`Zacharya´

Autore disco:

Uassyn

Etichetta:

Double Moon Records (D), Challenge Records (NL)

Link:

www.challengerecords.com
www.youtube.com/watch?v=gunFlwPNtrs
www.youtube.com/watch?v=Q3aZ4vjoxQQ
www.youtube.com/watch?v=LarzK7lnTL0

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2020

Titoli:

1) Zacharya 2) Tuain 3) Chy 4) Dji-ut 5) Mmoosh 6) Kheretem

Durata:

32:01

Con:

Tapiwa Svosve, Silvan Jeger, Vincent Glanzmann

un nuovo wild flower cresce nei giardini del Cabaret Voltaire

x mario biserni (no ©)

Velocità d’esecuzione, precisione, limpidezza, pulizia dei suoni e libertà armonica, il tutto associato a un gruppo con contrabbasso, batteria e sax alto, fanno pensare ai trii guidati da Ornette Coleman intorno alla metà degli anni ’60 (quello di brani frizzanti come Zig Zag). In buona parte ciò è dovuto ai fraseggi e alle timbriche di Tapiwa Svosve, che potrebbe sembrare un Coleman-dipedente, senonché è proprio il sassofonista a scozzare le carte fin dal primo brano quando, a un certo punto, spinge lo strumento verso sonorità tenorili. In Tuain, con la voce del sax che vira verso una specie di solfeggio evocativo, la personalità del trio si fa più indipendente. In Chy i tre pigiano con ancor più decisione su questo tasto, accentuando certe pastosità ellingtoniane. Il clou in tale direzione viene toccato da Mmoosh, un brano dove gli sprazzi di melodia sono brevi frammenti, tali e quali a piccole oasi perse in spazi di vuoto e di silenzio. Sono però le sarabande percussive di Dji-ut e Kheretem, a memoria della Chicago più nera (Andrew Hill, Art Ensemble …), a fare la differenza. È qui che si può sentire un enorme Vincent Glanzmann, un batterista in grado di reggere sulle proprie spalle un intero reggimento.

Prossimamente: “Jar’a” di Paolo Angeli; “Altbüron” dei The Workers; “Microstorie” degli St.ride; “Sleeping Beauty” del Srdjan Ivanovic Blazin’ Quartet; “Dawn Ceremony For Dreadful Days” dei Tikkun; “Two Sing Too Swing” degli Sparkle In Grey; “WE3” dei WE3; “Solos And More At Studio 304” di Alex Riva; “Bureau” di Giulio Aldinucci & Matteo Uggeri; “Special Adaptations Volume 1” di Alex Levine: Special Adaptations; “Absum” di Osvaldo Coluccino; “Nothing” di Gianni Lenoci & Franco Degrassi …


click to enlarge!click to enlarge!
Data Recensione: 22/8/2021

`Elements´  

`Avvolgistanti´  

`Blues Pour Boris´  

`The Other Lies´  

`Kora´  

`Over The Ridge´  

`Nut´  

`Medusa Dreaming´  

`Melancholia´ // `Cure And Mound´  

`Justinian Intonations´  

`Transmitter´  

`Fernweh´  

`Totale!´  

`Post Jazz Chamber Music´  

`Pulsioni Oblique Vol. 2´ // `Hardboiled´  

`Cirrus´  

`Saca Los Cuernos al Sol´  

`Approximately Grids With A Plan´  

`Eris I Dysnomia´ // Ixtlahuaca´ // ‘Box Of Black´  

`Beats The Plague´  

`Parallelism´  

`Mother Afrika´  

`Non Dweller´ // `Erosion´  

`Music For A Different Room´  

`Thrīe Thrēo Drī ´  

`Reverse Drift / Reverse Charge´  

`An Established Color And Cunning´  

`Postcard From A Trauma´  

`Notturno´  

‘Nova esperanto (l’album perduto del 2006)´  

`Duo Sutera Novali´  

`Absum´  

`Convex Mirrors´  

`Township Nocturne´  

`Let It Fall´// `Does The Moon Not Dream´  

`Special Adaptations Volume 1´  

`Kranenburg Tree´  

`Nothing´  

`Subtle Matters´  

`WE3´  

`Solos And More At Studio 304´  

`Bureau´  

`Dawn Ceremony For Dreadful Days´  

`Der Verboten´  

`Two Sing Too Swing´ // `Two Creams Too Scream´  

`Monólogos a Dois´ // `Solo Acoustic Guitar Improvisations I´  

`Jar’a´  

`Altbüron´  

`Microstorie´  

`Sleeping Beauty´  

`A Few Steps Beyond´  

`Thing Music´  

`Zacharya´  

`I.´ // `Lonely Hymns And Pillars Of Emptibess´  

`Spoken´