`Libertè Égalitè Fraternité´

Autore disco:

Dalgoo

Etichetta:

Jazzwerkstatt (D)

Link:

www.jazzwerkstatt.eu
www.christianmarien.de
www.meinradkneer.eu
www.lotharohlmeier.com
www.tobiasklein.nl

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2020

Titoli:

1) Vibrate In Sympathy 2) Arabian Oil 3) Irr Und Sinn 4) Égalité 5) Lakeish 6) Die Zeit Steht Still 7) Liberté 8) Friendly Corpse 9) Eens Oneens 10) Fraternité 11) Listopad 12) Gap-Toothed Smile 13) Blue Tip Match

Durata:

68:40

Con:

Tobias Klein, Lothar Ohlmeier, Meinrad Kneer, Christian Marien

non solo coleman ... non solo dolphy ...

x mario biserni (no ©)

Questo quartetto formato da musicisti tedeschi, che però fa base ad Amsterdam, aveva già pubblicato un primo disco eponimo nell`anno 2000. L`anno successivo era seguito un secondo disco con una formazione leggermente, ma sensibilmente, variata: il batterista Milo Fell era subentrato a Christian Marien e l`ensemble si era allargato a settimino. Stop, sennonchè oggi, a vent`anni di distanza, i Dalgoo tornano a farsi vivi con la loro formazione originaria.
A eccezione dei tre brani che danno il titolo al disco, improvvisazioni collettive alla cui definizione intervengono tutti e quattro, sono Meinrad Kneer e Tobias Klein, quest`ultimo in misura maggiore, a spartirsi la composizione dei materiali proposti. Entrambi sono nomi di nostra conoscenza, l`uno perchè è fra i responsabili della Evil Rabbit Records e l`altro perchè è uno dei motori nei seminali Spinifex.
Il nocciolo attorno al quale ruota il quartetto sembra essere dato dalle musiche di Ornette Coleman e Eric Dolphy, vuoi per le timbriche del sax alto, vuoi per l`uso del clarinetto basso, oppure per certe assonanze tematiche o per il contrabbasso di Kneer che in qualche momento fa pensare a David Izenzon. Il più centrifugo rispetto a tale nocciolo sembra essere Meinrad Kneer, le cui composizioni mostrano una leggerezza mozartiana e mi sembrano inseribili in quella tradizione del grande jazz bianco rappresentata da Jimmy Giuffre, Paul Desmond e Lee Konitz. I tocchi più interessanti li depone comunque Klein, quando con Arabian Oil, Die Zeit Steht Still, Listopad e Gap-Toothed Smile traccia i percorsi più articolati e accidentati, fra dolenti atmosfere funeree, suadenti melodie dal sapore folk e inattesi sbalzi ritmici.
Libertà , uguaglianza e fratellanza, oltre 200 anni sono trascorsi dalla rivoluzione francese e quelle idee che la ispirarono sono tutt`altro che realizzate, sembra addirittura che si stiano facendo dei passi indietro. Così non è in musica dove le idee di una musica democratica, vagheggiate da Onette Coleman ai tempi di “Free Jazz” sembrano ormai acquisite.. Questo disco ne è un esempio.
Da maneggiare con cura.


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Data Recensione: 13/3/2022

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