`A Few Steps Beyond´

Autore disco:

Gianni Lenoci

Etichetta:

Amirani (I)

Link:

www.amiranirecords.com
www.youtube.com/watch?v=9s4DlL-clU8
www.youtube.com/watch?v=X09BYlfNSjw

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2021

Titoli:

1) Lorraine 2) All The Things You Are 3) Blues Waltz 4) Ida Lupino 5) Goodbye 6) Latin Genetics

Durata:

58:34

Con:

Gianni Lenoci

un dovere nei confronti di un gigante

x mario biserni (no ©)

Scrivere che il pianista Gianni Lenoci (6 Giugno 1963 – 30 Settembre 2019) è stato un grandissimo jazzista è tanto vero quanto riduttivo. «Sono un musicista, non un jazzista», ebbe a dire Anthony Braxton, ma non ci sarebbe affatto bisogno di citare (a memoria) questo assunto teorico del sassofonista chicagoano, basta viaggiare più terra-terra per ravvisare che Lenoci, pur suonando prevalentemente jazz, non si è mai chiuso dentro la sua stanza ma ha sempre guardato oltre, fuori dalle finestre, e ancora più in là, oltre l’orizzonte. Esempi concreti in un tributo alla musica di David Bowie e nell’attenzione verso artisti contemporanei e classici come Earle Brown, Morton Feldman, john Cage, Bach, Schoenberg ….
Queste registrazioni in concerto che risalgono al 4 Settembre del 2019, quindi a meno di un mese dalla sua scomparsa, hanno tutto l’aspetto di essere le sue ultime effettuate, quindi si tratta del suo testamento sonoro oltreché di un commovente saluto d'addio al suo pubblico, e di ogni saluto d'addio racchiude l'intensità. Chiaramente un addio non definitivo perché, religiosi o non religiosi che siate, è chiaro come in questo caso lo spirito dell’uomo continui a vivere oltre la morte della carne.
Sì, lo spirito di Lenoci sopravvive e continuerà a vivere nella sua musica.
La scaletta, nell’occasione, è legata soprattutto al jazz contemporaneo, attraverso la ripresa di brani composti da musicisti del calibro di Ornette Coleman, Paul e Carla Bley. Ma, nuovamente, il pianista pugliese da prova di scarsa ortodossia ripescando anche dal repertorio di due autori sicuramente estranei al jazz contemporaneo, Jerome Kern e Gordon Jenkins, attraverso superbe versioni di due standard immortali della musica popolare (All The Things You Are del 1939 e Goodbye del 1935).
Le sei interpretazioni di Lenoci brillano tutte per il tocco personale e la forza inventiva, con lo strumentista che smonta e rimonta i brani a suo piacere e senza intoppi, ma la versione da brividi di Ida Lupino basterebbe da sola a rendere indispensabile l’acquisto di “A Few Steps Beyond”.
Gianni Lenoci è stato, e rimane, un autentico GIGANTE.
L’ascolto di questo disco è semplicemente un dovere nei suoi confronti.

Prossimamente: “Thing Music” di Erin Demastes; “Zacharya” degli Uassyn; “Jar’a” di Paolo Angeli; “Altbüron” dei The Workers; “Microstorie” degli St.ride; “Sleeping Beauty” del Srdjan Ivanovic Blazin’ Quartet; “Dawn Ceremony For Dreadful Days” dei Tikkun; “Two Sing Too Swing” degli Sparkle In Grey; “WE3” dei WE3; “Solos And More At Studio 304” di Alex Riva; “Bureau” di Giulio Aldinucci & Matteo Uggeri; “Special Adaptations Volume 1” di Alex Levine: Special Adaptations …


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Data Recensione: 22/8/2021

`Elements´  

`Avvolgistanti´  

`Blues Pour Boris´  

`The Other Lies´  

`Kora´  

`Over The Ridge´  

`Nut´  

`Medusa Dreaming´  

`Melancholia´ // `Cure And Mound´  

`Justinian Intonations´  

`Transmitter´  

`Fernweh´  

`Totale!´  

`Post Jazz Chamber Music´  

`Pulsioni Oblique Vol. 2´ // `Hardboiled´  

`Cirrus´  

`Saca Los Cuernos al Sol´  

`Approximately Grids With A Plan´  

`Eris I Dysnomia´ // Ixtlahuaca´ // ‘Box Of Black´  

`Beats The Plague´  

`Parallelism´  

`Mother Afrika´  

`Non Dweller´ // `Erosion´  

`Music For A Different Room´  

`Thrīe Thrēo Drī ´  

`Reverse Drift / Reverse Charge´  

`An Established Color And Cunning´  

`Postcard From A Trauma´  

`Notturno´  

‘Nova esperanto (l’album perduto del 2006)´  

`Duo Sutera Novali´  

`Absum´  

`Convex Mirrors´  

`Township Nocturne´  

`Let It Fall´// `Does The Moon Not Dream´  

`Special Adaptations Volume 1´  

`Kranenburg Tree´  

`Nothing´  

`Subtle Matters´  

`WE3´  

`Solos And More At Studio 304´  

`Bureau´  

`Dawn Ceremony For Dreadful Days´  

`Der Verboten´  

`Two Sing Too Swing´ // `Two Creams Too Scream´  

`Monólogos a Dois´ // `Solo Acoustic Guitar Improvisations I´  

`Jar’a´  

`Altbüron´  

`Microstorie´  

`Sleeping Beauty´  

`A Few Steps Beyond´  

`Thing Music´  

`Zacharya´  

`I.´ // `Lonely Hymns And Pillars Of Emptibess´  

`Spoken´