`Suites And Seeds´ // `Extended — For Strings And Piano´ // `Zeit´

Autore disco:

Anemochore // Daniel Studer // Kontrabassduo Studer-Frey (With Jürg Frey And Alfred Zimmerlin)


Creative Sources Recordings (P) // ezz-thetics (CH) // Leo Records (GB)




CD // CD // CD

Anno di Pubblicazione:



1) Vortex Part I 2) Vortex Part II 3) Vortex Part III 4) Akène 5) Wings 6) Samara 7) Alianthus 8) Liriodendron 9) Picris 10) Dehiscence Part I 11) Dehiscence Part II 12) Dehiscence Part III // 1) Comprimere 2) Bagatelle 1 3) Bagatelle 2 4) Bagatelle 3 5) Operandi 6) Verba 1 7) Verba 2 8) Verba 3 9) Motus // 1) Praeludium 2) Pars Prima 3) Interludium 4) Pars Secunda 5) Initium 6) Excursio 7) Continuatio 8) Tardum 9) Pars Tertia 10) Postludium


51:29 // 54:49 // 52:03


Daniel Studer, Frantz Loriot, Sebastian Strinning, Benjamin Brodbeck // Daniel Studer, Harald Kimming, Frantz Loriot, Alfred Zimmerlin, Philip Zoubek // Daniel Studer, Peter K Frey, Alfred Zimmerlin, Jürg Frey

tripletta impeccabile

x mario biserni (no ©)

Ecco ben tre dischetti che vedono coinvolto il contrabbassista svizzero Daniel Studer, del quale ci siamo già occupati e che di conseguenza non abbisogna di presentazioni. Tre dischetti che escono su tre marchi storici, in particolare la ezz-thetics (diramazione di una Hat Hut Records dall`incommensurabile catalogo).
Apriamo le danze con il CD pubblicato per la portoghese Creative Sources, marchio che seppur con metodi poco ortodossi riesce a tenere il passo con le consorelle più storiche e consolidate, all`apparenza il lavoro più classicamente impostato, in chiave jazzistica, dei tre. La formula è sulla carta un quartetto con sezione ritmica (contrabbasso e batteria) e coppia solista rappresentata da ance e viola. Così è sulla carta, ma la realtà è ben diversa e mostra un quartetto di strumentisti refrattari ai ruoli prestabiliti. Ne risulta, di conseguenza, un dialogo a quattro di seducente bellezza. Due suite divise in tre parti e sei brani - da ciò il titolo dato al CD - che stimolano l`ascolto sia per la tipologia degli strumenti utilizzati sia per le sonorità che da questi vengono estratte. Senza dimenticare che i quattro sono piuttosto navigati da dare alle composizioni istantanee una strutturazione impeccabile per logica e immaginazione.
“Extended — For Strings And Piano”, accreditato al solo Studer, è un disco di materiali composti per quartetto d`archi e pianoforte, con la singolarità che il ruolo del secondo violino viene ricoperto dal contrabbasso dello stesso Studer mentre alla viola c`è lo stesso Loriot del disco precedente. Lo svizzero dimostra di avere ben acquisito la logica dei vari linguaggi contemporanei e delle tecniche estese, tanto che le sonorità possono far pensare ai dischi per quartetto d`archi di Ligeti o di Malfatti. Non so quanto può interessare al lettore, ma si tratta del mio CD preferito all`interno di questa comunque ottima terna, e occupa anche una buona posizione fra i migliori dischi che ho ascoltato nel 2019. Andando su “Discogs”, ormai un punto fermo per chi cerca notizie e discografie dei vari musicisti, alla scoperta di collaborazioni e collegamenti vedrete come i nomi implicati portano lontano, dalla King Übü Örchestrü alla Ohrkiste di Radu Malfatti, dalla Tony Oxley`s Celebration Orchestra all`Ensemble X, dal Cecil Taylor Workshop Ensemble a innumerevoli altri progetti che, a volte, coinvolgono lo stesso Studer.
Come ultimo, ma non minore, transita all`attenzione dell`orecchio censorio il nuovo CD del Kontrabassduo. Ci siamo a più riprese occupati del tandem contrabbassistico formato da Peter K Frey e Daniel Studer, in particolare quando un lustro fa i due decisero di festeggiare i quindici anni di attività con una serie di concerti nei quali il duo apriva le porte a una third person (un sunto di quei concerti venne poi puntualmente pubblicato su disco proprio dalla Leo Records). Quell`esperimento sembra oggi aver attecchito, tanto che questo nuovo CD è diviso a metà fra il duo secco e la formazione allagata per la presenza di due ospiti. Sui due strumentisti aggiunti, Jürg Frey ai clarinetti e Alfred Zimmerlin al violoncello, va detto che a) Zimmerlin è presente anche nel disco trattato in precedenza e dà in tal modo ulteriore continuità a questi tre lavori e b) si tratta di musicisti di rango molto attivi sia come improvvisatori sia come autori-esecutori (Frey, soprattutto, lo potete ritrovare in molte registrazioni delle Edition Wandelweiser Records). Il disco pieno di attrattive, evolve rispetto a quelli che l`hanno preceduto, e apre dinnanzi al duo nuovi scenari.

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Data Recensione: 29/12/2020

`In Otherness Oneself´ // `Soothe My Soul, Feed My Thought´  

`White Eyes´  

`Pan Project´  

`Territory´ // `l’A Neuve´ // `Zeitweise Leichter Schneefall´  

`Hotel Colon´  

`Historic Music Past Tense Future´  


`Tropico Romagnolo´ // `Another Advanced Useless Machine´  

`How To Get Rid Of The Darkness´  

`1 – bis 4 - stimming´  

`Gro Mig En Blomst´ // `Skærsgårdslyd´  

`Sessione Pre Angiou´  



`Live Capitol Brig´  

`Qonicho Ah!´  

`Tone Sequence Evaluators´  

`Uneven Same - Saxophone Quartets´  



`INCIDENTI – Lo schianto´ // `O´  

`In Her Words´  

`Paint Your Lips While Singing Your Favourite Pop Song´  

`Alpine Variations´ // `Watering A Paper Flower´  


`« … »´  

`Katacombe Vol. 3´  

`In Vivo´  

`Eight Pieces For The Buchla 100 Series´  


`Cabrioles cérébrale et accidents psychotiques´  

`2013 – 2021 dal diario di Luigi La Rocca, Cittadino´  

`A Secret Code´ // `Echolocation´  



`Blues Pour Boris´  

`The Other Lies´  


`Over The Ridge´  


`Medusa Dreaming´  

`Melancholia´ // `Cure And Mound´  

`Justinian Intonations´  




`Post Jazz Chamber Music´  

`Pulsioni Oblique Vol. 2´ // `Hardboiled´