`Incantations´ // `Cruelly Coy´ // `Diffrazioni Sonore´

Autore disco:

Marianne Schuppe // Sabina Meyer // Romina Daniele

Etichetta:

New Albion (USA) // Lazy Melodies (I) // Autoproduzione (I)

Link:

www.newalbion.com
www.lazymelodies.com
www.scelsi.it
www.rominadaniele.com

Formato:

CD // CD // CD-R

Anno di Pubblicazione:

2005 // 2006 // 2005

Titoli:

1) Sauh I-IV 2) Taigarù I-V 3) Hô I-IV // 1) Sequenza III 2) Über Den Selbstmord 3) Hô I 4) Hô II 5) Hô III 6) Hô V 7) n° 1 8) n° 2 9) n° 3 10) Aria 11) Hist 12) Coy 13) Long Distances 14) Raucedine e trasparenza 15) Eclipse 16) Cruelly 17) Gelbes 18) Kreis 19) Silent In 20) g/a // 1) Intro Intellegibile 2) Vero 3) Altàmere 4) Differisco I 5) Differisco II 6) Di-Sonore 7) Zeendiddò 8) Rizhome

Durata:

50:54 // 63:38 // 33:08

Con:

Marianne Schuppe // Sabina Meyer, Fabrizio Spera, Michael Thieke, Luca Venitucci // Romina Daniele

da maneggiare con cura

x e. g. (no ©)

In questa recensione sono in grado di offrirvi di tutto, come un buon piazzista, dalle taglie extra-large a quelle small, dalle scarpe a punta larga a quelle a punta stretta….
I tre dischi in questione hanno difatti un loro punto d’incontro nella vocalità contemporanea, nello specifico femminile, ma divergono per obiettivi e impostazione.

Marianne Schuppe, tedesca di nascita e svizzera d’adozione, è una cantante esperta e dedita all’interpretazione di opere contemporanee, e fra le sue discese in pista c’è la nota Three Voices di Morton Feldman, altrimenti nota per la versione datane dalla voce di Joan La Barbara (per la quale era stata scritta). In questa occasione si cimenta con alcune partiture vocali di Giacinto Scelsi, uno dei più importanti musicisti del '900 che, come da prassi, è più conosciuto all'estero che in terra nativa. Scelsi è uno di quei musicisti che vanno conosciuti per definizione, anche da coloro che non sono propriamente degli appassionati di musica contemporanea colta, e se siete a digiuno questo CD può rappresentare un primo passo. In esso la Schuppe si concentra su alcune elaborazioni per solo voce: la 'Liturgia per voce con nastro magnetico' in IV parti (Sauh I-IV), le 'Cinque invocazioni per voce sola' (Taigarù) e le 'Quattro melodie per voce sola' (). Indubbiamente si tratta di materiale eletto sia per quanto riguarda la scrittura sia per quanto riguarda l'esecuzione, ma forse l’approccio della Schuppe è troppo tecnico, laddove l’universo scelsiano esigerebbe un certo bilanciamento fra abilità tecnica ed emotività espressiva.

Se invece, sbagliando, non siete proprio interessati a Scelsi ma vi incuriosisce comunque l'aspetto della vocalità nella musica contemporanea vi potrei consigliare l'interessante disco di Sabina Meyer (che qualche lettore ricorderà come componente dell'ensemble AnteNata recensito qualche tempo addietro). In "Cruelly Coy" la Meyer si cimenta con partiture di alcuni autori contemporanei particolarmente sensibili alla vocalità femminile, se non altro per aver lavorato a stretto contatto con alcune fra le più importanti cantanti sperimentali del '900: di Berio, che collaborava con Katy Berberian, viene ripresa Sequenza III, di John Cage, che collaborava spesso con Joan La Barbara, viene ripresa Aria e di Scelsi, la cui anima elettiva era Michiko Hirayama, vengono riprese le parti I, II, III e V di (‘Cinq vocalises pour voix de femme’) *. Gli altri due autori proposti sono Eric Satie (Trois poèmes d'amour) e il controverso (in quanto compromesso con il regime dell'ex Germania Orientale) Hanns Eisler (Über den selbstmord). È interessante confrontare questa versione di con quella datane dalla Schuppe in quanto, oltre all'approccio diverso (meno freddo e meno accademico quello della Meyer), è possibile capire quanta libertà interpretativa possiedano quelle partiture. D’altronde lo stesso Scelsi non sapeva scrivere e leggere la musica, e la sua musica veniva trascritta da terzi a partire dalle sue improvvisazioni al pianoforte. Quindi, relativamente all’interpretazione di Scelsi, preferisco quella che viene data in “Cruelly Coy”. E comunque la Meyer non solo non si limita all’interpretazione di brani esclusivamente vocali, ché anzi sono circoscritti alle riletture di Scelsi e Berio, ma va oltre anche all'aspetto puramente interpretativo e propone in ultimo una propria scrittura: Sibilo Sibilla. Music For Voice & Noise, 10 flash per voce, ance e oggetti sonori trattati elettronicamente. Quest’ultimo tratto, buttato giù in compagnia di Fabrizio Spera e Michael Thieke, è il momento del percorso che io preferisco, non essendo particolarmente attratto (per mia natura) dal lato espressamente interpretativo della musica. E pure va detto che le esecuzioni della Meyer offrono sempre notevoli spunti di prorompente personalità. I Poèmes d’amour di Satie, per esempio, vengono ‘cageizzati’ attraverso l’uso di un pianoforte giocattolo (Luca Venitucci). Anche la canzone di Eisler, qui proposta in un arrangiamento per voce ed elettronica, subisce una buon trattamento di soggettivizzazione. Quanto a Cage, poi, le sue scritture comportano già per natura una certa libertà interpretativa, e quindi Aria – che in questo arrangiamento vive dell'interazione fra la voce ed il suono di oggetti quali una radio od un metronomo - ben si adatta alla personalità non rigidamente strutturata della cantante. “Cruelly Coy”, in definitiva, non è affatto un disco da raccomandare ai filologi della musica.

Ma se invece cercate qualcosa di completamente slegato dall'interpretazione di partiture scritte da terzi, allora "Diffrazioni Sonore" di Romina Daniele potrebbe essere il disco che fa per voi. È fin troppo facile, ascoltandolo, tirare fuori i nomi di Diamanda Galas e Demetrio Stratos (chissà che anche la Daniele non abbia una punta sangue greco!?!!), e una conferma arriva dal constatare che la cantante ha vinto il "Premio Internazionale Demetrio Stratos per la sperimentazione musicale" del 2005. Ma approfondendo l'ascolto par di sentire numerose altre influenze, dirette o indirette, che se fossero risulterebbero di gran lunga più imprevedibili (non vorrei sparare una cazzata ma, ad un certo punto, sembra di sentire una citazione, non so quanto voluta, di Laurie Anderson). Il metodo di lavoro della Daniele consiste nella registrazione di improvvisazioni vocali totalmente libere - sospese fra cantato, recitato, urlato e vocalismi in senso lato - che in una fase successiva vengono montate e ordinate in boli di voci piuttosto complessi ma con le caratteristiche di autentiche composizioni. Si tratta chiaramente di un concetto contemporaneo di composizione, nel cui processo la grafia non avvine su carta ma su nastro o su hard disk, e che comunque comporta un lavoro di sistemazione, correzione e revisione al pari della classica scrittura musicale per note. Romina Daniele può essere inserita in un nuovo gruppo di sperimentatori sulle possibilità espressive della voce che ha una rappresentanza più naif in Madame P ed una rappresentanza maschile in Enomísossab. "Diffrazioni Sonore" è certamente un disco interessante, seppure si noti ancora una punta di immaturità e seppure il pagamento di qualche debito risulti ancora un po' troppo marcato; comunque c'è la stoffa e ci sono le idee, quindi è facile pronosticare degli interessanti sviluppi (a questo punto tutto dipende dalla determinazione e dalle reali possibilità della stessa Daniele). Mi permetto di aggiungere, ma qui si cade nel gusto personale, che una relativa sdrammatizzazione delle atmosfere giocherebbe positivamente sul risultato finale.

* Chiaramente (Cinq vocalises pour voix de femme) corrisponde alle 'Quattro melodie per voce sola' () del disco di Marianne Schuppe, l’equivoco nasce dal fatto che Scelsi (come si legge nel librettino allegato a “Cruelly Coy”) ha ritirato la quinta melodia e quindi, ossequiosamente al suo desiderio, si preferisce registrarne solo quattro.


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Data Recensione: 11/7/2007

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