`Subtle Matters´

Autore disco:

Agnese Toniutti

Etichetta:

Neuma Records (USA)

Link:

www.neumarecords.org
www.agnesetoniutti.com
www.youtube.com/watch?v=iYjcFTJIlMM
www.youtube.com/watch?v=7iExUtJcBYE
www.youtube.com/watch?v=G6r1rzMh9Pc
www.youtube.com/watch?v=5dR6NIbg_IM

Formato:

CD

Anno di Pubblicazione:

2021

Titoli:

Lucia Dlugoszewski: 1) Exacerbated Subtlety Concert (Why Does a Woman Love a Man?) – Part I 2) Exacerbated Subtlety Concert (Why Does a Woman Love a Man?) – Part II 3) Exacerbated Subtlety Concert (Why Does a Woman Love a Man?) – Part III 4) Exacerbated Subtlety Concert (Why Does a Woman Love a Man?) – Part IV
Tan Dun: 5) C-A-G-E
Philip Corner: 6) Toy Piano 7) Man in Field (the sound as “Hero”) 8) Small Pieces of a Fluxus Reality 9) A Really Lovely Piece Made for & by Agnese

Durata:

43:36

Con:

Agnese Toniutti

una musicista alla quale nulla sembra essere precluso

x mario biserni (no ©)

Disco top per una pianista specializzata in musica contemporanea nata e vivente nelle campagne friulane («alle Periferie dell’Impero», come tende a precisare lei stessa). Provinciale!, tuoneranno alcuni o, peggio ancora, sovranista!, ch’è termine più di moda.
Levo subito il vin dai fiaschi.
innanzitutto voglio precisare che fra promuovere un artista de casa o un artista estero di pari valore preferisco promuovere l’artista locale, meglio ancora se lo conosco, al contrario di ciò che viene fatto generalmente promuovendo tutto ciò che viene da oltre confine, anche quando si tratta di materiale di infima qualità. Ma nello specifico di questo disco il caso è diverso.
Agnese Toniutti non è infatti solo un'artista italiana meritevole bensì, per quanto riguarda in generale la sua materia, si pone tout court ai vertici del panorama mondiale.
Riporto tre elementi a mia discolpa per giustificare un'affermazione così decisa:
• guardate su you tube la disinvoltura con la quale affronta due importanti pagine cageane come Water Walk e Sounds Of Venice;
• “Subtle Matters” non è stato pubblicato dagli sfigati di turno ma da una casa discografica statunitense di Saint Paul, capitale del Minnesota separata dal fiume Mississippi dalla città gemella Minneapolis, specializzata in musica contemporanea e con all’attivo un già ricco e importante catalogo;
• l’ultimo brano del disco è stato scritto da Philip Corner appositamente per l’esecuzione della Toniutti, e avete ben presente cosa vuol dire quando un compositore scrive appositamente per un esecutore? Sono davvero pochi gli strumentisti che si avvalgono di questo privilegio.

Diplomatasi con una tesi su Giacinto Scelsi, Agnese Toniutti ha in seguito approfondito la conoscenza di questo compositore allargando i suoi interessi a Giancarlo Cardini (anche un CD su Da Vinci Classics: “Lento Trascolorare – Piano Music”), John Cage e, a raggiera, a tutta la musica contemporanea del Novecento, affiancando all’attività di concertista quella di ricercatrice, con una particolare attenzione rivolta agli artisti del movimento Fluxus.
Questo disco, contenente materiali per timbre piano, toy piano e pianoforte suonato essenzialmente all’interno della cassa armonica, rappresenta un piccolo sunto della sua attività.
Il CD si apre con la suite in quattro parti Exacerbated Subtlety Concert (Why Does a Woman Love a Man?) della compositrice di origini polacche Lucia Dlugoszewski (16 Giugno 1931 – 11 Aprile 2000). Nelle esaustive note di copertina la pianista scrive «La mia indagine è iniziata in Italia con in mano solamente un nome e il riferimento ad una delle sue invenzioni, il “timbre piano”, ed è infine approdata al di là dell’oceano, a New York, grazie alla musicologa studiosa della compositrice Kate Doyle e a Katherine Duke, già assistente di Lucia e attuale direttrice della Erick Hawkins Dance Company. Per raggiungere la musica della Dlugoszewski non avevo nemmeno la guida di una partitura scritta. Nella mia personale trascrizione di Exacerbated Subtlety Concert (Why Does A Woman Love a Man?), composto nel 1997 e rivisto nel 2000, mi sono basata sull’unica registrazione disponibile, suonata dalla stessa autrice per l’etichetta CRI, e sulle informazioni trovate in altri spartiti per “timbre piano” e negli scritti teorici della Dlugoszewski. Ho percorso dunque a ritroso il processo di scoperta e ri-creazione dell’opera musicale che va abitualmente dal segno al suono, partendo invece dall’ascolto per poi arrivare alla composizione scritta e nuovamente all’esecuzione … quando iniziai la mia ricerca sul repertorio di Lucia Dlugoszewski non mi era chiaro cosa fosse esattamente un “timbre piano”. Per quella che è la mia attuale esperienza lo definirei come una ricca tavolozza timbrica di suoni - prodotti per lo più all’interno della cordiera del pianoforte con tecniche specifiche - caratterizzata da una grande raffinatezza e cura nelle scelte dei materiali, dei gesti, degli effetti e delle dinamiche. Stabilire con esattezza la natura di questi parametri e come riprodurli si è dimostrato un lavoro di riflessione abbastanza impegnativo. Dopo aver esaminato le partiture e gli altri scritti a disposizione mi sono resa conto infatti che non contenevano informazioni sufficienti per sostenere un’esecuzione. Ho deciso allora di realizzare una mia trascrizione di Exacerbated Subtlety Concert seguendo il suggerimento di Katherine Duke. Il brano è infatti l’unica composizione completa per “timbre piano” solo di cui sia disponibile un documento sonoro, eseguito dalla stessa compositrice. Individuati con attento ascolto i materiali più usati per sollecitare le corde e le altre zone interne del pianoforte (da normali battenti per percussioni a forcine per capelli a vasetti di vetro), ho sperimentato diversi modi di utilizzarli, cercando di avvicinarmi il più possibile all’originale per quanto riguardava il ritmo e l’intensità dei gesti. Poi ho messo da parte la registrazione dell’autrice e mi sono dedicata alla mia interpretazione della struttura e dell’idea compositiva. Durante questo minuzioso processo mi è diventato presto chiaro qualcosa di molto semplice ma nonostante questo non troppo presente nella comune esperienza, soprattutto oggigiorno: più ci si ferma e si resta in ascolto, più cose ci si rivelano. “The revolution is in perception, rather than conception”: la rivoluzione sta nella percezione, piuttosto che nei concetti, come scrive la stessa Dlugoszewski».
Quella della Dlugoszewski è una figura ampiamente sottovalutata nell’ambito della musica contemporanea, poche sono le pubblicazioni discografiche che contengono le sue composizioni e il suo nome è di conseguenza misconosciuto anche nel novero del pubblico che segue questa particolare branca della musica. Non foss’altro che per l’inclusione di questa suite il valore di “Subtle Matters” par essere incommensurabile.
Senza nulla togliere all’importanza degli altri due compositori – il cinese Tan Dun e l'americano Philip Corner – e alla particolarità dei loro brani qui inseriti. Il fatto che entrambi sono in vita, il secondo è anche residente in Italia, e che la loro musica è sufficientemente documentata discograficamente ha sicuramente facilitato il lavoro dell'interprete. Resta chiaramente integra la difficoltà relativa alla comprensione, intellettiva ancorché somatica, di simboli e annotazioni che sovente demandano all'intelligenza e alla creatività dell'esecutore una loro corretta interpretazione, e riporto nuovamente quanto scrive la Toniutti: «Avere tra le mani una nuova partitura è come possedere una chiave magica, la possibilità di accesso all’universo interiore di un altro essere umano - alla sua musica, prima di tutto, ma anche ad una visione individuale della vita, un mondo personale di sensibilità, pensieri, scelte e reazioni. Tale privilegio va meritato. Come in ogni fiaba degna di questo nome, la chiave magica deve essere attivata, decifrata, compresa. Oltre al tempo dedicato a familiarizzare con il codice, con il linguaggio scritto di ogni compositore, bisogna cercare di cogliere ciò che si nasconde tra i segni, ovvero quel sottile, spesso invisibile elemento che è essenziale per portare nuovamente in vita la musica.».
Anche nel caso di Tan Dun e Corner, comunque, sono riportate nella copertina le annotazioni precise ed esaustive scritte dall'artista a proposito del lavoro svolto. A margine vengono riportati brevi cenni biografici riguardanti sia i tre compositori sia la stessa pianista.
In conclusione “Subtle Matters” è un disco importante, per il materiale che contiene, per l’ottima esecuzione, per l’eccellente resa sonora e per la più che accurata confezione.
Posso solo aggiungere un consiglio: siccome l’elemento performativo è di primaria importanza - come avviene un po’ in molta della musica contemporanea tendente a travalicare l'aspetto sonoro in favore di quello più globalizzante di performance - suggeriscoo al lettore di corredare l’ascolto con la visione dei video relativi all’esecuzione di buona parte dei brani presenti nel disco (li trovate su You Tube, insieme a una breve intervista con Agnese Toniutti, ai link riportati sopra).

Prossimi top: “Let It Fall” // “Does The Moon Not dream” di My Home, Sinking // Matteo Uggeri & Mourning Dove; “Notturno” di Roberto Dani; “Reverse Drift / Reverse Charge” dei Mosquitoes; “Non Dweller” // “Erosion” di Gabby Fluke-Mogul, Jacob Felix Heule & Kanoko Nishi-Smith // Kevin Corcoran & Jacob Felix Heule; “Pulsioni Oblique Vol. 2” di Vari Autori ...


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Data Recensione: 21/8/2021

`Subtle Matters´  

`WE3´  

`Solos And More At Studio 304´  

`Bureau´  

`Dawn Ceremony For Dreadful Days´  

`Der Verboten´  

`Two Sing Too Swing´ // `Two Creams Too Scream´  

`Monólogos a Dois´ // `Solo Acoustic Guitar Improvisations I´  

`Jar’a´  

`Altbüron´  

`Microstorie´  

`Sleeping Beauty´  

`A Few Steps Beyond´  

`Thing Music´  

`Zacharya´  

`I.´ // `Lonely Hymns And Pillars Of Emptibess´  

`Spoken´  

`The Complete Yale Concert, 1966´  

`Aforismen Aforisme Aforismes´  

`Blonk, Mallozzi & Vandermark´  

`Different Roots´  

`Schwingende Luftsäulen 3´  

`Beats´ // `Phylum´  

`Derivatives’ // `Haerae´  

`Room For The Moon´ // `Гибкий график´  

`Electric Music´  

`Jin-Brebl-Concert´  

`Kavel´  

`Libertè Égalitè Fraternité´  

`La signora Marron´  

`Live´ // `An Evening In Houston´  

`Archytas Curve´  

`Oltre il cielo alberato´  

`Alimurgia´  

`La Chiamata´  

`Ritual For Expansion´  

`Sketches For Violin And Vinyl´  

`Isopleths´  

`Take The Long Way Home´  

`Strell´  

`Music For Organ´  

`Brittle Feebling´  

`Materia´ // `Triptych (Tautological)´  

`Uncle Faust´  

`Frankenstein´  

`Beyond The Tranceries´  

`Don`t Worry Be Happy´  

`Infected Burst´  

`Tracce XX´  

`Spime 2019´  

`The Hovering´  

`Canto Fermo´  

`Anasyrma´  

`Live´  

`Colmorto´