`Pulsioni Oblique Vol. 2´ // `Hardboiled´

Autore disco:

Vari Autori // Paul Beauchamp & Luca Sigurtà

Etichetta:

Kaczynski Editions (I)

Link:

kaczynskieditions.bandcamp.com/album/pulsioni-oblique-vol-2
kaczynskieditions.bandcamp.com/album/hardboiled

Formato:

MC // CD

Anno di Pubblicazione:

2021

Titoli:

1) Kaczynski Unexpected Quartet: Butchers 2) Marco Ferrazza & Giacomo Salis: Suphe 3) ranter's bay & Paolo Sanna: From the dust 4) Orasique: Le hubieran crecido espinas 5) zerogroove: Do you remember Husker Du? 6) Luca Sigurtà & Paul Beauchamp: The paladin (Excerpt) 7) Qonicho Ah!: Laviequoi // 1) Main Theme 2) The Paladin 3) Fuijian Na 4) Pull The Trigger 5) Drop Gun 6) Shifted Down 7) End Credits

Durata:

29:29 // 31:26

Con:

Luà Gandarà, Niet F-n, Macarena Montesinos, Nacho Munoz / Marco Ferrazza, Giacomo Salis / Niet F-n, Paolo Sanna / Don Malfon, Misha Marks, Fernando Barrios, Marco Albert / Giuseppe Fantini / Luca Sigurtà, Paul Beauchamp / Morgane Carnet, Blanche Lafuente // Luca Sigurtà, Paul Beauchamp

bestiale, direbbe coliandro!

x mario biserni (no ©)

Con la cassetta “Pulsioni Oblique”, messa in giro in numero limitatissimo di copie, nel 2017 Kaczynski Editions lanciò il suo guanto di sfida. La scaletta comprendeva 7 brani suonati da musicisti e formazioni che ruotavano attorno alle figure – factotum della Kaczynshi Editions – di Niet F-n e Giuseppe Fantini.
Oggi, a quattro anni di distanza, il secondo volume di “Pulsioni Oblique” rappresenta un nuovo punto di partenza, con la schiera dei musicisti coinvolti allargata verso nuove interessanti realtà.
L’unico nome che era presente, tale e quale, anche nell’altra compilation è quello di Zerogroove, cioè il progetto in solo di Giuseppe Fantini. Il titolo del brano eseguito dal chitarrista massese, Do you remember Husker Du?, è piuttosto esplicito e non richiede ulteriori commenti.
Niet F-n, da parte sua, è presente in ben due piste. Nel Kaczynski Unexpected Quartet è affiancato da due nomi che bazzicano l’etichetta fin dagli inizi, la violoncellista Macarena Montesinos e il tastierista Nacho Munoz (che avevamo individuato anche dietro lo pseudonimo Mdmme). A completare il quartetto c’è l’artista multimediale e vocalista spagnola Luà Gandarà. Il loro brano, caratterizzato da influenze puntillistiche, è costruito intorno al dialogo fra violoncello e pianoforte, sul quale scorrono gli svolazzi in acido della voce.
Niet F-n, nella sua variante ranter's bay, suona anche in duo con il percussionista sardo Paolo Sanna. Quella dei due è un’esposizione fortemente drammatica, le cui caratteristiche industrial vengono attenuate da suoni lignei tipo balafon.
Un altro percussionista sardo, il Giacomo Salis che spesso abbiamo incontrato in collaborazioni con Sanna, è pure presente in duo con il manipolatore elettronico Marco Ferrazza. I due, rispetto alla coppia Niet F-n – Sanna, sembrano più orientati verso una sinfonia di sonorità natural-ambientali, che alla metà si trasforma in una promenade all’interno di una natura comunque disturbata dalla presenza umana. Nel finale i due leitmotiv sono brevemente ripetuti.
Dell’accoppiata Luca Sigurtà e Paul Beauchamp ci occuperemo poi perché il loro contributo alla raccolta altro non è che un estratto dal disco che recensiamo più avanti.
Abbiamo lasciato per ultime le due presenze più sorprendenti (perché più inattese): Orasique e Qonicho Ah!.
Orasique è un quartetto internazionale che però fa base in Messico: il sassofonista Don Malfon è catalano, il chitarrista Misha Marks è di origini neozelandesi, il percussionista Fernando Barrios proviene da El Salvador e l’elettronicista Marco Albert è italiano (chi si ricorda del collettivo milanese Otolab?). Quello degli Orasique è un sistema di composizione radicale e spontaneo di altissimo livello, definibile come post AMM o post Spontaneous Music Ensemble. Sembra evidente l’influenza più recente esercitata da musicisti come Evan Parker e John Butcher.
Qonicho Ah! è invece un duo femminile francese, che a volte si esibisce rinforzato da un terzo componente, composto dalla sassofonista Morgane Carnet e dalla batterista Blanche Lafuente. La Carnet pare influenzata dalla triade Coltrane-Ayler- Brötzman, con aggiunta una tendenza alla reiterazione, mentre la batterista mostra un’indole rocciosa che riversa su uno strumento assemblato con uno spirito minimale.
A breve distanza dalla compilation la Kaczynsci Editions ha pubblicato il CD “Hardboiled” di Paul Beauchamp & Luca Sigurtà, del quale era stato comunque anticipato un breve saggio nella compilation stessa. Vi dico subito che il CD rappresenta il miglior pezzo nell’ancora scarno, ma pregevole, catalogo della piccola etichetta massese. E rappresenta anche il pezzo più fulgido nella discografia, anch’essa pregevole e non così scarna, di Luca Sigurtà. Purtroppo non posso affermare la stessa cosa per quanto riguarda Beauchamp, semplicemente perché non conosco così bene la sua produzione precedente (speriamo bene, dal momento che una volta per un’affermazione simile poco c’è mancato che venissi sfidato a duello).
Per quanto ne so, è sempre bene tenere aperto il beneficio del dubbio, si tratta della prima collaborazione fra Sigurtà e Beauchamp. “Hard Boiled”, scritto staccato, è un film poliziesco, ambientato in Cina, diretto nel 1992 da John Woo. La forte similitudine del titolo, il riferimento al sud della Cina in almeno un titolo (Fuijian Na), la struttura del disco, con tanto di un Main Theme iniziale e di un End Credits finale, lascia intendere un richiamo al film di Woo o, comunque più che certo, al cinema poliziesco. Non si tratta comunque di un remake ma di suggestioni provocate sui due da quel genere di cui sembrano essere appassionati fruitori. Il disco inizia con una sinfonia sintetica sontuosa che si staglia su un ritmo che in progressione si fa sempre più pressante. Le atmosfere di The Paladin sono più psicotiche mentre il modulo ritmico si fa più rarefatto. Segue una specie di brano minimalista in sospensione fra musica spaziale e tribalismo voodoo.
Nel proseguo i brani si fanno sempre più ombrosi, la stratificazione dei moduli sempre più complessa e le ritmiche sempre più sghembe e indecifrabili, fino al finale che inizia su una pulsazione cardiogena per terminare su un ostinato whirling sintetico.
Due pubblicazioni da avere senza alcun indugio.


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Data Recensione: 27/3/2023

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