`Jealousy And Diamond´

Autore disco:

Autistic Daughters

Etichetta:

Staubgold (D) / Kranky (USA)

Link:

www.staubgold.com
www.kranky.net

Formato:

LP / CD

Anno di Pubblicazione:

2004

Titoli:

1) A Boxful of Birds 2) Florence Crown, Last Relay 3) The Glasshouse and the Gift-Horse 4) (solo nel CD) Rainy Day in June 5) Spend it on the Enemy (While it was Raining) 6) In Your Absence from the Street 7) Jealousy and Diamond

Durata:

45:00 ca. / 50:08

Con:

Dean Roberts, Martin Brandlmayr, Werner Dafeldecker, Valerio Tricoli, Anthony Guerra

troppo perfetto per essere vero

x e. g. (no ©)

Ho letto che questo disco rappresenta il ritorno di Roberts ad una dimensione di gruppo, cosa fin troppo ovvia – il disco esce a nome Autistic Daughters – quanto falsa: “Jealousy And Diamond” è, in tutto e per tutto, il nuovo disco solista di Dean Roberts, suoi sono i brani e suo il succo, la sostanza, che li anima, caso mai si può dire che i due accompagnatori rappresentano quanto di meglio si potesse trovare per la rappresentazione di un testo così personale. Quindi Autistic Daughters è il gruppo di Dean Roberts, o ancor meglio è una delle manifestazioni di Dean Roberts, e non ha nulla a che fare con quel fuoco realmente collettivo che furono i Thela.
Un’altra cosa che ho letto è il ricorrente paragone con i Talk Talk: nulla di più fuorviante, mentre il gruppo inglese era fautore di una musica volutamente orchestrata questo è un disco scarno e sostanzialmente rock. Caso mai ci trovo le pigre progressioni di Slint e Low, nelle loro espressioni più felici, in quel borbottare sonnolento che fa pensare ad un vulcano assopito ma pronto al risveglio e alla deflagrazione, o al fuoco che cova sotto la cenere.
“Jealousy And Diamond” sono le rasoiate della chitarra e la timida voce che si nasconde dietro ad esse, staffilate lente, sussurrate e sornione che di colpo si impennano e ti azzannano. Ho sempre pensato che la voce fosse il punto debole della più recente produzione del neozelandese, ma nell’occasione la falla è stata riparata attraverso l’utilizzo di un sussurro indistinguibile, un geremiade semirecitata che quasi scompare in quest’oasi di suoni tutt’altro che stipata.
Gli interventi del basso di Dafeldecker e della batteria di Brandlmayr toccano la perfezione, così privi di sbavature da non sembrare veri, in un lavoro da diligenti comprimari come non se ne ottiene neppure pagando in oro (cosa che non credo Roberts abbia fatto).
Il disco è uscito sia in vinile, in Europa, sia in cd, negli USA, con la seconda opzione che contiene un brano in più (la cover di Rainy Day in June dei Kinks).
Ricapitolando: classico triangolo strumentale, tensione macerata da una lenta indolenza, incredibile precisione strumentale, fantastica produzione (alla quale ha preso parte il genietto Tricoli), in assoluto il miglior disco di Roberts dai tempi di “All Cracked Medias”.


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Data Recensione: 17/4/2005

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