizzati come produttori di suoni da elaborare / processare elettronicamente. In pratica è il trionfo del futurismo. I tre dischi che qui recensisco, pur differenti l’uno dall’altro e diversamente collocabili, sono validi esempi in tal senso (e, naturalmente, ce ne sarebbero molti altri). Al di là di questo si tratta comunque di tre ottimi dischi che il lettore farebbe bene a non lasciarsi sfuggire.

dTHEd sono i due Ask The White, dei quali abbiamo scritto più che bene non molto tempo addietro, più Fabio Ricci dei Vonneumann, il quale aveva collaborato a livello produttivo al disco d’esordio del duo. In poche parole si tratta di una collaborazione annunciata e inevitabile. Ma non per questo prevedibile.
Il risultato è infatti una musica dalle forti connotazioni ritmiche, scomposta e visionaria, volta a riunire quegli stimoli che, a partire da Russolo, hanno nel tempo partorito roba come i Kraftwerk, l’industrial e tutto quanto può essere raccolto sotto l’ombrello del cyber punk, seppure la voce di Isobel possa talvolta ricondurre a una dimensione antropica. Si tratta di una soluzione polimorfa che vede l’uomo come soluto e le macchine in veste di solvente. Il disco si presta a rappresentazioni pubbliche torrenziali e selvagge, nelle quali la presenza umana riacquista una propria centralità. Buttate un occhio anche alla splendida grafica.

Il nuovo CD della prolifica famiglia Kaczynski si intitola “Haiku” (tale il significato di “俳句”), e già mi sono soffermato in passato sull’influenza avuta dai brevi componimenti poetici giapponesi nella cultura occidentale (non solo a livello letterario, basti pensare a John Cage). Mi perito anche di ricordare a tal proposito due recenti pubblicazioni discografiche da noi trattate: “The Spring Of My Life” di Andrea Massaria e Clementine Gasser e “5 Haiku” di Glauco Salvo. La ricerca dell’essenziale, tipica degli haiku, si riflette in questo CD anche nella scelta di utilizzare a livello grafico solo la lingua giapponese. In linea con tale scelta sia l’artwork sia la lettura dei testi sono affidati a numi provenienti dal sol levante, esattamente a Daisuke Ichiba e Nina Minorikawa. Il duo massese agisce con la solita affascinante destrezza sia direttamente sulla voce recitante, con ricami digitali, sia attraverso sobrie parentesi sospese fra microwaves e concretismi futuristi. Stavo per dimenticare di scrivere che i 16 haiku presi in esame appartengono alla penna del poeta tardo-ottocentesco Masaoka Shiki.

Esenti dall’influenza degli haiku non lo sono stati neppure Raymond Carver e T. S. Eliot, due testi dei quali vengono utilizzati dagli Acre in Tomorrow e Nebula Nitida. Al collettivo originario, qui al terzo disco dopo “A CR E” su MegaSound e “Unexpected Variations” su Creative Sources, si aggiunge per l’occasione la voce di Ludovica Manzo. Fra i tre dischi qui recensiti il loro è il più tradizionale, per quanto si possa considerare tradizionale una musica d’impostazione creative jazz. Tradizionale nel senso che è predominante l’utilizzo di strumenti tradizionali e la voce è più intelligibile, ma pure in questo caso è ben presente l’elaborazione elettronica e gli strumenti vengono essenzialmente utilizzati come fonti sonore di tipo pittorico. I riferimenti maggiori li cercherei nelle frange più creative del jazz-in-opposition (penso soprattutto ai gruppi guidati dalla coppia dei Tippetts) e in certe derive della musica cosmica, mentre la voce fa pensare alle grandi Billie Holiday e Jeanne Lee. Il risultato mi pare leggermente svilito da sfumate reminiscenze accademiche, liberatisi dalle quali sono certo che gli Acre potrebbero fare molto di più. Comunque di notevole livello.


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Data Recensione: 18/9/2019

`Echoes From The Planet´  

`Hipparchus´  

`Autocannibalism´  

`Hyperbeatz vol. 1´ // `俳句´ // `Different Constellation´  

`Daily Drone Dream´  

`Combat Joy´  

`Due´  

`The Wroclaw Sessions´  

`Phase Duo´  

`Tracing South´ // `Stereo´  

`Unknown Shores´  

`Schwingende Luftsäulen 2´  

`That Is Not So´  

`Depth Sounding´ // `quando ero un bambino farò l’astronauta´  

`Soufifex´  

`La bottega del suono (Mario Bertoncini. Maestri e allievi.´  

`Live At Nikodemus Church´  

`Songs from The Eternal Dump´  

`Cosa potrebbe accadere´  

`Avrei Dovuto Odiarti´  

`The Night Of The 13th’ Moon´  

`10, A Brokken Records Special Edition´  

`OAK´  

`Octo´  

`fourtyfour fiftythree´  

`Antinodal´  

`IMAfiction: Portrait # 01 - # 10´  

`Placid´  

`Music For Cat Movies´  

`Air Skin Digger´ // `Sidereal Deconposition Activity´  

`Milano´ // `Sinking Into A Miracle´  

`Light From Another Light´  

`Drift´  

`Repeat Please!´  

`Sum And Subtraction´ // `2. Akt´ // `Utopia´  

`Metaphysics Of Entropy´  

`Chambery´  

`Flares´  

`OPS…!´  

`W´  

`Live At Kühlspot´  

`22:22 Free Radiohead´  

`Dance Mystique´  

`Diciotto´ // `Em Portugal!´ // `A Pearl In Dirty Hands´  

`Livebatts!´  

`Doublethink´  

`Explicit´ // `Clairvoyance´  

`Gratitude´  

`Kalvingrad´  

`Damn! Freistil-Samplerinnen 4 + 5´  

`L’inottenibile´  

`Four Waves´  

`Beats´  

`Vostra Signora Del Rumore Rosa´  

`777+2 Per Aspera Ad Astra´